In Evidenza
FOCUS NM – Il Napoli batte il Torino e punta il Milan: il Maradona ritrova De Bruyne e Anguissa, Alisson top, l’uomo in più è Sant’Elmas
07.03.2026 15:30 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI – Il Napoli batte il Torino e va a -1 dal Milan secondo. Parte subito forte il Napoli, che si porta in vantaggio al 7’ con Alisson Santos, con un perfetto colpo da biliardo da fuori area. Nella ripresa, ci pensa Elmas a trovare il raddoppio: il macedone sfrutta la torre di Politano e in girata segna il classico gol dell’ex. Nel finale, però, il Torino accorcia le distanze con Casadei, ma non basta per strappare un punto al Napoli. Gli azzurri conquistano tre punti d’oro in ottica secondo posto, portandosi a quota 56 punti, a -1 dal Milan.

Serata magica al Maradona tra le note di “Per Sempre Si” di Sal Da Vinci e il ritorno in campo di Anguissa e De Bruyne. Una celebrazione dovuta al cantante partenopeo, soggetto a polemiche fin troppo pretestuose per una vittoria a Sanremo scelta e condivisa da molti. E’ giusto esprimere il proprio gusto personale, ma è ingiusto associare una semplice canzone ad un sistema malsano della nostra società: una vera e propria ossessione per i vari “soloni”. Dal canto al ballo, una serata no stop per il Maradona: dopo Sal Da Vinci, è la volta di Alisson Santos che mette in difficoltà la difesa granata con un costante uno contro uno, fino al colpo da biliardo che beffa Paleari. Segna Alisson ed è subito “Samba do Brasil”. Il brasiliano è stato una vera e propria spina nel fianco per i difensori granata e dà un tocco in più al match con il cambio passo che mette in seria difficoltà gli avversari. Mette in campo tutta l’energia che ha, fino a quando stremato lascia il terreno di gioco per far spazio a De Bruyne, che ritrova il Maradona 132 giorni dopo ed entra in campo accompagnato da un boato assordante dei tifosi. Il belga deve ritrovare il ritmo gara, ma sembra già in una condizione discreta: pochi minuti ma che fanno ben presagire per il finale di stagione (soprattutto quel rientro in difesa al 90’). Insieme a De Bruyne, è tornato anche Anguissa: anche se a marce ridotte, la sua presenza in campo dà subito tanta fisicità alla mediana del Napoli, un aspetto che è mancato molto agli azzurri in questa stagione. Se da una parte Conte dovrà fare i conti con il problema al piede di Vergara, dall’altra può sorridere di cuore guardando la prestazione dominante e sontuosa dei suoi: come lui stesso ha sottolineato, Gilmour si è reso protagonista di una prestazione magistrale, ricordando anche che è la prima da titolare dopo tanto tempo. Sicuramente non è Lobotka, ma è stato puntuale nelle chiusure su Prati e soprattutto pochi errori nella gestione del pallone. Poi c’è Buongiorno: un calciatore che ha vissuto un periodo nero, un inanellarsi di errori e rigori concessi agli avversari che hanno intaccato la sua serenità, ma contro il Torino è riuscito a fornire una prestazione che ricorda quelle per cui si è fatto apprezzare nel panorama calcistico italiano. Bene anche Spinazzola e Politano: il primo con un’alchimia niente male con Alisson Santos, il secondo con l’assist per Elmas e tanta qualità sulla destra, che lo ha reso uno dei più incontenibili della serata. 

L’UOMO IN PIU’ – In una serata dove il Maradona ha assistito allo show di Alisson Santos, alle apparizioni celestiali di Anguissa e De Bruyne, c’è un altro azzurro che si è fatto spazio e si è preso il suo momento. Si tratta di Eljif Elmas, un calciatore che per Conte è come una manna dal cielo, colui che risolve tutti i problemi che le avversità degli infortuni hanno presentato al Napoli. Ricordo ancora quando ad agosto tornò a Napoli con gli occhi sognanti, gli occhi di chi non vedeva l’ora di prendersi la sua rivincita in una squadra che ha amato e che ama più di quanto potesse immaginare. Da allora, Elmas si è messo completamente a disposizione di Conte, dandogli una soluzione ad ogni problema che si è presentato. Ha giocato ovunque in questa stagione: esterno destro, esterno sinistro, mezz’ala, regista in assenza di Lobotka. Gli manca solo fare il terzino, il centrale di difesa e il portiere e ha completato il puzzle, battendo ogni record per un giocatore duttile. Quello che non è mai mancato ad Elmas è impegno, dedizione e un forte attaccamento alla maglia, questo lo riconosce anche lo stesso Conte che nel post partita l’ha apostrofato come “Sant’Elmas: colui che merita una statua”. Ed è vero che Elmas merita una statua: ha visto cadere i suoi compagni uno per uno per infortunio, ma lui non si è mai piegato ed ha messo sempre lo stesso grande impegno in ogni posizione di campo che Conte gli affidava. Nell’ombra, però, il macedone soffriva questa assenza di gol e contro il Torino finalmente ha potuto urlare tutta la sua gioia, dopo un gol bellissimo. Lo merita Elmas, lo merita per tutto quello che sta dando alla causa azzurra. Da Spalletti a Conte, il macedone si conferma un calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra. E allora Napoli, teniamocelo stretto “accussì”, perché quello di Elmas per il Napoli “sarà per sempre sì”.

Preziosa Lombardi

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte www.napolimagazine.com

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
FOCUS NM – Il Napoli batte il Torino e punta il Milan: il Maradona ritrova De Bruyne e Anguissa, Alisson top, l’uomo in più è Sant’Elmas

di Napoli Magazine

07/03/2026 - 15:30

NAPOLI – Il Napoli batte il Torino e va a -1 dal Milan secondo. Parte subito forte il Napoli, che si porta in vantaggio al 7’ con Alisson Santos, con un perfetto colpo da biliardo da fuori area. Nella ripresa, ci pensa Elmas a trovare il raddoppio: il macedone sfrutta la torre di Politano e in girata segna il classico gol dell’ex. Nel finale, però, il Torino accorcia le distanze con Casadei, ma non basta per strappare un punto al Napoli. Gli azzurri conquistano tre punti d’oro in ottica secondo posto, portandosi a quota 56 punti, a -1 dal Milan.

Serata magica al Maradona tra le note di “Per Sempre Si” di Sal Da Vinci e il ritorno in campo di Anguissa e De Bruyne. Una celebrazione dovuta al cantante partenopeo, soggetto a polemiche fin troppo pretestuose per una vittoria a Sanremo scelta e condivisa da molti. E’ giusto esprimere il proprio gusto personale, ma è ingiusto associare una semplice canzone ad un sistema malsano della nostra società: una vera e propria ossessione per i vari “soloni”. Dal canto al ballo, una serata no stop per il Maradona: dopo Sal Da Vinci, è la volta di Alisson Santos che mette in difficoltà la difesa granata con un costante uno contro uno, fino al colpo da biliardo che beffa Paleari. Segna Alisson ed è subito “Samba do Brasil”. Il brasiliano è stato una vera e propria spina nel fianco per i difensori granata e dà un tocco in più al match con il cambio passo che mette in seria difficoltà gli avversari. Mette in campo tutta l’energia che ha, fino a quando stremato lascia il terreno di gioco per far spazio a De Bruyne, che ritrova il Maradona 132 giorni dopo ed entra in campo accompagnato da un boato assordante dei tifosi. Il belga deve ritrovare il ritmo gara, ma sembra già in una condizione discreta: pochi minuti ma che fanno ben presagire per il finale di stagione (soprattutto quel rientro in difesa al 90’). Insieme a De Bruyne, è tornato anche Anguissa: anche se a marce ridotte, la sua presenza in campo dà subito tanta fisicità alla mediana del Napoli, un aspetto che è mancato molto agli azzurri in questa stagione. Se da una parte Conte dovrà fare i conti con il problema al piede di Vergara, dall’altra può sorridere di cuore guardando la prestazione dominante e sontuosa dei suoi: come lui stesso ha sottolineato, Gilmour si è reso protagonista di una prestazione magistrale, ricordando anche che è la prima da titolare dopo tanto tempo. Sicuramente non è Lobotka, ma è stato puntuale nelle chiusure su Prati e soprattutto pochi errori nella gestione del pallone. Poi c’è Buongiorno: un calciatore che ha vissuto un periodo nero, un inanellarsi di errori e rigori concessi agli avversari che hanno intaccato la sua serenità, ma contro il Torino è riuscito a fornire una prestazione che ricorda quelle per cui si è fatto apprezzare nel panorama calcistico italiano. Bene anche Spinazzola e Politano: il primo con un’alchimia niente male con Alisson Santos, il secondo con l’assist per Elmas e tanta qualità sulla destra, che lo ha reso uno dei più incontenibili della serata. 

L’UOMO IN PIU’ – In una serata dove il Maradona ha assistito allo show di Alisson Santos, alle apparizioni celestiali di Anguissa e De Bruyne, c’è un altro azzurro che si è fatto spazio e si è preso il suo momento. Si tratta di Eljif Elmas, un calciatore che per Conte è come una manna dal cielo, colui che risolve tutti i problemi che le avversità degli infortuni hanno presentato al Napoli. Ricordo ancora quando ad agosto tornò a Napoli con gli occhi sognanti, gli occhi di chi non vedeva l’ora di prendersi la sua rivincita in una squadra che ha amato e che ama più di quanto potesse immaginare. Da allora, Elmas si è messo completamente a disposizione di Conte, dandogli una soluzione ad ogni problema che si è presentato. Ha giocato ovunque in questa stagione: esterno destro, esterno sinistro, mezz’ala, regista in assenza di Lobotka. Gli manca solo fare il terzino, il centrale di difesa e il portiere e ha completato il puzzle, battendo ogni record per un giocatore duttile. Quello che non è mai mancato ad Elmas è impegno, dedizione e un forte attaccamento alla maglia, questo lo riconosce anche lo stesso Conte che nel post partita l’ha apostrofato come “Sant’Elmas: colui che merita una statua”. Ed è vero che Elmas merita una statua: ha visto cadere i suoi compagni uno per uno per infortunio, ma lui non si è mai piegato ed ha messo sempre lo stesso grande impegno in ogni posizione di campo che Conte gli affidava. Nell’ombra, però, il macedone soffriva questa assenza di gol e contro il Torino finalmente ha potuto urlare tutta la sua gioia, dopo un gol bellissimo. Lo merita Elmas, lo merita per tutto quello che sta dando alla causa azzurra. Da Spalletti a Conte, il macedone si conferma un calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere nella propria squadra. E allora Napoli, teniamocelo stretto “accussì”, perché quello di Elmas per il Napoli “sarà per sempre sì”.

Preziosa Lombardi

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte www.napolimagazine.com