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NM LIVE - Muselli: "Napoli, troppe verità nascoste, bisogna continuare a lavorare e farlo bene per uscire da queste situazioni"
06.11.2026 14:40 di Napoli Magazine
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NAPOLI - ARTURO MUSELLI, attore, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "La speranza è sempre l’ultima a morire, ma ora siamo vicini alla morte della speranza (ride, ndr). Credo sia il momento più negativo dell’epoca De Laurentiis, anche peggio del decimo posto con Garcia e i suoi successori. In questo momento la situazione è molto più complicata. Come se ne esce? Ho una sensazione. Penso ci siano troppe cose non dette, troppe cose coperte, troppe verità nascoste. Quando si nascondono determinate cose è segno di debolezza. Ed è anche un segno che qualcuno non si prende le proprie responsabilità. Questo fa ammalare tutta la squadra, dalla società ai giocatori. Faccio un po’ fatica per questo motivo. Quando poi si raccontano verità che non corrispondono alla realtà, c’è un chiacchiericcio che va a ledere la situazione. Abbiamo anche assistito a conferenze stampa di Manna in cui si spiegavano gli errori fatti. Come se quest’anno non ci fossero errori. Questa è una grossa dimostrazione di fragilità. Diverbio Lucca-De Bruyne? L’attaccante si risponde da solo. Sembra che non sappia dov’è e cosa stia facendo. E’ la prova tangibile che è fuori da qualsiasi contesto, anche calcistico. Mi dispiace per lui, potrebbe avere anche tutte le ragioni del mondo, ma in campo certe cose non puoi dirle. Ti trattieni e poi magari vai a parlare e ti vai a chiarire, non certo a litigare. Vai ad imparare ciò che non hai saputo fare. C’è un po’ di dispersione. Ho sempre apprezzato Politano, ci ha sempre messo la faccia nelle interviste. Tuttavia, per me poteva evitare quelle dichiarazioni, perché poi c’erano due stranieri che dicevano la loro. Non ci vuole nulla a indagare chi potesse essere la persona bersaglio dell’ex Inter. Ciò non fa bene a loro e nemmeno a noi tifosi, forse fa bene ai giornalisti che vanno ad indagare e vogliono arrivare ad un colpevole. Bisogna continuare a lavorare per uscire da queste situazioni. Anche quando abbiamo vinto, il Napoli non ha convinto. Penso ai match vinti, abbiamo comunque subìto dei gol. Anche nei risultati positivi, non abbiamo visto gare che ci hanno fatto pensare: ‘Il Napoli si sta rialzando’. Certo, la sconfitta contro il Venezia era inaspettata. Anzi, pensavo potesse essere la gara giusta per fare un risultato positivo. Non voglio fare ironia, ma bisogna lavorare. Più passa il tempo e più si riduce quello per risolvere la situazione. ‘E parole se porta ‘o viento’, si dice in napoletano. Vediamo errori reiterati. Vanno individuati e in settimana bisogna lavorare per risolverli. Allora, il problema non è lavorare, ma farlo nel modo giusto".

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NAPOLI - ARTURO MUSELLI, attore, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "La speranza è sempre l’ultima a morire, ma ora siamo vicini alla morte della speranza (ride, ndr). Credo sia il momento più negativo dell’epoca De Laurentiis, anche peggio del decimo posto con Garcia e i suoi successori. In questo momento la situazione è molto più complicata. Come se ne esce? Ho una sensazione. Penso ci siano troppe cose non dette, troppe cose coperte, troppe verità nascoste. Quando si nascondono determinate cose è segno di debolezza. Ed è anche un segno che qualcuno non si prende le proprie responsabilità. Questo fa ammalare tutta la squadra, dalla società ai giocatori. Faccio un po’ fatica per questo motivo. Quando poi si raccontano verità che non corrispondono alla realtà, c’è un chiacchiericcio che va a ledere la situazione. Abbiamo anche assistito a conferenze stampa di Manna in cui si spiegavano gli errori fatti. Come se quest’anno non ci fossero errori. Questa è una grossa dimostrazione di fragilità. Diverbio Lucca-De Bruyne? L’attaccante si risponde da solo. Sembra che non sappia dov’è e cosa stia facendo. E’ la prova tangibile che è fuori da qualsiasi contesto, anche calcistico. Mi dispiace per lui, potrebbe avere anche tutte le ragioni del mondo, ma in campo certe cose non puoi dirle. Ti trattieni e poi magari vai a parlare e ti vai a chiarire, non certo a litigare. Vai ad imparare ciò che non hai saputo fare. C’è un po’ di dispersione. Ho sempre apprezzato Politano, ci ha sempre messo la faccia nelle interviste. Tuttavia, per me poteva evitare quelle dichiarazioni, perché poi c’erano due stranieri che dicevano la loro. Non ci vuole nulla a indagare chi potesse essere la persona bersaglio dell’ex Inter. Ciò non fa bene a loro e nemmeno a noi tifosi, forse fa bene ai giornalisti che vanno ad indagare e vogliono arrivare ad un colpevole. Bisogna continuare a lavorare per uscire da queste situazioni. Anche quando abbiamo vinto, il Napoli non ha convinto. Penso ai match vinti, abbiamo comunque subìto dei gol. Anche nei risultati positivi, non abbiamo visto gare che ci hanno fatto pensare: ‘Il Napoli si sta rialzando’. Certo, la sconfitta contro il Venezia era inaspettata. Anzi, pensavo potesse essere la gara giusta per fare un risultato positivo. Non voglio fare ironia, ma bisogna lavorare. Più passa il tempo e più si riduce quello per risolvere la situazione. ‘E parole se porta ‘o viento’, si dice in napoletano. Vediamo errori reiterati. Vanno individuati e in settimana bisogna lavorare per risolverli. Allora, il problema non è lavorare, ma farlo nel modo giusto".