A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
La mossa degli Stati Uniti, del presidente Trump, di ottenere l'annullamento della squalifica di Balogun si è ritorto contro di loro. Nella notte il Belgio ha eliminato la nazionale ospitante del Mondiale con un netto 4-1. Possiamo dire che giustizia è stata fatta?
“Sì, assolutamente. Ne ero convinto, perché sarebbe stata un'ingiustizia davvero clamorosa. Alla fine è arrivata non solo una sconfitta, ma una vera e propria debacle. Gli Stati Uniti hanno fatto una pessima figura, non soltanto dal punto di vista calcistico".
Forse, però, è arrivato anche il momento di fare i complimenti a Rudi Garcia. A Napoli non ha fatto bene, ma probabilmente non è stato aiutato né dall'ambiente, né dalla squadra, né dalla società.
“Il Belgio aveva iniziato male questo Mondiale e sembrava una delle delusioni del torneo. Adesso, invece, ha trovato continuità. Del resto i giocatori di qualità li ha sempre avuti, basta guardare la rosa. Con l'entusiasmo che si è creato può diventare una squadra molto pericolosa. Il Belgio è una nazionale capace di battere chiunque, ma anche di perdere contro chiunque. Ora, però, sembra aver trovato il passo giusto e credo possa essere una delle protagoniste fino in fondo".
Possiamo dire che Rudi Garcia sia stato bruciato troppo velocemente a Napoli?
“Napoli non è mai una piazza semplice per nessuno, questa è la realtà. Garcia ha avuto anche il merito, e forse un pizzico di fortuna, nella partita contro il Senegal. Se non ricordo male erano sotto 2-0 e sono riusciti a vincere 3-2. Alcuni cambi hanno inciso e quella rimonta ha rappresentato una svolta. Nel calcio esistono episodi che cambiano una stagione e, a volte, perfino una carriera".
Restando sul tema Mondiale, tra le nazionali ancora in corsa qual è il suo pronostico? Chi vincerà il titolo?
“Non è una previsione semplice. Bisognerà valutare anche il tabellone, ma credo che l'Argentina abbia un percorso favorevole per arrivare in finale. Naturalmente le sorprese sono sempre possibili, come abbiamo già visto in questa edizione del Mondiale. Se tutto dovesse andare secondo pronostico, penso che potremmo rivedere la finale di quattro anni fa: Argentina-Francia".
Che cosa pensa della Norvegia? È davvero il nuovo che avanza? Del resto, dopo la sconfitta dell'Italia nelle qualificazioni, in molti parlarono di disfatta, ma questa Norvegia sembra fare davvero sul serio.
“Basta guardare il reparto offensivo: hanno Erling Haaland, Antonio Nusa e Oscar Bobb. È un attacco che poche nazionali possono permettersi. Ma non c'è soltanto quello: hanno anche centrocampisti e difensori di buon livello. Credo che la Norvegia possa arrivare in semifinale, ma dovrà disputare un Mondiale davvero straordinario. Oltre quel traguardo, sinceramente, la vedo difficile".
Anche perché al prossimo turno la Norvegia affronterà l'Inghilterra. Crede che gli inglesi abbiano le qualità per vincere il Mondiale?
“Personalmente no. Credo che aver lasciato fuori giocatori come Cole Palmer e Phil Foden, alla lunga, possa pesare. Per il momento Tuchel ha avuto ragione, ma i conti si fanno sempre alla fine. Io non penso che questa Inghilterra abbia la squadra per vincere il Mondiale".
Torniamo al campionato italiano. Partirei dalle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis che, come ci eravamo detti anche qui ai nostri microfoni, ha ribadito che con 48 calciatori sotto contratto non si può pensare di acquistare senza prima vendere. Possiamo dire che questa situazione rappresenti l'eredità lasciata da Antonio Conte?
“Parlare di macerie mi sembra eccessivo. È evidente, però, che un allenatore non possa lavorare con 48 giocatori. Bisogna sfoltire la rosa, non solo per una questione economica, ma soprattutto per garantire qualità al lavoro quotidiano. Da questo punto di vista De Laurentiis ha perfettamente ragione. Poi è chiaro che serviranno uno o due innesti, ma già oggi il Napoli ha una squadra che può disputare un grandissimo campionato".
Quindi ritiene che il Napoli sia già competitivo. Però negli ultimi anni il club ha cambiato radicalmente il proprio modo di operare sul mercato, puntando su giocatori già pronti. Alcuni hanno deluso. Penso, ad esempio, a Lorenzo Lucca. Forse si sapeva già che non avesse le caratteristiche ideali per imporsi a Napoli?
“Più che di caratteristiche tecniche parlerei di personalità. Napoli è una piazza che ti esalta, ma allo stesso tempo può metterti in enorme difficoltà. Devi avere grande carattere, perché basta un gol per diventare un idolo, mentre quando le cose vanno male vieni subito criticato. È sempre stato così e sarà sempre così. Quando scegli un calciatore per il Napoli devi valutare anche questo aspetto".
Se oggi dovesse scegliere, eviterebbe di riportare Lucca a Napoli?
“Sì, ma non perché non possa giocare ad alti livelli. Semplicemente penso che abbia vissuto delusioni personali importanti a Napoli e non so se riuscirebbe ad affrontarle di nuovo con serenità".
Nel frattempo, rispetto a quanto ci eravamo detti la scorsa settimana, il Milan sembra essere ormai a un passo da Mario Gila della Lazio. Lei aveva già espresso un giudizio molto positivo sul difensore. Crede che il Milan sia la destinazione ideale?
“Assolutamente sì. Il Milan è una grande squadra e rappresenta una destinazione importante. Mi sarei aspettato, però, che fosse l'Atalanta a chiudere l'operazione, anche perché Gasperini avrebbe potuto valorizzarlo ulteriormente. Oggi, però, l'Atalanta non è più una provinciale di lusso: è una delle grandi del calcio italiano. Vedremo, perché finché non ci sono le firme tutto può ancora succedere".
Ritiene che la pista possa essere ancora aperta?
“Finché non arriva l'ufficialità, sì. Nel mercato abbiamo visto tante trattative cambiare improvvisamente direzione. Sembrava destinato all'Atalanta o al Napoli, poi è spuntato il Milan. Ormai bisogna aspettare sempre le firme prima di dare qualcosa per fatto".
Il Milan sembra la squadra più convincente di questa prima fase di mercato. Lo sarà anche sul campo?
“Sul campo ci sono sempre punti interrogativi. Ogni estate tutti parlano di gruppi uniti, entusiasmo e ottimismo. Poi è il campo a emettere il verdetto. Certamente il Milan sta costruendo una rosa importante e, per questo motivo, deve essere considerato tra le principali candidate per lo scudetto e per l’Europa League".
Per quanto riguarda il Napoli?
“Secondo me al Napoli manca soltanto la rifinitura dell'organico. Servono uno o due giocatori al massimo. La squadra è già molto forte. Se dovessero restare calciatori come Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, Massimiliano Allegri avrebbe una rosa di altissimo livello. Bisognerà però capire quale sarà la gestione di alcuni elementi, perché non so se Lukaku accetterebbe un ruolo diverso e bisognerà valutare anche le altre situazioni della rosa. Sarà l'allenatore a trovare il giusto equilibrio".
di Napoli Magazine
07/07/2026 - 11:42
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
La mossa degli Stati Uniti, del presidente Trump, di ottenere l'annullamento della squalifica di Balogun si è ritorto contro di loro. Nella notte il Belgio ha eliminato la nazionale ospitante del Mondiale con un netto 4-1. Possiamo dire che giustizia è stata fatta?
“Sì, assolutamente. Ne ero convinto, perché sarebbe stata un'ingiustizia davvero clamorosa. Alla fine è arrivata non solo una sconfitta, ma una vera e propria debacle. Gli Stati Uniti hanno fatto una pessima figura, non soltanto dal punto di vista calcistico".
Forse, però, è arrivato anche il momento di fare i complimenti a Rudi Garcia. A Napoli non ha fatto bene, ma probabilmente non è stato aiutato né dall'ambiente, né dalla squadra, né dalla società.
“Il Belgio aveva iniziato male questo Mondiale e sembrava una delle delusioni del torneo. Adesso, invece, ha trovato continuità. Del resto i giocatori di qualità li ha sempre avuti, basta guardare la rosa. Con l'entusiasmo che si è creato può diventare una squadra molto pericolosa. Il Belgio è una nazionale capace di battere chiunque, ma anche di perdere contro chiunque. Ora, però, sembra aver trovato il passo giusto e credo possa essere una delle protagoniste fino in fondo".
Possiamo dire che Rudi Garcia sia stato bruciato troppo velocemente a Napoli?
“Napoli non è mai una piazza semplice per nessuno, questa è la realtà. Garcia ha avuto anche il merito, e forse un pizzico di fortuna, nella partita contro il Senegal. Se non ricordo male erano sotto 2-0 e sono riusciti a vincere 3-2. Alcuni cambi hanno inciso e quella rimonta ha rappresentato una svolta. Nel calcio esistono episodi che cambiano una stagione e, a volte, perfino una carriera".
Restando sul tema Mondiale, tra le nazionali ancora in corsa qual è il suo pronostico? Chi vincerà il titolo?
“Non è una previsione semplice. Bisognerà valutare anche il tabellone, ma credo che l'Argentina abbia un percorso favorevole per arrivare in finale. Naturalmente le sorprese sono sempre possibili, come abbiamo già visto in questa edizione del Mondiale. Se tutto dovesse andare secondo pronostico, penso che potremmo rivedere la finale di quattro anni fa: Argentina-Francia".
Che cosa pensa della Norvegia? È davvero il nuovo che avanza? Del resto, dopo la sconfitta dell'Italia nelle qualificazioni, in molti parlarono di disfatta, ma questa Norvegia sembra fare davvero sul serio.
“Basta guardare il reparto offensivo: hanno Erling Haaland, Antonio Nusa e Oscar Bobb. È un attacco che poche nazionali possono permettersi. Ma non c'è soltanto quello: hanno anche centrocampisti e difensori di buon livello. Credo che la Norvegia possa arrivare in semifinale, ma dovrà disputare un Mondiale davvero straordinario. Oltre quel traguardo, sinceramente, la vedo difficile".
Anche perché al prossimo turno la Norvegia affronterà l'Inghilterra. Crede che gli inglesi abbiano le qualità per vincere il Mondiale?
“Personalmente no. Credo che aver lasciato fuori giocatori come Cole Palmer e Phil Foden, alla lunga, possa pesare. Per il momento Tuchel ha avuto ragione, ma i conti si fanno sempre alla fine. Io non penso che questa Inghilterra abbia la squadra per vincere il Mondiale".
Torniamo al campionato italiano. Partirei dalle dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis che, come ci eravamo detti anche qui ai nostri microfoni, ha ribadito che con 48 calciatori sotto contratto non si può pensare di acquistare senza prima vendere. Possiamo dire che questa situazione rappresenti l'eredità lasciata da Antonio Conte?
“Parlare di macerie mi sembra eccessivo. È evidente, però, che un allenatore non possa lavorare con 48 giocatori. Bisogna sfoltire la rosa, non solo per una questione economica, ma soprattutto per garantire qualità al lavoro quotidiano. Da questo punto di vista De Laurentiis ha perfettamente ragione. Poi è chiaro che serviranno uno o due innesti, ma già oggi il Napoli ha una squadra che può disputare un grandissimo campionato".
Quindi ritiene che il Napoli sia già competitivo. Però negli ultimi anni il club ha cambiato radicalmente il proprio modo di operare sul mercato, puntando su giocatori già pronti. Alcuni hanno deluso. Penso, ad esempio, a Lorenzo Lucca. Forse si sapeva già che non avesse le caratteristiche ideali per imporsi a Napoli?
“Più che di caratteristiche tecniche parlerei di personalità. Napoli è una piazza che ti esalta, ma allo stesso tempo può metterti in enorme difficoltà. Devi avere grande carattere, perché basta un gol per diventare un idolo, mentre quando le cose vanno male vieni subito criticato. È sempre stato così e sarà sempre così. Quando scegli un calciatore per il Napoli devi valutare anche questo aspetto".
Se oggi dovesse scegliere, eviterebbe di riportare Lucca a Napoli?
“Sì, ma non perché non possa giocare ad alti livelli. Semplicemente penso che abbia vissuto delusioni personali importanti a Napoli e non so se riuscirebbe ad affrontarle di nuovo con serenità".
Nel frattempo, rispetto a quanto ci eravamo detti la scorsa settimana, il Milan sembra essere ormai a un passo da Mario Gila della Lazio. Lei aveva già espresso un giudizio molto positivo sul difensore. Crede che il Milan sia la destinazione ideale?
“Assolutamente sì. Il Milan è una grande squadra e rappresenta una destinazione importante. Mi sarei aspettato, però, che fosse l'Atalanta a chiudere l'operazione, anche perché Gasperini avrebbe potuto valorizzarlo ulteriormente. Oggi, però, l'Atalanta non è più una provinciale di lusso: è una delle grandi del calcio italiano. Vedremo, perché finché non ci sono le firme tutto può ancora succedere".
Ritiene che la pista possa essere ancora aperta?
“Finché non arriva l'ufficialità, sì. Nel mercato abbiamo visto tante trattative cambiare improvvisamente direzione. Sembrava destinato all'Atalanta o al Napoli, poi è spuntato il Milan. Ormai bisogna aspettare sempre le firme prima di dare qualcosa per fatto".
Il Milan sembra la squadra più convincente di questa prima fase di mercato. Lo sarà anche sul campo?
“Sul campo ci sono sempre punti interrogativi. Ogni estate tutti parlano di gruppi uniti, entusiasmo e ottimismo. Poi è il campo a emettere il verdetto. Certamente il Milan sta costruendo una rosa importante e, per questo motivo, deve essere considerato tra le principali candidate per lo scudetto e per l’Europa League".
Per quanto riguarda il Napoli?
“Secondo me al Napoli manca soltanto la rifinitura dell'organico. Servono uno o due giocatori al massimo. La squadra è già molto forte. Se dovessero restare calciatori come Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, Massimiliano Allegri avrebbe una rosa di altissimo livello. Bisognerà però capire quale sarà la gestione di alcuni elementi, perché non so se Lukaku accetterebbe un ruolo diverso e bisognerà valutare anche le altre situazioni della rosa. Sarà l'allenatore a trovare il giusto equilibrio".