A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gigi Pavarese, ex direttore sportivo di Napoli e Torino.
"Le possibilità ci sono, è chiaro che ci sono. Al di là della delusione, per come si erano messe le cose dopo un buon primo tempo, è mancato forse qualcosa da grande squadra, quel carattere da grande squadra che avevamo visto, per esempio, nella partita di Milano contro l’Inter. Lì avevamo notato una crescita non solo fisica, ma soprattutto caratteriale. In Danimarca, nvece, è mancato qualcosa, complice anche qualche disattenzione: penso al rigore, per esempio. Però io credo che noi, adesso più che mai, dobbiamo ringraziare questi ragazzi per quello che stanno facendo, soprattutto Conte e tutto il gruppo, considerando le tantissime difficoltà che stiamo attraversando. La squadra non molla e ora è chiaro che prima della partita col Chelsea c’è la partita di domenica contro la Juventus è un crocevia. Questi tre giorni, in un certo qual modo, segneranno l’intera stagione. Mai come ora viene fuori quella determinazione, quel carattere tipico del nostro allenatore. Sono certo che, nonostante i tanti problemi fisici, sperando di recuperare qualcuno, la squadra darà risposte importanti. Io sono molto fiducioso su entrambe le partite, ma prima del Chelsea dobbiamo pensare alla Juventus".
Il Napoli, contro Juventus e Chelsea, si gioca tutta la stagione?
"Sì. Io credo che l’obiettivo primario sia il campionato, soprattutto da parte di Conte, sapendo bene le difficoltà di questa stagione e il fatto che siamo impegnati su più fronti. Un obiettivo è già stato raggiunto, la conquista della Supercoppa. Adesso l’altro obiettivo è superare il turno in Champions e accedere alla fase a eliminazione diretta. Però in primis dobbiamo pensare al campionato, che è l’aspetto più importante della stagione. Domenica ci vedrà impegnati in una partita molto importante. Importante per noi, ma anche per la Juventus, perché è una gara che pesa tanto sugli obiettivi di entrambe".
Direttore, il Napoli arriva gennaio con 22 infortuni muscolari, bisogna imputare le colpe un po’ a tutti?
"Questo non è il momento di cercare colpevoli. Mai come ora è il momento di trovare soluzioni. Non soluzioni drastiche, bisogna essere ancora più uniti. Mi riferisco allo staff tecnico, allo staff sanitario e alla società, perché i problemi creati vanno risolti. Possono risolti, perché noi abbiamo professionalità importanti. Io sono certo che tutti si incammineranno sul binario giusto".
In merito al calciomercato, come si spiega un Lang che è stato messo alla porta? Ha giocato poco, ma non ha fatto così male da essere liquidato dopo sei mesi. È d’accordo?
"Secondo me i motivi della scelta non sono solo tecnici. Credo siano anche legati alla quotidianità, all’esperienza e al modo di stare nel gruppo. È un ragazzo che ha avuto esperienze internazionali e l’intento del Napoli era proprio quello, aggiungere esperienza. Però magari lui si aspettava più considerazione. Il tecnico, però, ti dà considerazione se tu ti metti in mostra ogni giorno e ti impegni. Noi non viviamo la quotidianità, quindi è possibile che ci siano state lacune caratteriali. Come diciamo a Napoli, nessuno si taglia i capelli per fare un dispetto alla moglie. Se si arriva a una scelta del genere, evidentemente ci sono motivi. Ho letto anche che lo spogliatoio ha provato a stargli vicino e a farlo integrare, però torno a dire, non è il momento di cercare colpevoli, è il momento di trovare soluzioni".
Invece su Lucca?
"Per Lucca il discorso è diverso. Parliamo di un investimento importante, l’anno scorso è stato tra i giocatori più in vista, si era messo in mostra con personalità all’Udinese. Però il passaggio in una grande squadra cambia tutto: devi dimostrare di essere all’altezza, devi avere quel carattere e quella determinazione. È arrivato come vice Lukaku e, in un certo senso, doveva farsi trovare pronto. Poi magari qualcosa gli ha tolto certezze, però il punto è sempre lo stesso, devi dimostrare di meritare la maglia, di valere l’investimento, e soprattutto devi dimostrare di essere da Napoli. Napoli è un punto d’arrivo, ma è anche un punto di dimostrazione delle tue qualità: è una grande piazza che ti dà tanto, però tu devi dimostrare di meritartelo".
Con il Copenhagen, per esempio, ha avuto un’occasione per farlo, purtroppo gli è andata male, non trova?
"Esatto ed infatti il punto è questo, può essere un’esperienza utile. Però le occasioni devi costruirtele anche da solo. È normale che sia giovane e che Napoli negli ultimi vent’anni abbia dato spazio a tanti giovani, permettendo loro di crescere. Ma in questo momento Lucca deve crearsi le condizioni per dimostrare di valere questa maglia".