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G-FACTOR - Gianfranco Lucariello su "NM": "Spalletti non le manda a dire"
14.05.2022 07:05 di Napoli Magazine

NAPOLI -  Napoletanamente parlando… “è asciute pazze ‘o padrone”, in altre parole Lucianone Spalletti ha impropriamente lanciato l’operazione “Simpatia”, un modo di dire del cui contenuto di simpatia ne contiene ben poco, anzi non ne contiene affatto, e dispiace. Ebbene dopo la bella impresa per aver condotto il Napoli in Champions, all’allenatore filosofo non gli è riuscito un dribbling di circostanza che aveva studiato con accortezza per sottolineare glorie e anche soddisfazioni che forse si aspettava di meritare di più. Va da sé che qualcosa a Spalletti non è andata per il verso giusto. E non sapendo con chi prendersela, con modi e parole alla sua maniera, ha pensato bene di prendersela con la stampa: a dirla francamente non ha gradito critiche e osservazioni che gli sono state elevate soprattutto nella parte finale della stagione, quando il Napoli quasi sulla linea del traguardo si è bloccato di botto, in particolare in quelle tre partite che hanno determinato un’incredibile frenata degli azzurri: Fiorentina, Roma ed Empoli. Alla gente la cosa non è piaciuta e soprattutto non è piaciuta al presidente De Laurentiis che nello scudetto ci credeva anche lui, forse più di chiunque. Sì, voleva vincere il patron. Sarebbe passato alla storia non soltanto per i bilanci in ordine, ma anche per il presidente del terzo scudetto. E invece nisba. Don Aurelio se l’è presa al punto da intervenire – pur se in ritardo – per evitare guai maggiori. Don Aurelio ha elogiato Spalletti tirandogli tuttavia un tantino le orecchie: in una intervista in particolare il patron lo ha punzecchiato a dovere. Tuoni e fulmini, De Laurentiis è fatto così, mette il naso dappertutto e va avanti con la forza di un rullo compressore: a setaccio un po’ di tutto, condizione fisica, stato di salute dei giocatori, il loro stato di forma, le insoddisfazioni negli spogliatoi, le discutibili scelte del tecnico, gli infortuni, i malumori dentro e fuori, insomma ogni ben di dio. Cosa che a Spalletti non ha fatto un piacere infinito. Sotto sotto si sarà anche sentito delegittimato per l’intervento taumaturgico del patron. Lucianone resta comunque un bel personaggio, di assoluto rilievo: preparato tatticamente parlando e scrupoloso nel lavoro, il suo zelo è straordinario, ma bisogna dirla tutta. Il tecnico toscano è altrettanto pungente, dispettoso e un tantino anche permaloso. A impresa compiuta si aspettava applausi e cori, mai sospettando lo stato d’animo della gente divisa tra la gioia del ritorno nella grande Europa e l’amarezza per uno scudetto svanito tra le mani, sul più bello. Adesso però Lucianone ha cambiato il copione,  puntando i piedi: “Sono io l’allenatore del Napoli per la prossima stagione”, un sottointeso che non si è affatto perduto nel nulla, chi vuol capire capisca… 

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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