A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessandro Renica, allenatore ex difensore del Napoli. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Sul pareggio del Napoli contro il Verona ha inciso di più un disastroso primo tempo degli uomini di Conte o il pessimo arbitraggio di Marchetti?
“Possiamo dire entrambe le cose. Secondo me è un po’ una e un po’ l’altra. Ci sono stati episodi ed errori arbitrali molto gravi, e questo incide sul risultato. Poi però nel secondo tempo la prestazione c’è stata: tante occasioni e anche un altro gol annullato che io non avrei mai annullato, anche se il regolamento oggi è quello. Non capisco davvero dove uno debba mettere il braccio, sembra che debba fare il gesto di Hollywood. Ci sono errori ed errori, ma quando sono così gravi penalizzano tanto. Detto questo, non vedo un progetto contro il Napoli: sono arbitri che stanno sbagliando molto, e quelli del VAR ancora di più. Li vedo inadeguati, non capiscono le dinamiche del calcio, la volontarietà, le distanze. A volte gli arbitri in campo hanno la soluzione giusta e vengono richiamati, quasi condizionati a cambiare una decisione corretta. Va riconosciuto però anche il primo tempo del Verona: l’allenatore ha fatto un bel lavoro, una squadra che veniva da due sconfitte pesanti contro Milan e Torino e ha reagito".
Secondo lei bisogna accettare semplicemente il fatto che questa generazione arbitrale sia più scarsa di quelle del passato o alcune decisioni fanno venire quei famosi retropensieri di cui parlava Conte la scorsa stagione?
“No, retropensieri no, perché sbagliano con tutti. Stanno dando rigori che non ci sono e facendo tanti errori. Sono d’accordo con quello che dice Fabio Capello: servirebbero ex calciatori nella sala VAR ad aiutare a prendere le decisioni giuste. In Italia non accontenterai mai tutti, la polemica sugli arbitri c’è sempre stata, ma chi ha giocato a calcio certe situazioni le ha vissute e le capisce: guarda l’uomo o la palla, capisce la volontarietà. Invece oggi sembra che un attaccante debba giocare con le mani dietro la schiena per non rischiare. Io faccio fatica a capire questo tipo di interpretazioni".
Tralasciando gli errori arbitrali, sembra di aver rivisto il Napoli delle amnesie difensive: quello di Udine, di Torino. Qual è il problema di questa squadra? È un processo di crescita o incidono anche una rosa corta e il fatto che giochino sempre gli stessi?
“Il problema è che quando vieni da cinque o sei partite intense, come Supercoppa, Lazio e Cremonese, è fisiologico lasciare qualcosa. Il Napoli ha lasciato un tempo. Senza quegli episodi la partita sarebbe andata nella direzione giusta, ma un po’ di sofferenza ci sta: non puoi essere sempre una macchina perfetta. Lo vediamo anche con altre squadre, basta pensare al Bologna che sembrava una corazzata e ora è in difficoltà da settimane. La soluzione sarebbe stata avere la rosa completa: con tutti a disposizione questo problema non lo avresti avuto. Conte avrebbe potuto fare rotazioni più ragionate sulla condizione fisica. Per me la rosa del Napoli, insieme a quella dell’Inter, è la più forte della Serie A, ma quando ti mancano giocatori di grande valore poi paghi dazio".
Tra le dichiarazioni post gara, quella di Vanja Milinkovic-Savic è stata interessante: le partite più difficili da preparare sono spesso quelle più facili sulla carta. È d’accordo?
“Sì, assolutamente. Le partite più difficili sono proprio quelle contro squadre come il Verona, a livello psicologico. Non trovi sempre la motivazione massima. Una squadra diventa davvero forte quando affronta tutte le partite come se fossero una Juventus o l’Inter. Non è sottovalutazione, è anche fisiologico dopo tante gare intense. Le squadre di Conte, poi, spendono tantissimo dal punto di vista fisico: lui pretende molto, soprattutto dagli esterni che devono fare entrambe le fasi e coprire tutto il campo. Non ci sono pause nel suo calcio. Quando manca un po’ la condizione emergono dei difetti. Contro le big, invece, le motivazioni le trovi subito. L’Inter in questo momento sta molto bene fisicamente e mentalmente, l’ho vista contro il Parma. Il Napoli dovrà reagire, ma sono convinto che vedremo un’altra partita".
Lei ha parlato di poche rotazioni e di un allenatore che chiede tantissimo. Questo può spiegare anche il calo di rendimento di Alessandro Buongiorno?
“Buongiorno nell’ultimo mese non ha fatto bene, diciamolo. Capire le cause da fuori è difficile, ma ricordiamoci che viene da un infortunio molto grave della scorsa stagione, che ha rallentato sia la forma fisica sia quella tattica. Più giochi e meno infortuni hai, è chiaro. Io resto convinto che sia un ottimo difensore: al Torino aveva fatto partite strepitose e anche lo scorso anno, quando ha giocato con continuità, ha fatto bene. A volte questi cali capitano, come è successo ad altri giocatori in passato. Il problema vero sono i troppi infortuni: mancano giocatori importanti. Se ieri avessi avuto tutta la rosa a disposizione, magari potevi far rifiatare qualcuno. Quando ci sono così tante assenze muscolari, qualche domanda bisogna farsela. Conte è un grandissimo allenatore, ma deve interrogarsi anche lui: il lavoro fisico è molto intenso e forse questo eccesso può essere una delle cause di tutti questi infortuni".
di Napoli Magazine
08/01/2026 - 11:36
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Alessandro Renica, allenatore ex difensore del Napoli. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Sul pareggio del Napoli contro il Verona ha inciso di più un disastroso primo tempo degli uomini di Conte o il pessimo arbitraggio di Marchetti?
“Possiamo dire entrambe le cose. Secondo me è un po’ una e un po’ l’altra. Ci sono stati episodi ed errori arbitrali molto gravi, e questo incide sul risultato. Poi però nel secondo tempo la prestazione c’è stata: tante occasioni e anche un altro gol annullato che io non avrei mai annullato, anche se il regolamento oggi è quello. Non capisco davvero dove uno debba mettere il braccio, sembra che debba fare il gesto di Hollywood. Ci sono errori ed errori, ma quando sono così gravi penalizzano tanto. Detto questo, non vedo un progetto contro il Napoli: sono arbitri che stanno sbagliando molto, e quelli del VAR ancora di più. Li vedo inadeguati, non capiscono le dinamiche del calcio, la volontarietà, le distanze. A volte gli arbitri in campo hanno la soluzione giusta e vengono richiamati, quasi condizionati a cambiare una decisione corretta. Va riconosciuto però anche il primo tempo del Verona: l’allenatore ha fatto un bel lavoro, una squadra che veniva da due sconfitte pesanti contro Milan e Torino e ha reagito".
Secondo lei bisogna accettare semplicemente il fatto che questa generazione arbitrale sia più scarsa di quelle del passato o alcune decisioni fanno venire quei famosi retropensieri di cui parlava Conte la scorsa stagione?
“No, retropensieri no, perché sbagliano con tutti. Stanno dando rigori che non ci sono e facendo tanti errori. Sono d’accordo con quello che dice Fabio Capello: servirebbero ex calciatori nella sala VAR ad aiutare a prendere le decisioni giuste. In Italia non accontenterai mai tutti, la polemica sugli arbitri c’è sempre stata, ma chi ha giocato a calcio certe situazioni le ha vissute e le capisce: guarda l’uomo o la palla, capisce la volontarietà. Invece oggi sembra che un attaccante debba giocare con le mani dietro la schiena per non rischiare. Io faccio fatica a capire questo tipo di interpretazioni".
Tralasciando gli errori arbitrali, sembra di aver rivisto il Napoli delle amnesie difensive: quello di Udine, di Torino. Qual è il problema di questa squadra? È un processo di crescita o incidono anche una rosa corta e il fatto che giochino sempre gli stessi?
“Il problema è che quando vieni da cinque o sei partite intense, come Supercoppa, Lazio e Cremonese, è fisiologico lasciare qualcosa. Il Napoli ha lasciato un tempo. Senza quegli episodi la partita sarebbe andata nella direzione giusta, ma un po’ di sofferenza ci sta: non puoi essere sempre una macchina perfetta. Lo vediamo anche con altre squadre, basta pensare al Bologna che sembrava una corazzata e ora è in difficoltà da settimane. La soluzione sarebbe stata avere la rosa completa: con tutti a disposizione questo problema non lo avresti avuto. Conte avrebbe potuto fare rotazioni più ragionate sulla condizione fisica. Per me la rosa del Napoli, insieme a quella dell’Inter, è la più forte della Serie A, ma quando ti mancano giocatori di grande valore poi paghi dazio".
Tra le dichiarazioni post gara, quella di Vanja Milinkovic-Savic è stata interessante: le partite più difficili da preparare sono spesso quelle più facili sulla carta. È d’accordo?
“Sì, assolutamente. Le partite più difficili sono proprio quelle contro squadre come il Verona, a livello psicologico. Non trovi sempre la motivazione massima. Una squadra diventa davvero forte quando affronta tutte le partite come se fossero una Juventus o l’Inter. Non è sottovalutazione, è anche fisiologico dopo tante gare intense. Le squadre di Conte, poi, spendono tantissimo dal punto di vista fisico: lui pretende molto, soprattutto dagli esterni che devono fare entrambe le fasi e coprire tutto il campo. Non ci sono pause nel suo calcio. Quando manca un po’ la condizione emergono dei difetti. Contro le big, invece, le motivazioni le trovi subito. L’Inter in questo momento sta molto bene fisicamente e mentalmente, l’ho vista contro il Parma. Il Napoli dovrà reagire, ma sono convinto che vedremo un’altra partita".
Lei ha parlato di poche rotazioni e di un allenatore che chiede tantissimo. Questo può spiegare anche il calo di rendimento di Alessandro Buongiorno?
“Buongiorno nell’ultimo mese non ha fatto bene, diciamolo. Capire le cause da fuori è difficile, ma ricordiamoci che viene da un infortunio molto grave della scorsa stagione, che ha rallentato sia la forma fisica sia quella tattica. Più giochi e meno infortuni hai, è chiaro. Io resto convinto che sia un ottimo difensore: al Torino aveva fatto partite strepitose e anche lo scorso anno, quando ha giocato con continuità, ha fatto bene. A volte questi cali capitano, come è successo ad altri giocatori in passato. Il problema vero sono i troppi infortuni: mancano giocatori importanti. Se ieri avessi avuto tutta la rosa a disposizione, magari potevi far rifiatare qualcuno. Quando ci sono così tante assenze muscolari, qualche domanda bisogna farsela. Conte è un grandissimo allenatore, ma deve interrogarsi anche lui: il lavoro fisico è molto intenso e forse questo eccesso può essere una delle cause di tutti questi infortuni".