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IL PARERE - Andrea Lazzari: "Allegri? Al Cagliari era alle prime armi, ma si faceva seguire da tutti e curava molto il rapporto umano"
05.06.2026 17:37 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Andrea Lazzari, ex centrocampista: "Chi era Max Allegri allenatore? Con noi al Cagliari era alle prime armi, ma si sapeva far seguire da tutti i calciatori. Riusciva a rendere partecipi tutti, anche chi giocava meno. Un allenatore che curava molto il rapporto umano al di fuori del campo. Cosa chiedeva Allegri? Chiedeva di giocare semplice. Nel calcio è la cosa più difficile da fare. Durante la settimana parlava molto, riusciva ad aggiustare qualcosa anche tra primo e secondo tempo. Cosa mi ha trasferito Allegri da allenatore? Sto curando molto il rapporto umano e quelle situazioni che i mister mi chiedevano durante la mia carriera. Allegri è cambiato, ha visto anche determinate situazioni e può esprimere concetti diversi. Io sono molto d'accordo quando Allegri dice che il giocatore ad alti livelli sa passare la palla, quello di bassa categoria cerca di saltare sempre l'uomo. Ho visto anche nel finale di carriera nelle categorie inferiori. Più giù si va di categoria, magari si strafà, si rischia la giocata per dimostrare di saper giocare a calcio. Perché tutta questa dispersione di talento in Italia? Difficile dirlo, perché ci sono tante persone che girano intorno al calcio e che forse non hanno voluto il bene del calcio italiano. Forse hanno lavorato più per il loro orticello che per la crescita dei ragazzi italiani. Aquilani, Pisacane, si informano per tenersi aggiornati e parlare con i ragazzi. Penso sia anche questo il segreto: noi della vecchia generazione ci dobbiamo aggiornare per capire il loro mondo e farli emergere".

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IL PARERE - Andrea Lazzari: "Allegri? Al Cagliari era alle prime armi, ma si faceva seguire da tutti e curava molto il rapporto umano"

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05/06/2026 - 17:37

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Andrea Lazzari, ex centrocampista: "Chi era Max Allegri allenatore? Con noi al Cagliari era alle prime armi, ma si sapeva far seguire da tutti i calciatori. Riusciva a rendere partecipi tutti, anche chi giocava meno. Un allenatore che curava molto il rapporto umano al di fuori del campo. Cosa chiedeva Allegri? Chiedeva di giocare semplice. Nel calcio è la cosa più difficile da fare. Durante la settimana parlava molto, riusciva ad aggiustare qualcosa anche tra primo e secondo tempo. Cosa mi ha trasferito Allegri da allenatore? Sto curando molto il rapporto umano e quelle situazioni che i mister mi chiedevano durante la mia carriera. Allegri è cambiato, ha visto anche determinate situazioni e può esprimere concetti diversi. Io sono molto d'accordo quando Allegri dice che il giocatore ad alti livelli sa passare la palla, quello di bassa categoria cerca di saltare sempre l'uomo. Ho visto anche nel finale di carriera nelle categorie inferiori. Più giù si va di categoria, magari si strafà, si rischia la giocata per dimostrare di saper giocare a calcio. Perché tutta questa dispersione di talento in Italia? Difficile dirlo, perché ci sono tante persone che girano intorno al calcio e che forse non hanno voluto il bene del calcio italiano. Forse hanno lavorato più per il loro orticello che per la crescita dei ragazzi italiani. Aquilani, Pisacane, si informano per tenersi aggiornati e parlare con i ragazzi. Penso sia anche questo il segreto: noi della vecchia generazione ci dobbiamo aggiornare per capire il loro mondo e farli emergere".