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IL PENSIERO - Pomini: "Posso solo parlare bene di Allegri, è una figura giusta per entrare in uno spogliatoio, un allenatore da grande squadra quale è il Napoli, scelta per andare sul sicuro"
30.05.2026 14:17 di Napoli Magazine
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A Stile Tv, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’ di Raffaele Auriemma, è intervenuto l’ex calciatore Alberto Pomini, allenato da Allegri al Sassuolo. Ecco le sue parole: “Come si convincono i napoletani che Allegri è la scelta giusta per il Napoli? Io posso solo parlare bene di Allegri, anche se la mia esperienza con lui risale ormai al lontano 2008. Noi eravamo una piccola realtà che era il Sassuolo che in quegli anni stava crescendo, nell’anno della Serie C1 si presentò Allegri e subito tutti capimmo che era un allenatore che sarebbe diventato un grande, perché nella lettura delle partite, nella gestione del gruppo e tutto quello che riguardava la preparazione al lavoro si vedeva che aveva quel qualcosa in più. Effettivamente poi dopo aver vinto il campionato, l’anno dopo andò al Cagliari e si ricordano tutti la partenza disastrosa dopo il grande recupero con il Cagliari. Più che convincere i napoletani io posso parlare di quella che è stata la mia esperienza, la mia conoscenza, e penso che sia un profilo pronto ad accettare e ad affrontare le pressioni che ci sono nelle grandi società e nelle grandi piazze. A livello tattico, a Sassuolo era già camaleontico, nel senso che ogni partita tendenzialmente la preparava in maniera differente, era ed è molto bravo a leggere le partite in corso. Noi eravamo in campo con un 4-4-2 perché in quel periodo era un modulo che andava spesso, tante volte ci mettevamo con un 4-3-1-2. Di base, comunque, noi abbiamo sempre fatto la difesa a 4. Poi è chiaro che nell’arco degli anni lui è stato molto bravo ad adattarsi e ad adattare i giocatori nei ruoli con le migliori caratteristiche, secondo me questa è una delle sue qualità maggiori, capire in quel ruolo quel giocatore può rendere al meglio. Il lavoro che viene fatto sui portieri con Allegri? Spesso quando giocavamo noi il portiere Max non lo menziona praticamente mai nella formazione iniziale, questo ci faceva molto sorridere e lui bonariamente e simpaticamente diceva “Ma a me che me ne frega del portiere?”, però effettivamente in questo momento il portiere risulta molto legato alla squadra e lui si è fatto accompagnare da un grandissimo allenatore di portieri che è Claudio Filippi, un maestro del ruolo e non è un caso che Maignan dopo la stagione scorsa in cui non aveva fatto benissimo, quest’anno è tornato ad essere un gran portiere. Per cui penso che questa sinergia con Filippi sia l’arma in più per migliorare le prestazioni del portiere, anche perché non dimentichiamoci che adesso il portiere è diventato completamente inserito negli 11, quindi serve sia in fase di parata ma serve soprattutto in fase di copertura degli spazi, è inevitabile che sia stato fatto anche questo processo. In un ambiente dove ci vuole personalità nella gestione ed entrare nello spogliatoio penso che la figura di Allegri sia riconosciuta un po’ da tutti come una figura giusta per entrare in uno spogliatoio, per cercare di portare la propria identità e per cercare di proseguire nel lavoro, perché Napoli negli ultimi 5/6 anni è tra le migliori squadre italiane, e quindi viene per cercare di continuare a mantenere quel livello e cercare magari di fare anche bene in Europa, cosa che alla Juve è riuscito anche a fare, ha accompagnato ottime prestazioni in Europa con la vittoria anche di 5 scudetti. È un allenatore da grande squadra quale è il Napoli e penso che la scelta di Allegri sia stata fatta perché si va un po’ più sul sicuro”.

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IL PENSIERO - Pomini: "Posso solo parlare bene di Allegri, è una figura giusta per entrare in uno spogliatoio, un allenatore da grande squadra quale è il Napoli, scelta per andare sul sicuro"

di Napoli Magazine

30/05/2026 - 14:17

A Stile Tv, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’ di Raffaele Auriemma, è intervenuto l’ex calciatore Alberto Pomini, allenato da Allegri al Sassuolo. Ecco le sue parole: “Come si convincono i napoletani che Allegri è la scelta giusta per il Napoli? Io posso solo parlare bene di Allegri, anche se la mia esperienza con lui risale ormai al lontano 2008. Noi eravamo una piccola realtà che era il Sassuolo che in quegli anni stava crescendo, nell’anno della Serie C1 si presentò Allegri e subito tutti capimmo che era un allenatore che sarebbe diventato un grande, perché nella lettura delle partite, nella gestione del gruppo e tutto quello che riguardava la preparazione al lavoro si vedeva che aveva quel qualcosa in più. Effettivamente poi dopo aver vinto il campionato, l’anno dopo andò al Cagliari e si ricordano tutti la partenza disastrosa dopo il grande recupero con il Cagliari. Più che convincere i napoletani io posso parlare di quella che è stata la mia esperienza, la mia conoscenza, e penso che sia un profilo pronto ad accettare e ad affrontare le pressioni che ci sono nelle grandi società e nelle grandi piazze. A livello tattico, a Sassuolo era già camaleontico, nel senso che ogni partita tendenzialmente la preparava in maniera differente, era ed è molto bravo a leggere le partite in corso. Noi eravamo in campo con un 4-4-2 perché in quel periodo era un modulo che andava spesso, tante volte ci mettevamo con un 4-3-1-2. Di base, comunque, noi abbiamo sempre fatto la difesa a 4. Poi è chiaro che nell’arco degli anni lui è stato molto bravo ad adattarsi e ad adattare i giocatori nei ruoli con le migliori caratteristiche, secondo me questa è una delle sue qualità maggiori, capire in quel ruolo quel giocatore può rendere al meglio. Il lavoro che viene fatto sui portieri con Allegri? Spesso quando giocavamo noi il portiere Max non lo menziona praticamente mai nella formazione iniziale, questo ci faceva molto sorridere e lui bonariamente e simpaticamente diceva “Ma a me che me ne frega del portiere?”, però effettivamente in questo momento il portiere risulta molto legato alla squadra e lui si è fatto accompagnare da un grandissimo allenatore di portieri che è Claudio Filippi, un maestro del ruolo e non è un caso che Maignan dopo la stagione scorsa in cui non aveva fatto benissimo, quest’anno è tornato ad essere un gran portiere. Per cui penso che questa sinergia con Filippi sia l’arma in più per migliorare le prestazioni del portiere, anche perché non dimentichiamoci che adesso il portiere è diventato completamente inserito negli 11, quindi serve sia in fase di parata ma serve soprattutto in fase di copertura degli spazi, è inevitabile che sia stato fatto anche questo processo. In un ambiente dove ci vuole personalità nella gestione ed entrare nello spogliatoio penso che la figura di Allegri sia riconosciuta un po’ da tutti come una figura giusta per entrare in uno spogliatoio, per cercare di portare la propria identità e per cercare di proseguire nel lavoro, perché Napoli negli ultimi 5/6 anni è tra le migliori squadre italiane, e quindi viene per cercare di continuare a mantenere quel livello e cercare magari di fare anche bene in Europa, cosa che alla Juve è riuscito anche a fare, ha accompagnato ottime prestazioni in Europa con la vittoria anche di 5 scudetti. È un allenatore da grande squadra quale è il Napoli e penso che la scelta di Allegri sia stata fatta perché si va un po’ più sul sicuro”.