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DA MILANO - Parisio: "Inter-Napoli è una gara molto importante per la stagione, il campionato è l'obiettivo dei nerazzurri, Chivu è entrato in punta di piedi nel gruppo conquistandolo, nelle conferenze sa valorizzare la squadra"
10.01.2026 11:47 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gianni Parisio, giornalista di passioneInter. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Quale sarà per lei, la formazione titolare schierata da Chivu?

“Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; L.Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram".

Il peso specifico di questa gara comporta che, se il Napoli non dovesse vincere, sarebbe già fuori dalla lotta scudetto?

“Per me dire che sarebbe fuori dalla lotta scudetto è un po’ un azzardo. C’è stato un periodo, quello a cavallo tra ottobre e novembre, che ricordiamo tutti come piuttosto complicato per gli impegni europei, poi la squadra di Conte è stata molto brava a tornare in corsa. Sicuramente è una gara molto importante per la stagione, soprattutto considerando che da adesso si giocherà ogni tre giorni fino alla fine del mese, tra recuperi di Serie A e Champions League. Il Napoli affronterà la Juventus in mezzo alla settimana, l’Inter, che in queste tre o quattro partite ha un calendario leggermente più agevole rispetto al Napoli ma anche rispetto al Milan. Questo, secondo me, può rappresentare uno snodo importante della stagione, non decisivo. Però, simbolicamente, chi vince, soprattutto se dovesse vincere l’Inter, lancia un segnale molto forte al campionato".

Resta l’obiettivo principale dell’Inter, puntare allo scudetto, considerando anche la Champions League?

“L’obiettivo principale dell’Inter resta il campionato, è sempre stato chiaro. Quest’anno lo abbiamo detto spesso, dopo la scorsa stagione, in cui lo scudetto è stato di fatto buttato via, sì per i meriti del Napoli ma anche per diversi demeriti dell’Inter di Inzaghi, l’obiettivo è tornare a vincere il titolo. Non ci si è mai nascosti, Marotta lo ha sempre sottolineato. In Champions League bisognerà fare un cammino importante soprattutto per una questione di branding e di ricavi, ma dubito che l’Inter possa andare oltre ottavi o quarti di finale. La speranza è l’ultima a morire, però l’obiettivo principale, in viale della Liberazione, resta conquistare lo scudetto".

Il nuovo che avanza, Cristian Chivu, con una comunicazione molto diversa rispetto al passato. Contro uno dei grandi protagonisti delle panchine italiane, può essere una sfida nella sfida tra due entità così opposte?

“Conte contro Chivu è una sfida nella sfida tra il primo che scarica le colpe sugli altri ed il secondo che è sempre propenso a difendere i suoi calciatori. Sono due modi di comunicare completamente differenti. Chivu cerca sempre di proteggere la squadra, di allontanare eventuali disturbatori dall’ambiente, mentre Conte tende spesso a trasferire la pressione sugli altri. Lo abbiamo visto anche recentemente, lo conosciamo bene Antonio Conte, mentre stiamo imparando a conoscere Cristian Chivu. La sua grande intelligenza, secondo me, è stata quella di entrare in punta di piedi nel gruppo e conquistarlo. Anche nelle conferenze stampa, come si è visto nel post partita di Inter-Bologna, ha sempre questo modo di comunicare che valorizza la squadra e i giocatori, senza concentrarsi sull’avversario, a meno che non debba esprimere parole di stima. Difficilmente penso che sentiremo Chivu parlare in modo polemico di un collega o di un’altra squadra: non credo possa applicare il metodo Conte".

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10/01/2026 - 11:47

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gianni Parisio, giornalista di passioneInter. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Quale sarà per lei, la formazione titolare schierata da Chivu?

“Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; L.Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Lautaro, Thuram".

Il peso specifico di questa gara comporta che, se il Napoli non dovesse vincere, sarebbe già fuori dalla lotta scudetto?

“Per me dire che sarebbe fuori dalla lotta scudetto è un po’ un azzardo. C’è stato un periodo, quello a cavallo tra ottobre e novembre, che ricordiamo tutti come piuttosto complicato per gli impegni europei, poi la squadra di Conte è stata molto brava a tornare in corsa. Sicuramente è una gara molto importante per la stagione, soprattutto considerando che da adesso si giocherà ogni tre giorni fino alla fine del mese, tra recuperi di Serie A e Champions League. Il Napoli affronterà la Juventus in mezzo alla settimana, l’Inter, che in queste tre o quattro partite ha un calendario leggermente più agevole rispetto al Napoli ma anche rispetto al Milan. Questo, secondo me, può rappresentare uno snodo importante della stagione, non decisivo. Però, simbolicamente, chi vince, soprattutto se dovesse vincere l’Inter, lancia un segnale molto forte al campionato".

Resta l’obiettivo principale dell’Inter, puntare allo scudetto, considerando anche la Champions League?

“L’obiettivo principale dell’Inter resta il campionato, è sempre stato chiaro. Quest’anno lo abbiamo detto spesso, dopo la scorsa stagione, in cui lo scudetto è stato di fatto buttato via, sì per i meriti del Napoli ma anche per diversi demeriti dell’Inter di Inzaghi, l’obiettivo è tornare a vincere il titolo. Non ci si è mai nascosti, Marotta lo ha sempre sottolineato. In Champions League bisognerà fare un cammino importante soprattutto per una questione di branding e di ricavi, ma dubito che l’Inter possa andare oltre ottavi o quarti di finale. La speranza è l’ultima a morire, però l’obiettivo principale, in viale della Liberazione, resta conquistare lo scudetto".

Il nuovo che avanza, Cristian Chivu, con una comunicazione molto diversa rispetto al passato. Contro uno dei grandi protagonisti delle panchine italiane, può essere una sfida nella sfida tra due entità così opposte?

“Conte contro Chivu è una sfida nella sfida tra il primo che scarica le colpe sugli altri ed il secondo che è sempre propenso a difendere i suoi calciatori. Sono due modi di comunicare completamente differenti. Chivu cerca sempre di proteggere la squadra, di allontanare eventuali disturbatori dall’ambiente, mentre Conte tende spesso a trasferire la pressione sugli altri. Lo abbiamo visto anche recentemente, lo conosciamo bene Antonio Conte, mentre stiamo imparando a conoscere Cristian Chivu. La sua grande intelligenza, secondo me, è stata quella di entrare in punta di piedi nel gruppo e conquistarlo. Anche nelle conferenze stampa, come si è visto nel post partita di Inter-Bologna, ha sempre questo modo di comunicare che valorizza la squadra e i giocatori, senza concentrarsi sull’avversario, a meno che non debba esprimere parole di stima. Difficilmente penso che sentiremo Chivu parlare in modo polemico di un collega o di un’altra squadra: non credo possa applicare il metodo Conte".