A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Mister, è arrivata la decisione di Antonio Conte: lascerà il Napoli a fine stagione. Una decisione che possiamo dire fosse già nell'aria? Ce lo aspettavamo?
“Sì, era già nell'aria. Basta vedere la sua conferenza stampa post partita: sembrava avesse già comunicato la sua scelta. Poi, nel calcio può succedere di tutto, ma credo che questo biennio al Napoli sia finito. Il lavoro di Antonio Conte a Napoli è concluso".
Non si può dire però che non sia stato un ciclo positivo: due trofei, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Si poteva fare qualcosa in più, Mister?
“Per quanto riguarda il campionato direi di no. Il Napoli ha fatto il massimo: un primo posto e un secondo posto sono risultati importanti. Discorso diverso invece per la Champions League, perché arrivare trentesimi su trentasei è un dato che pesa. Lì, onestamente, si poteva fare molto di più".
Chi sostituirà Antonio Conte? Si parla di Maurizio Sarri. Lei crede che Sarri possa essere la figura adatta in questo momento?
“Assolutamente sì. Napoli ha bisogno di un allenatore esperto, che conosca certe piazze e sappia reggere la pressione. Fatico a immaginare un tecnico giovane in una realtà come Napoli, dove devi restare ai vertici e non puoi permetterti passi falsi. Sarri sarebbe una scelta giusta".
Quindi lei sarebbe favorevole a un ritorno di Sarri. Non la vedrebbe come una 'minestra riscaldata'?
“No, perché Sarri ha già dimostrato alla Lazio di saper far giocare bene le sue squadre. Conta la motivazione: se lui è motivato, può ancora fare benissimo. E comunque resta un allenatore esperto, adatto a una piazza come Napoli".
Per quanto riguarda invece i profili più giovani, quale allenatore in rampa di lancio vedrebbe bene sulla panchina del Napoli?
“Le dico Vincenzo Italiano. Ha fatto molto bene prima e ora al Bologna vincendo la Coppa Italia. È un allenatore preparato, che meriterebbe una grande piazza. Dopo Sarri, potrebbe essere una soluzione interessante".
Il Napoli, in ogni caso, è sempre stato competitivo anche con Aurelio De Laurentiis. In questi 22 anni ha dimostrato di saper scegliere gli allenatori giusti, non crede?
“Sì, assolutamente. Il Napoli ha sempre avuto una sua identità e ha vinto quello che doveva vincere, forse anche qualcosa in più rispetto a quanto ci si aspettasse in certi momenti. È sempre rimasto competitivo ai massimi livelli".
La prossima estate il Napoli festeggerà i 100 anni. In un'occasione così importante, crede che il club possa andare su un allenatore di grande nome?
“Il Napoli ha sempre scelto profili importanti, come Conte. Serve un allenatore con esperienza e storia, quindi anche un nome di peso potrebbe starci".
Circola anche l'ipotesi Guardiola. È solo un sogno o qualcosa di realmente possibile?
“È un sogno, ma nel calcio non si può mai dire. Guardiola cerca sempre nuove sfide e Napoli potrebbe esserlo. Sarebbe una suggestione affascinante".
Sul fronte giocatori, invece, molti sembrano a fine ciclo. Se dovesse privarsi di un titolarissimo, chi sarebbe il più sostituibile tra Rrahmani, Buongiorno o qualcuno a centrocampo come Lobotka o Anguissa?
“Forse Anguissa. Anche se all'inizio della stagione ha fatto cose straordinarie, è quello che potrebbe essere sostituito con meno fatica rispetto agli altri".
Secondo lei è un problema fisico, un calo dovuto all'età o semplicemente un giocatore fuori dal progetto?
“Io credo sia soprattutto un problema fisico. Ha avuto qualche infortunio di troppo, ma non penso sia un problema di motivazioni. Io me lo terrei comunque. La rosa però va anche ringiovanita".
In questo senso, c'è un giocatore che secondo lei può essere la sorpresa del futuro, magari con caratteristiche simili a Kvaratskhelia?
“Sì, c'è Alisson Santos, un ragazzo interessante, anche se deve crescere molto. Ha qualità importanti e potrebbe diventare una grande sorpresa, ma deve fare esperienza e giocare con continuità".
Il Napoli però ripartirà sicuramente da Rasmus Højlund. Che tipo di giocatore è?
“È un grande centravanti. Non è uno da 20-25 gol fissi, ma è molto utile alla squadra: lotta, attacca la profondità, apre spazi, fa salire il team. È uno che in campo si sente sempre, anche senza essere un bomber alla Higuaín".
Tra Milinkovic-Savic e Meret, su chi punterebbe per il futuro del Napoli?
“Io andrei avanti con Milinkovic-Savic, tra i due scelgo lui".
di Napoli Magazine
19/05/2026 - 11:17
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Mister, è arrivata la decisione di Antonio Conte: lascerà il Napoli a fine stagione. Una decisione che possiamo dire fosse già nell'aria? Ce lo aspettavamo?
“Sì, era già nell'aria. Basta vedere la sua conferenza stampa post partita: sembrava avesse già comunicato la sua scelta. Poi, nel calcio può succedere di tutto, ma credo che questo biennio al Napoli sia finito. Il lavoro di Antonio Conte a Napoli è concluso".
Non si può dire però che non sia stato un ciclo positivo: due trofei, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Si poteva fare qualcosa in più, Mister?
“Per quanto riguarda il campionato direi di no. Il Napoli ha fatto il massimo: un primo posto e un secondo posto sono risultati importanti. Discorso diverso invece per la Champions League, perché arrivare trentesimi su trentasei è un dato che pesa. Lì, onestamente, si poteva fare molto di più".
Chi sostituirà Antonio Conte? Si parla di Maurizio Sarri. Lei crede che Sarri possa essere la figura adatta in questo momento?
“Assolutamente sì. Napoli ha bisogno di un allenatore esperto, che conosca certe piazze e sappia reggere la pressione. Fatico a immaginare un tecnico giovane in una realtà come Napoli, dove devi restare ai vertici e non puoi permetterti passi falsi. Sarri sarebbe una scelta giusta".
Quindi lei sarebbe favorevole a un ritorno di Sarri. Non la vedrebbe come una 'minestra riscaldata'?
“No, perché Sarri ha già dimostrato alla Lazio di saper far giocare bene le sue squadre. Conta la motivazione: se lui è motivato, può ancora fare benissimo. E comunque resta un allenatore esperto, adatto a una piazza come Napoli".
Per quanto riguarda invece i profili più giovani, quale allenatore in rampa di lancio vedrebbe bene sulla panchina del Napoli?
“Le dico Vincenzo Italiano. Ha fatto molto bene prima e ora al Bologna vincendo la Coppa Italia. È un allenatore preparato, che meriterebbe una grande piazza. Dopo Sarri, potrebbe essere una soluzione interessante".
Il Napoli, in ogni caso, è sempre stato competitivo anche con Aurelio De Laurentiis. In questi 22 anni ha dimostrato di saper scegliere gli allenatori giusti, non crede?
“Sì, assolutamente. Il Napoli ha sempre avuto una sua identità e ha vinto quello che doveva vincere, forse anche qualcosa in più rispetto a quanto ci si aspettasse in certi momenti. È sempre rimasto competitivo ai massimi livelli".
La prossima estate il Napoli festeggerà i 100 anni. In un'occasione così importante, crede che il club possa andare su un allenatore di grande nome?
“Il Napoli ha sempre scelto profili importanti, come Conte. Serve un allenatore con esperienza e storia, quindi anche un nome di peso potrebbe starci".
Circola anche l'ipotesi Guardiola. È solo un sogno o qualcosa di realmente possibile?
“È un sogno, ma nel calcio non si può mai dire. Guardiola cerca sempre nuove sfide e Napoli potrebbe esserlo. Sarebbe una suggestione affascinante".
Sul fronte giocatori, invece, molti sembrano a fine ciclo. Se dovesse privarsi di un titolarissimo, chi sarebbe il più sostituibile tra Rrahmani, Buongiorno o qualcuno a centrocampo come Lobotka o Anguissa?
“Forse Anguissa. Anche se all'inizio della stagione ha fatto cose straordinarie, è quello che potrebbe essere sostituito con meno fatica rispetto agli altri".
Secondo lei è un problema fisico, un calo dovuto all'età o semplicemente un giocatore fuori dal progetto?
“Io credo sia soprattutto un problema fisico. Ha avuto qualche infortunio di troppo, ma non penso sia un problema di motivazioni. Io me lo terrei comunque. La rosa però va anche ringiovanita".
In questo senso, c'è un giocatore che secondo lei può essere la sorpresa del futuro, magari con caratteristiche simili a Kvaratskhelia?
“Sì, c'è Alisson Santos, un ragazzo interessante, anche se deve crescere molto. Ha qualità importanti e potrebbe diventare una grande sorpresa, ma deve fare esperienza e giocare con continuità".
Il Napoli però ripartirà sicuramente da Rasmus Højlund. Che tipo di giocatore è?
“È un grande centravanti. Non è uno da 20-25 gol fissi, ma è molto utile alla squadra: lotta, attacca la profondità, apre spazi, fa salire il team. È uno che in campo si sente sempre, anche senza essere un bomber alla Higuaín".
Tra Milinkovic-Savic e Meret, su chi punterebbe per il futuro del Napoli?
“Io andrei avanti con Milinkovic-Savic, tra i due scelgo lui".