Cesare Prandelli, ex Ct dell'Italia, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1. Ecco le sue parole sulla crisi del calcio azzurro: "Il rinnovamento è necessario e obbligatorio. Secondo la mia esperienza, se Lega Calcio e Federazione non vanno d'accordo, non cambieremo mai il calcio. Bisogna ripartire dai bambini, sedersi attorno a un tavolo con tutte le componenti: arbitri, genitori, dirigenti, procuratori. Possiamo uscirne ponendoci una domanda, quella che si fece la federcalcio tedesca quando la Germania è andata in crisi: 'Qual è la squadra più importante di Germania? Non i club, è la Nazionale'. Ecco, noi ce la facciamo questa domanda? A Gravina avevo proposto di fare la seconda squadra italiana - ha proseguito il tecnico -. Dopo il biennio Under 21, organizziamo noi una squadra. non vogliamo un premio valorizzazione, vogliamo mantenere il nostro capitale. La Federazione fa crescere i ragazzi dai 14 ai 21 anni e poi li perde. Lì dobbiamo fare qualcosa di eclatante. Se non li fa giocare nessuno, facciamoli giocare noi". Un'idea che altre federazioni hanno già messo in pratica, come con la 'nazionale sperimentale' della pallacanestro. In seguito, spazio anche per il futuro della panchina azzurra: "Tutti i nomi usciti sono una garanzia - ha detto Prandelli -. Antonio Conte, conoscendo l'ambiente e le dinamiche, potrebbe essere la persona giusta per l'inizio di un cambiamento. Per il futuro mi auguro che possano crescere allenatori in federazione". Sulla corsa ai vertici della Figc: "Ho avuto Giancarlo Abete, penso sia stato uno dei dirigenti più limpidi, puri e onesti che abbia conosciuto nella mia vita. Ma dall'altra parte abbiamo un ex presidente del Coni che ha ristrutturato, che ha vinto e che ha fatto crescere molti atleti. Quindi potrebbero creare insieme un programma vincente, anche per evitare il commissariamento".
di Napoli Magazine
27/04/2026 - 12:22
Cesare Prandelli, ex Ct dell'Italia, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1. Ecco le sue parole sulla crisi del calcio azzurro: "Il rinnovamento è necessario e obbligatorio. Secondo la mia esperienza, se Lega Calcio e Federazione non vanno d'accordo, non cambieremo mai il calcio. Bisogna ripartire dai bambini, sedersi attorno a un tavolo con tutte le componenti: arbitri, genitori, dirigenti, procuratori. Possiamo uscirne ponendoci una domanda, quella che si fece la federcalcio tedesca quando la Germania è andata in crisi: 'Qual è la squadra più importante di Germania? Non i club, è la Nazionale'. Ecco, noi ce la facciamo questa domanda? A Gravina avevo proposto di fare la seconda squadra italiana - ha proseguito il tecnico -. Dopo il biennio Under 21, organizziamo noi una squadra. non vogliamo un premio valorizzazione, vogliamo mantenere il nostro capitale. La Federazione fa crescere i ragazzi dai 14 ai 21 anni e poi li perde. Lì dobbiamo fare qualcosa di eclatante. Se non li fa giocare nessuno, facciamoli giocare noi". Un'idea che altre federazioni hanno già messo in pratica, come con la 'nazionale sperimentale' della pallacanestro. In seguito, spazio anche per il futuro della panchina azzurra: "Tutti i nomi usciti sono una garanzia - ha detto Prandelli -. Antonio Conte, conoscendo l'ambiente e le dinamiche, potrebbe essere la persona giusta per l'inizio di un cambiamento. Per il futuro mi auguro che possano crescere allenatori in federazione". Sulla corsa ai vertici della Figc: "Ho avuto Giancarlo Abete, penso sia stato uno dei dirigenti più limpidi, puri e onesti che abbia conosciuto nella mia vita. Ma dall'altra parte abbiamo un ex presidente del Coni che ha ristrutturato, che ha vinto e che ha fatto crescere molti atleti. Quindi potrebbero creare insieme un programma vincente, anche per evitare il commissariamento".