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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli scrive su "NM": "Napoli, ora prendiamola con ironia, anche se non è semplice"
08.01.2020 19:30 di Napoli Magazine

NAPOLI - Prendiamola alla larga, così ci si arrabbia di meno. Meglio: prendiamola con ironìa (anche se non è semplice). E allora diciamo che i prodi azzurri, avvezzi da un bel po' di tempo, a campionati d'avanguardia hanno deciso di mostrarsi nel giorno dell'Epifanìa col volto della vecchietta che cavalca la scopa e porta doni in giro per il mondo. Fuor di metafora, hanno pensato bene di fare qualcosa di eccezionale in replica alle prestazioni super nel giorno della ripresa del campionato. Una risposta da record ai cinque gol della Dea bergamasca, alla prima italo-tripletta di CR7, alla sontuosa prestazione in quel di Roma del Toro cavalcato dal Gallo Belotti. Avevano, gli azzurri, tutti gli occhi su di loro. Ecco la squadra che darà una svolta nella corsa scudetto (degli altri, eh!) contro l'Inter tetragona di Conte, la Beneamata che al San Paolo non vinceva da un'eternità, 22 anni. E allora come rispondere alle stelle e stelline italiche? Avranno ben pensato, Insigne e compagnìa bella di fare un qualcosa di straordinario, di difficilmente ripetibile, di anomalo, di sensazionale. Ed ecco l'idea monstre: se non riusciamo a vincere, o almeno a pareggiarla 'sta partitissima epifanica, che almeno si dia la stura a tutto un campionario di corbellerìe. Insomma, ragazzi, facciamo vedere chi siamo e regaliamo, doniamo tre-gol-tre alla squadra cara ai bauscia ed entreremo nel Guinness dei primati. Un regalo a Gattuso per il suo compleanno? E va bene, ci penseremo poi. Non vi ho indotto al sorriso, seppur amaro? Giusto, c'è poco da stare allegri. Nel mio piccolo, come le formiche, m'incazzo a vedere certe performances in negativo. Perché va bene (anzi, va male) lo scivolone apriautostrada è stata una iattura, ma quel che hanno combinato l'albanese ed il greco su Lukaku (ah! Romelu perché sei tu Romelu?) è qualcosa d'indicibile. L'albanese ed il greco apostoli del non interventismo: prego, venga avanti, che faccio tento magari il fallo e gli sbatto contro? Per carità, sarebbe sconcio. Magari tento di portarlo sul suo lato debole, il destro, ma no, lasciamo perdere. Primo gol. Stessa storia sul secondo. Con l'aggravante del Meret ancora nei fumi dello champagne tracannato nel veglione termale, a Recoaro o ad Agnano, non saprei. Terzo gol: il greco che avrebbe dovuto rinviare col piede che va incontro alla sfera e che invece s'accartoccia contro madre natura e la stoppa di natica per quel furbacchione di Lautaro l'argentino. Signori, la tripletta degli orrori è stata servita. Una giornata da ricordare, siamo il Napoli, tenetelo bene a mente. Ora, perché non si dica che ho un debole per Gennarino di Schiavonea e che quindi non lo critichi per vincoli antichi, sostengo che perfino un Tonelli avrebbe fatto meno peggio dei centrali schierati davanti all'immenso Lukaku. Di Lorenzo stopper aggiunto e rimediato era stata un'idea che m'aveva fatto tremar le vene e i polsi alla lettura delle formazioni. Detto che la Beneamata è tetragona e fortunata (incontra spesso avversari senza le loro pedine fondamentali), va annotato che un certo ritmo gli azzurri l'hanno tenuto. E che la jella - i gol no, sono state corbellerie e basta - è sempre dietro l'angolo sotto l'aspetto di qualche legno di troppo. Oramai, il campionato è andato, ma guai a pensarlo. In attesa di Lobotka - che non è Pelé, ma un ottimo centrocampista - e che ha un nome che è un petardo, confidiamo in qualche tiro a giro in meno di Lorenzo capitano di sventura e che si faccia chiarezza su Mertens. A buoni intenditori, poche parole. Ah! Un'ultima cosa: Ibra nel Milan squassato e sconquassato di questi tempi inciderà poco. Nel gioco Napoli sarebbe stato più a suo agio. E poi, con Ibracadabra e un domani con Amrabat e magari pure Cicì e Cocò sarebbe stato uno spettacolo. E qui mi taccio. O se preferite: il resto è silenzio.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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