Valentina De Laurentiis, Executive Board Member e responsabile del merchandising, licensing e brand development della SSC Napoli, ha rilasciato un'intervista a Il Napolista. Ecco le sue parole: "Andare in profondità e vedere passaggio dopo passaggio, capire da dove nascono le cose, dove sono le radici, per me è fondamentale. Non vivo di strategia, vivo di sensazioni. Vivo di tutto quello che sono i simboli che la vita mi dà. Certo, non è facile ogni anno avere delle idee che restino allineate con il popolo napoletano. Però ho anche una connessione molto forte con loro, quindi l’energia che loro hanno me la trasmettono e so esattamente dove andare. Ogni maglia deve connettere il tifoso a quello che compra. Quando decido di mettere il golfo, il Vesuvio, i simboli, il caffè, un napoletano che sia a Napoli o che sia in giro per il mondo, deve avere la sensazione di trovare un po’ di Napoli in queste maglie. Non è che qualcuno mi ha detto ‘metti Napoli’. Molti sconsigliavano di rappresentare il Vesuvio su una maglia, io l’ho messo ed è stata una delle maglie più apprezzate. Però mi importa molto mettere Napoli, perché Napoli ha tanto da raccontare. Da quest’anno cominciamo un percorso per focalizzarci sulle comunità più grandi di napoletani. Sarà un percorso di anni con la maglia Away in qualche modo connessa ai paesi con le maggiori comunità di napoletani. E parlerà a tutti, perché Napoli oggi è molto attraente. Napoli è diventata la città che tutti scelgono per la moda, per la pubblicità e per operazioni prestigiose come l’America’s Cup. L’unica cosa che mi spaventa è la sovraesposizione con il rischio di perdere quell’autenticità, tradizione e quei sapori, quegli odori che comunque Napoli è”. "Il fatturato conta e stiamo molto attenti ai dati”, spiega Valentina De Laurentiis. “I numeri però sono la conseguenza di ciò che costruisci e oggi non mi sorprende che la maglia 2026-2027 stia vendendo molto di più rispetto a quella dello scorso anno che aveva lo scudetto sul petto. Se non fossi qui nello store durante la preparazione, non capirei. Riceviamo critiche e apprezzamenti, suggerimenti, teniamo d’occhio le scelte dei più giovani. Ci sono miriadi di informazioni interessanti per noi che dal tavolo di una scrivania non riusciresti a cogliere (...) noi possiamo lavorare anche 18 ore al giorno, le vere preoccupazioni nella vita sono altre. Qui ci divertiamo”.
di Napoli Magazine
31/07/2026 - 12:31
Valentina De Laurentiis, Executive Board Member e responsabile del merchandising, licensing e brand development della SSC Napoli, ha rilasciato un'intervista a Il Napolista. Ecco le sue parole: "Andare in profondità e vedere passaggio dopo passaggio, capire da dove nascono le cose, dove sono le radici, per me è fondamentale. Non vivo di strategia, vivo di sensazioni. Vivo di tutto quello che sono i simboli che la vita mi dà. Certo, non è facile ogni anno avere delle idee che restino allineate con il popolo napoletano. Però ho anche una connessione molto forte con loro, quindi l’energia che loro hanno me la trasmettono e so esattamente dove andare. Ogni maglia deve connettere il tifoso a quello che compra. Quando decido di mettere il golfo, il Vesuvio, i simboli, il caffè, un napoletano che sia a Napoli o che sia in giro per il mondo, deve avere la sensazione di trovare un po’ di Napoli in queste maglie. Non è che qualcuno mi ha detto ‘metti Napoli’. Molti sconsigliavano di rappresentare il Vesuvio su una maglia, io l’ho messo ed è stata una delle maglie più apprezzate. Però mi importa molto mettere Napoli, perché Napoli ha tanto da raccontare. Da quest’anno cominciamo un percorso per focalizzarci sulle comunità più grandi di napoletani. Sarà un percorso di anni con la maglia Away in qualche modo connessa ai paesi con le maggiori comunità di napoletani. E parlerà a tutti, perché Napoli oggi è molto attraente. Napoli è diventata la città che tutti scelgono per la moda, per la pubblicità e per operazioni prestigiose come l’America’s Cup. L’unica cosa che mi spaventa è la sovraesposizione con il rischio di perdere quell’autenticità, tradizione e quei sapori, quegli odori che comunque Napoli è”. "Il fatturato conta e stiamo molto attenti ai dati”, spiega Valentina De Laurentiis. “I numeri però sono la conseguenza di ciò che costruisci e oggi non mi sorprende che la maglia 2026-2027 stia vendendo molto di più rispetto a quella dello scorso anno che aveva lo scudetto sul petto. Se non fossi qui nello store durante la preparazione, non capirei. Riceviamo critiche e apprezzamenti, suggerimenti, teniamo d’occhio le scelte dei più giovani. Ci sono miriadi di informazioni interessanti per noi che dal tavolo di una scrivania non riusciresti a cogliere (...) noi possiamo lavorare anche 18 ore al giorno, le vere preoccupazioni nella vita sono altre. Qui ci divertiamo”.