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ON AIR - Mandorlini: "Napoli-Inter? Sfida equilibrata, non sarà decisiva per lo scudetto"
28.02.2025 11:58 di Napoli Magazine

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Mandorlini, allenatore ex Verona ed ex calciatore, tra le tante, di Inter, Udinese ed Atalanta. 

Ha fatto parte della grande Inter: cosa si aspetta da questa partita tra Napoli e Inter? 

“Non è una gara decisiva, ma sicuramente indicativa per il prosieguo del campionato, è una partita importante. Come ho già detto in altre occasioni, da giocatore ogni volta che venivamo a Napoli era sempre una sfida particolare. Sono passati tanti anni, ma i ricordi restano. Per l'Inter è un'occasione per allungare in classifica, ma lo è anche per il Napoli per riprendersi il primo posto. Sono match che vanno affrontati con la giusta attenzione, anche se il campionato è ancora lungo e ci sono tante partite da giocare. Non sarà facile per l’Inter, perché il Maradona è sempre stato uno stadio complicato per l’Inter. Mi aspetto una gara molto equilibrata e combattuta".

Dal punto di vista tattico, l’Inter adotta il 3-5-2, un modulo ormai consolidato con Simone Inzaghi. Il Napoli, invece, ha alternato più soluzioni. Cosa si aspetta?   

“I moduli sono importanti, ma contano molto di più gli interpreti. Antonio (Conte, ndr) ha già dimostrato di poter variare l’assetto tattico in base alle necessità. Al di là dei numeri, l’importante è avere giocatori che facciano la differenza. Credo che questa sarà una partita molto intensa anche dal punto di vista nervoso. Detto ciò, Inter e Napoli sono squadre di alto livello e penso che saranno le principali contendenti per il titolo".

Parlando di singoli, ci si aspettava qualcosa in più da Lukaku?

“Forse sì. Ho visto alcune sue partite e, pur essendo un riferimento importante, può e deve dare di più. È un giocatore che ha tutte le qualità per incidere e questa sfida può rappresentare per lui una motivazione in più. Sono certo che farà di tutto per essere decisivo".

A Napoli, negli ultimi giorni, Antonio Conte è stato criticato per i numerosi infortuni muscolari, in particolare al soleo. La preparazione atletica può avere un ruolo in questo?  

“Sicuramente qualcosa andrà analizzato, magari con il suo staff e i preparatori. Però criticare Conte mi sembra eccessivo. È un allenatore che ha sempre lavorato con grande attenzione alla preparazione fisica. A volte gli infortuni sono frutto di tanti fattori, quindi non credo che le polemiche possano giovare all’ambiente. Ora l’unica cosa che conta è la partita e chi andrà in campo dovrà dare il massimo anche per chi è assente. Qualche errore in fase di preparazione non deve far dimenticare quanto di buono fatto fino ad oggi".

Questa sfida avrebbe dovuto mettere di fronte due dei centrocampi più forti della Serie A: da un lato Mkhitaryan, Barella e Çalhanoglu, dall'altro Lobotka e Zielinski. Tuttavia, il Napoli dovrà fare a meno di Anguissa. Quanto peserà questa assenza?  

“Anguissa è un giocatore difficile da sostituire, ma il Napoli ha valide alternative. In partite come questa bisogna dare tutto, indipendentemente dagli assenti. La zona centrale del campo sarà decisiva e chi giocherà dovrà garantire equilibrio e qualità".

L’Inter è l’unica squadra italiana ancora in corsa per tre titoli e sta gestendo bene le rotazioni. Per il Napoli, invece, un pareggio potrebbe essere considerato un risultato positivo, visto anche il calendario che lo attende?  

“Parlare di pareggio prima della partita non ha senso. Napoli e Inter giocheranno entrambe per vincere. Solo dopo il fischio finale si potrà valutare se il risultato sia positivo o meno. Quello che conta ora è preparare la gara nel miglior modo possibile. Mi aspetto una partita molto tirata, come lo erano quelle di tanti anni fa, quando giocare a Napoli era una delle sfide più difficili della stagione. Oggi il calcio è cambiato molto rispetto alla mia epoca, ma ci sono partite che riportano alla mente l’epoca d’oro del nostro calcio. Napoli-Inter è una di queste, è una sfida che ha sempre avuto un grande fascino e che richiama i tempi in cui il calcio italiano era il punto di riferimento mondiale. Purtroppo, tanti grandi campioni non ci sono più, ma lo spirito di queste partite resta immutato. Sarà una gara bellissima".

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28/02/2025 - 11:58

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Mandorlini, allenatore ex Verona ed ex calciatore, tra le tante, di Inter, Udinese ed Atalanta. 

Ha fatto parte della grande Inter: cosa si aspetta da questa partita tra Napoli e Inter? 

“Non è una gara decisiva, ma sicuramente indicativa per il prosieguo del campionato, è una partita importante. Come ho già detto in altre occasioni, da giocatore ogni volta che venivamo a Napoli era sempre una sfida particolare. Sono passati tanti anni, ma i ricordi restano. Per l'Inter è un'occasione per allungare in classifica, ma lo è anche per il Napoli per riprendersi il primo posto. Sono match che vanno affrontati con la giusta attenzione, anche se il campionato è ancora lungo e ci sono tante partite da giocare. Non sarà facile per l’Inter, perché il Maradona è sempre stato uno stadio complicato per l’Inter. Mi aspetto una gara molto equilibrata e combattuta".

Dal punto di vista tattico, l’Inter adotta il 3-5-2, un modulo ormai consolidato con Simone Inzaghi. Il Napoli, invece, ha alternato più soluzioni. Cosa si aspetta?   

“I moduli sono importanti, ma contano molto di più gli interpreti. Antonio (Conte, ndr) ha già dimostrato di poter variare l’assetto tattico in base alle necessità. Al di là dei numeri, l’importante è avere giocatori che facciano la differenza. Credo che questa sarà una partita molto intensa anche dal punto di vista nervoso. Detto ciò, Inter e Napoli sono squadre di alto livello e penso che saranno le principali contendenti per il titolo".

Parlando di singoli, ci si aspettava qualcosa in più da Lukaku?

“Forse sì. Ho visto alcune sue partite e, pur essendo un riferimento importante, può e deve dare di più. È un giocatore che ha tutte le qualità per incidere e questa sfida può rappresentare per lui una motivazione in più. Sono certo che farà di tutto per essere decisivo".

A Napoli, negli ultimi giorni, Antonio Conte è stato criticato per i numerosi infortuni muscolari, in particolare al soleo. La preparazione atletica può avere un ruolo in questo?  

“Sicuramente qualcosa andrà analizzato, magari con il suo staff e i preparatori. Però criticare Conte mi sembra eccessivo. È un allenatore che ha sempre lavorato con grande attenzione alla preparazione fisica. A volte gli infortuni sono frutto di tanti fattori, quindi non credo che le polemiche possano giovare all’ambiente. Ora l’unica cosa che conta è la partita e chi andrà in campo dovrà dare il massimo anche per chi è assente. Qualche errore in fase di preparazione non deve far dimenticare quanto di buono fatto fino ad oggi".

Questa sfida avrebbe dovuto mettere di fronte due dei centrocampi più forti della Serie A: da un lato Mkhitaryan, Barella e Çalhanoglu, dall'altro Lobotka e Zielinski. Tuttavia, il Napoli dovrà fare a meno di Anguissa. Quanto peserà questa assenza?  

“Anguissa è un giocatore difficile da sostituire, ma il Napoli ha valide alternative. In partite come questa bisogna dare tutto, indipendentemente dagli assenti. La zona centrale del campo sarà decisiva e chi giocherà dovrà garantire equilibrio e qualità".

L’Inter è l’unica squadra italiana ancora in corsa per tre titoli e sta gestendo bene le rotazioni. Per il Napoli, invece, un pareggio potrebbe essere considerato un risultato positivo, visto anche il calendario che lo attende?  

“Parlare di pareggio prima della partita non ha senso. Napoli e Inter giocheranno entrambe per vincere. Solo dopo il fischio finale si potrà valutare se il risultato sia positivo o meno. Quello che conta ora è preparare la gara nel miglior modo possibile. Mi aspetto una partita molto tirata, come lo erano quelle di tanti anni fa, quando giocare a Napoli era una delle sfide più difficili della stagione. Oggi il calcio è cambiato molto rispetto alla mia epoca, ma ci sono partite che riportano alla mente l’epoca d’oro del nostro calcio. Napoli-Inter è una di queste, è una sfida che ha sempre avuto un grande fascino e che richiama i tempi in cui il calcio italiano era il punto di riferimento mondiale. Purtroppo, tanti grandi campioni non ci sono più, ma lo spirito di queste partite resta immutato. Sarà una gara bellissima".