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CURIOSITA' NM - Perché il calcio si gioca in 11, la storia poco nota
14.10.2026 13:14 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha raccontato a “Napoli Magazine” un particolare aneddoto: "Giochi con la palla simili al calcio esistevano già millenni fa. In Cina, durante la dinastia Han (III secolo a.C.), si praticava un gioco militare denominato Kuju (o Tsu-chu), che consisteva nel calciare una palla di cuoio dentro una piccola rete. Antiche civiltà in America, nel periodo precolombiano, giocavano inoltre a giochi rituali con palle di caucciù. In Europa e in Italia nel Medioevo si svilupparono vari giochi di squadra violenti e caotici, come il Calcio Storico Fiorentino in Italia o il mob football in Inghilterra. La storia del calcio moderno inizia il 26 ottobre 1863 in Inghilterra, alla Freemasons' Tavern, quando venne fondata la Football Association (FA), la prima federazione calcistica nazionale, segnando la separazione definitiva tra rugby e calcio e la nascita del primo regolamento ufficiale. Fu infatti in quel momento che vennero codificate le prime regole ufficiali di questo sport, come il numero dei calciatori per squadra ed il divieto dell'uso delle mani (tranne che per il portiere), distinguendolo definitivamente dal rugby, con cui fino ad allora condivideva molte somiglianze, così segnando l'inizio della sua evoluzione come sport organizzato e regolamentato. Il calcio si gioca in 11 giocatori per squadra a causa della tradizione legata alle camerate dei college inglesi dell'Ottocento. Nei prestigiosi collegi inglesi (come Harrow, Rugby e Charterhouse), gli studenti vivevano in stanze da letto composte da 10 ragazzi guidati da un undicesimo membro più grande, che faceva da supervisore o capitano. Le prime partite informali venivano organizzate proprio tra le diverse camerate o tra i vari college, mantenendo quindi la proporzione di 10 giocatori più 1 capitano (11 contro 11). Nel 1857 il Trinity College di Cambridge inserì ufficialmente il modulo 11 contro 11 nel primo codice di regole del gioco, e nel 1863 questa consuetudine fu adottata in via definitiva dalla neonata Football Association a Londra per uniformare il regolamento. Il calcio, tuttavia, non rimase confinato ai confini britannici. Grazie ai commercianti e ai marinai, si diffuse rapidamente in altre parti del mondo, in particolare Europa e Sud America. Questi pionieri del calcio portarono con sé non solo merci e prodotti, ma anche il loro amore per il nuovo gioco. Fu così che il calcio iniziò a radicarsi in paesi come Brasile, Argentina e Uruguay, dove trovò terreno fertile e si sviluppò". 

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14/10/2026 - 13:14

NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha raccontato a “Napoli Magazine” un particolare aneddoto: "Giochi con la palla simili al calcio esistevano già millenni fa. In Cina, durante la dinastia Han (III secolo a.C.), si praticava un gioco militare denominato Kuju (o Tsu-chu), che consisteva nel calciare una palla di cuoio dentro una piccola rete. Antiche civiltà in America, nel periodo precolombiano, giocavano inoltre a giochi rituali con palle di caucciù. In Europa e in Italia nel Medioevo si svilupparono vari giochi di squadra violenti e caotici, come il Calcio Storico Fiorentino in Italia o il mob football in Inghilterra. La storia del calcio moderno inizia il 26 ottobre 1863 in Inghilterra, alla Freemasons' Tavern, quando venne fondata la Football Association (FA), la prima federazione calcistica nazionale, segnando la separazione definitiva tra rugby e calcio e la nascita del primo regolamento ufficiale. Fu infatti in quel momento che vennero codificate le prime regole ufficiali di questo sport, come il numero dei calciatori per squadra ed il divieto dell'uso delle mani (tranne che per il portiere), distinguendolo definitivamente dal rugby, con cui fino ad allora condivideva molte somiglianze, così segnando l'inizio della sua evoluzione come sport organizzato e regolamentato. Il calcio si gioca in 11 giocatori per squadra a causa della tradizione legata alle camerate dei college inglesi dell'Ottocento. Nei prestigiosi collegi inglesi (come Harrow, Rugby e Charterhouse), gli studenti vivevano in stanze da letto composte da 10 ragazzi guidati da un undicesimo membro più grande, che faceva da supervisore o capitano. Le prime partite informali venivano organizzate proprio tra le diverse camerate o tra i vari college, mantenendo quindi la proporzione di 10 giocatori più 1 capitano (11 contro 11). Nel 1857 il Trinity College di Cambridge inserì ufficialmente il modulo 11 contro 11 nel primo codice di regole del gioco, e nel 1863 questa consuetudine fu adottata in via definitiva dalla neonata Football Association a Londra per uniformare il regolamento. Il calcio, tuttavia, non rimase confinato ai confini britannici. Grazie ai commercianti e ai marinai, si diffuse rapidamente in altre parti del mondo, in particolare Europa e Sud America. Questi pionieri del calcio portarono con sé non solo merci e prodotti, ma anche il loro amore per il nuovo gioco. Fu così che il calcio iniziò a radicarsi in paesi come Brasile, Argentina e Uruguay, dove trovò terreno fertile e si sviluppò".