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ON AIR - Baiano: "Il Napoli paga un calo fisico"
27.02.2025 12:00 di Napoli Magazine

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Baiano, allenatore ed ex calciatore di Napoli, Fiorentina ed Empoli.

Ieri l’Empoli ha ottenuto una grandissima vittoria contro la Juventus. Un successo inaspettato, ma meritato?

"Direi proprio di sì. Alla vigilia poteva sembrare quasi un’amichevole, considerando i problemi dell’Empoli e il fatto che la squadra stesse già pensando alla prossima partita contro il Genoa. E invece ha dominato la gara. L’atteggiamento della Juventus ha influito molto, e infatti a fine partita abbiamo sentito Thiago Motta, che era molto deluso per l’approccio della sua squadra. Ma quando una squadra fornisce una prestazione del genere, gran parte della colpa è dell’allenatore. Se non è riuscito a motivare i suoi giocatori, il problema è anche suo. Per classifica e formazioni, molti pensavano fosse una passeggiata. Così non è stato."  

Ci sono casi in cui però l’allenatore può fare ben poco. Ad esempio, se il Napoli non dovesse vincere lo scudetto, Conte potrebbe dire che fino alla chiusura del mercato di gennaio era primo?

"No, può avere delle attenuanti, ma non può dire una cosa del genere. Era primo, sì, ma non perché Kvaratskhelia faceva la differenza da solo. Certo, è venuto a mancare un giocatore importante e non è stato sostituito con un elemento dello stesso valore. Però i nomi fatti, come Garnacho o Adeyemi, erano solo ottimi giocatori, ma senza la certezza che potessero fare la differenza nel campionato italiano. E infatti non la fanno nemmeno nelle squadre in cui giocano attualmente. Detto questo, sono contento che il Napoli non abbia speso 75 milioni per un giocatore solo perché si sentiva costretto. Se devo pregare qualcuno per venire a Napoli, allora meglio lasciar perdere."  

La squadra di Conte sta attraversando una fase di scarsissima brillantezza. Quale potrebbe essere la soluzione per uscire da questo momento difficile?

"La soluzione non è semplice. Tutte le squadre, dalla prima all’ultima, attraversano momenti di calo durante l’anno. L’importante è perdere meno punti possibile in quei momenti. L’Inter, nelle ultime settimane, è sembrata appesantita fisicamente, in calo, ma ha perso meno punti del Napoli. È normale a questo punto della stagione, ma la stanchezza può essere di due tipi: fisica o mentale. Il Napoli, ad esempio, sta pagando soprattutto un calo fisico, perché i titolari sono sempre stati gli stessi. L’Inter, invece, ha entrambe le componenti: fisica e mentale. La Champions League ti prosciuga. Non puoi permetterti di far riposare quattro o cinque giocatori in coppa in virtù della partita del weekend. In Champions devi essere sempre al 100%, altrimenti sei fuori. E lo abbiamo visto con Atalanta e Milan: se non sei al massimo, esci."  

Al Napoli non si può trascurare il tema degli infortuni. Quelli muscolari fanno pensare che qualcosa non abbia funzionato nella preparazione o nella gestione della condizione atletica?

"Non credo sia un problema di preparazione in senso assoluto. Certo, se si infortuna sempre lo stesso giocatore, oppure più giocatori hanno un infortunio simile, allora bisogna capire cosa non va. Ma in un’intera stagione, se hai tre, quattro o cinque infortuni, è nella norma. Dipende poi anche dal tipo di infortuni: se sono muscolari o se parliamo di crociati, che sono tutt’altra cosa. Certo, i tanti infortuni muscolari, alcuni anche allo stesso muscolo, fanno sorgere qualche dubbio. Bisogna vedere la tipologia di lavoro svolto. Conosco il metodo di Conte, è molto intenso, con carichi elevati, quasi “zemaniano”. Se si carica troppo su determinati gruppi muscolari, come il polpaccio ed il soleo, il rischio di infortunio aumenta. E se il muscolo è intossicato da carichi di lavoro esagerati, il problema è dietro l’angolo. La metodologia adottata dallo staff di Conte è molto dura, ma attenzione: non significa che sia dannosa in assoluto. Se fosse così, lo sarebbe per tutti. Però, quando ci sono tanti infortuni simili, qualche domanda è giusto porsela."   

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ON AIR - Baiano: "Il Napoli paga un calo fisico"

di Napoli Magazine

27/02/2025 - 12:00

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Francesco Baiano, allenatore ed ex calciatore di Napoli, Fiorentina ed Empoli.

Ieri l’Empoli ha ottenuto una grandissima vittoria contro la Juventus. Un successo inaspettato, ma meritato?

"Direi proprio di sì. Alla vigilia poteva sembrare quasi un’amichevole, considerando i problemi dell’Empoli e il fatto che la squadra stesse già pensando alla prossima partita contro il Genoa. E invece ha dominato la gara. L’atteggiamento della Juventus ha influito molto, e infatti a fine partita abbiamo sentito Thiago Motta, che era molto deluso per l’approccio della sua squadra. Ma quando una squadra fornisce una prestazione del genere, gran parte della colpa è dell’allenatore. Se non è riuscito a motivare i suoi giocatori, il problema è anche suo. Per classifica e formazioni, molti pensavano fosse una passeggiata. Così non è stato."  

Ci sono casi in cui però l’allenatore può fare ben poco. Ad esempio, se il Napoli non dovesse vincere lo scudetto, Conte potrebbe dire che fino alla chiusura del mercato di gennaio era primo?

"No, può avere delle attenuanti, ma non può dire una cosa del genere. Era primo, sì, ma non perché Kvaratskhelia faceva la differenza da solo. Certo, è venuto a mancare un giocatore importante e non è stato sostituito con un elemento dello stesso valore. Però i nomi fatti, come Garnacho o Adeyemi, erano solo ottimi giocatori, ma senza la certezza che potessero fare la differenza nel campionato italiano. E infatti non la fanno nemmeno nelle squadre in cui giocano attualmente. Detto questo, sono contento che il Napoli non abbia speso 75 milioni per un giocatore solo perché si sentiva costretto. Se devo pregare qualcuno per venire a Napoli, allora meglio lasciar perdere."  

La squadra di Conte sta attraversando una fase di scarsissima brillantezza. Quale potrebbe essere la soluzione per uscire da questo momento difficile?

"La soluzione non è semplice. Tutte le squadre, dalla prima all’ultima, attraversano momenti di calo durante l’anno. L’importante è perdere meno punti possibile in quei momenti. L’Inter, nelle ultime settimane, è sembrata appesantita fisicamente, in calo, ma ha perso meno punti del Napoli. È normale a questo punto della stagione, ma la stanchezza può essere di due tipi: fisica o mentale. Il Napoli, ad esempio, sta pagando soprattutto un calo fisico, perché i titolari sono sempre stati gli stessi. L’Inter, invece, ha entrambe le componenti: fisica e mentale. La Champions League ti prosciuga. Non puoi permetterti di far riposare quattro o cinque giocatori in coppa in virtù della partita del weekend. In Champions devi essere sempre al 100%, altrimenti sei fuori. E lo abbiamo visto con Atalanta e Milan: se non sei al massimo, esci."  

Al Napoli non si può trascurare il tema degli infortuni. Quelli muscolari fanno pensare che qualcosa non abbia funzionato nella preparazione o nella gestione della condizione atletica?

"Non credo sia un problema di preparazione in senso assoluto. Certo, se si infortuna sempre lo stesso giocatore, oppure più giocatori hanno un infortunio simile, allora bisogna capire cosa non va. Ma in un’intera stagione, se hai tre, quattro o cinque infortuni, è nella norma. Dipende poi anche dal tipo di infortuni: se sono muscolari o se parliamo di crociati, che sono tutt’altra cosa. Certo, i tanti infortuni muscolari, alcuni anche allo stesso muscolo, fanno sorgere qualche dubbio. Bisogna vedere la tipologia di lavoro svolto. Conosco il metodo di Conte, è molto intenso, con carichi elevati, quasi “zemaniano”. Se si carica troppo su determinati gruppi muscolari, come il polpaccio ed il soleo, il rischio di infortunio aumenta. E se il muscolo è intossicato da carichi di lavoro esagerati, il problema è dietro l’angolo. La metodologia adottata dallo staff di Conte è molto dura, ma attenzione: non significa che sia dannosa in assoluto. Se fosse così, lo sarebbe per tutti. Però, quando ci sono tanti infortuni simili, qualche domanda è giusto porsela."