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L'EX - Bagni: "Ho avuto la fortuna di conoscere Diego prima del personaggio Maradona, si è sempre distinto per umiltà e altruismo"
26.11.2021 18:58 di Napoli Magazine

Salvatore Bagni, ex centrocampista, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de “il Diabolico e il Divino”, trasmissione in onda su New Sound Level 90.0Fm.
 
 
Cosa pensi del sorteggio dei play-off per la qualificazione ai mondiali per l’Italia?
"Ci è toccata la peggiore (Portogallo nel girone ndr), una che doveva essere come noi già qualificata per il mondiale, una squadra tecnica con grandissimi valori in campo. Comunque una squadra forte prima o poi bisogna incontrarla, però poteva andare molto meglio. Nel nostro girone avevamo solo una squadra che si avvicinava solo al nostro livello e siamo riusciti comunque ad arrivare secondi; di certo non pensavamo dopo un Europeo vinto di doverci giocare una qualificazione al mondiale così".
 
 
Quanto ti manca Diego Armando Maradona?
"Io ho avuto una vita calcistica molto felice e serena e sono sempre stato soddisfatto. In questi ultimi giorni però ho avuto soddisfazione anche fuori dall’ambiente calcistico, perché sono stato chiamato in tutte le occasioni in cui si parlava di Diego: sono andato da Alberto Angela, sono andato alla prima del film di Sorrentino, ho sentito tutti per parlare di Diego. Sono stato l’unico ad averlo vissuto anche a casa, siamo stati amici per trent’anni e tutte le mie generazioni familiari sono state con lui, abbiamo passato mesi e mesi durante le estati insieme e l’ho apprezzato moltissimo per l’umiltà, l’ho vissuto 24h su 24, una persona troppo altruista. La sua salvezza è sempre stata, anche nelle situazioni difficili, l’aver vissuto in mezzo alla gente. La felicità gli arrivava alla testa quando era in condizioni di salute buone, è impossibile parlare male di Diego. Noi gli abbiamo aperto la porta di casa quando quasi nessuno gliel’avrebbe aperta, eravamo veri amici. Il suo problema è essere stato trattato da Maradona anziché da Diego anche dagli amici, io posso dire invece di aver avuto la fortuna di conoscere Diego. Noi negli anni abbiamo dimostrato di non esserci mai allontanati, anche nei momenti di difficoltà, che sono quei momenti in cui escono fuori gli amici veri. Altra cosa importante da sottolineare è il bene che ci ha dimostrato, a me e a tutta la mia famiglia, non posso dimenticarlo. Una volta mi chiamò per venire a Natale da me, lo andai a prendere e vidi 3 o 4 macchine insieme a lui; aveva invitato altre 15 persone a casa mia perché si sentiva a casa e fui felice anche io perché non c’era neanche bisogno di chiederlo, era uno di casa. Nel calcio se uno dà tutto se stesso finisce inevitabilmente a giocare per far felici gli altri, e guai a chi me lo tocca Diego, non mi piace chi parla di Diego perché una volta c’è andato a cena fuori".
 
 
Cosa pensi del Napoli di Spalletti? È un periodo di crisi?
"Non credo ci sia una crisi, le opinioni inevitabilmente cambiano in base ai risultati. Il Napoli è l’unica squadra che è rimasta con tutti gli effettivi dall’anno scorso, con grandissimi valori, e in più è stato aggiunto Anguissa, che ha dato quel qualcosa in più che mancava al Napoli. Sono le caratteristiche specifiche che fanno vincere lo Scudetto, non le estreme qualità tecniche. La squadra è un meccanismo che va puntellato nei minimi dettagli".
 
 
 
Cosa pensi di Josè Mourinho?
"Io amo Josè Mourinho, ho sempre avuto un grande rapporto con Massimo Moratti e abbiamo condiviso quest’amore per Mourinho. Mourinho si sa caricare e sa sopportare tutte le responsabilità, ha messo le mani avanti quest’anno ricordando il distacco della Roma dalla prima in classifica l’anno scorso. Mourinho è in gioco per competere per il quarto posto che sarebbe una cosa complicatissima, la gente crede in questa squadra e Mourinho sta facendo i miracoli per tenerla in alto".

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