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L'EX - Conte: "Molti club hanno un po' perso di vista la propria storia, mi piacerebbe andare per rispolverare quel passato, vincere richiede fatica, l'allenatore deve fornire la visione e la direzione, guardate Fabregas al Como"
05.10.2026 11:22 di Napoli Magazine
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Antonio Conte, ex tecnico del Napoli, ha concesso una lunga intervista a Londra a The Athletic. Ecco le sue dichiarazioni: "Se arrivi in un club la cui storia parla da sé - una storia fatta di trofei, scudetti e vittorie - puoi onorarla in un solo modo: avendo l'ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi. So bene che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore - e trasmettere ai tifosi, ai giocatori e ai dirigenti - quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: "C...., possiamo vincere". Ci sono molti club che hanno un po' perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere. Club dove si respira pressione, dove sai perfettamente di non andarci solo per partecipare, ma per competere". In merito alla stagione con il Chelsea e al titolo vinto nella stagione 2016-17: "È proprio questo il problema, ecco perché il duro lavoro è fondamentale. Vincere non è facile, richiede fatica. Sono andato al Tottenham con l'ambizione di cambiare un po' le cose. Ricordo che non stavamo vincendo o avevamo pareggiato una partita e ho mandato un messaggio a Daniel Levy. Lui mi rispose: 'Non preoccuparti, vinceremo la prossima'. 'Ma che diavolo...?', continuavo a dirgli. I calciatori scelgono sempre la strada più facile, quella che li fa stare bene e richiede meno sforzo. La cosa che mi faceva impazzire era sentire chi mi stava intorno dire: 'Il Tottenham non vincerà mai nulla'. Che sono dei perdenti". Sul ruolo odierno dell'allenatore: "C’è una direzione, c’è una visione. Arteta definisce la direzione, proprio come facevano Klopp e Guardiola. A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro; deve essere importante. Se non sei contento, lo licenzi. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione. Guardate Como. Cesc ha voce in capitolo. Al Psg non hanno vinto la Champions League con Mbappé, Messi e Neymar. Stiamo parlando dei migliori giocatori del mondo. Ma bisogna capire che ci devono essere equilibrio e affiatamento”.

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L'EX - Conte: "Molti club hanno un po' perso di vista la propria storia, mi piacerebbe andare per rispolverare quel passato, vincere richiede fatica, l'allenatore deve fornire la visione e la direzione, guardate Fabregas al Como"

di Napoli Magazine

05/10/2026 - 11:22

Antonio Conte, ex tecnico del Napoli, ha concesso una lunga intervista a Londra a The Athletic. Ecco le sue dichiarazioni: "Se arrivi in un club la cui storia parla da sé - una storia fatta di trofei, scudetti e vittorie - puoi onorarla in un solo modo: avendo l'ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi. So bene che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore - e trasmettere ai tifosi, ai giocatori e ai dirigenti - quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: "C...., possiamo vincere". Ci sono molti club che hanno un po' perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere. Club dove si respira pressione, dove sai perfettamente di non andarci solo per partecipare, ma per competere". In merito alla stagione con il Chelsea e al titolo vinto nella stagione 2016-17: "È proprio questo il problema, ecco perché il duro lavoro è fondamentale. Vincere non è facile, richiede fatica. Sono andato al Tottenham con l'ambizione di cambiare un po' le cose. Ricordo che non stavamo vincendo o avevamo pareggiato una partita e ho mandato un messaggio a Daniel Levy. Lui mi rispose: 'Non preoccuparti, vinceremo la prossima'. 'Ma che diavolo...?', continuavo a dirgli. I calciatori scelgono sempre la strada più facile, quella che li fa stare bene e richiede meno sforzo. La cosa che mi faceva impazzire era sentire chi mi stava intorno dire: 'Il Tottenham non vincerà mai nulla'. Che sono dei perdenti". Sul ruolo odierno dell'allenatore: "C’è una direzione, c’è una visione. Arteta definisce la direzione, proprio come facevano Klopp e Guardiola. A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro; deve essere importante. Se non sei contento, lo licenzi. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione. Guardate Como. Cesc ha voce in capitolo. Al Psg non hanno vinto la Champions League con Mbappé, Messi e Neymar. Stiamo parlando dei migliori giocatori del mondo. Ma bisogna capire che ci devono essere equilibrio e affiatamento”.