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G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Napoli, un solo uomo al timone"
13.02.2021 15:26 di Napoli Magazine

NAPOLI - Un solo uomo al timone, Ringhio Rino Gattuso, lui solo contro tutti, abbandonato a se stesso sul fronte interno e sul fronte della Torcida, divisa e disunita, manovrata e istigata fino all’eccesso da smanie e arroganze diffuse senza riserve e senza tener conto degli interessi che ballano. Rino non ringhia più, qualcuno ha sostenuto che le sue urla non sono gradite dagli azzurri e lui poco per volta si è cucito la bocca, da tempo salta la conferenza pre-partita. Un velo sul cuore e davanti agli occhi, la battaglia contro Gattuso ha finanche fatto passare in secondo piano l’antica supersfida con la Vecchia Signora che ha aggiornato i ranghi e la panchina ma che non ha cambiato le sue sfrontate abitudini, capacità e voglia di vincere ad ogni costo, senza guardare in faccia a niente ed a nessuno, proprio quello che manca al team di capitan Insigne: forza, carattere e personalità. Il nuovo tecnico bianconero in carica dall’inizio stagione, di solito piuttosto taciturno e misurato, e grande compagno di viaggio di Gattuso nel calcio di qualche tempo fa, ha parlato senza riserve: “A Napoli si va per vincere”, forte del rilancio della sua Juve scaturito anche in gran parte dalla vittoria della Supercoppa, a spese degli azzurri. Roba da mangiarsi le mani, ripensando al match di andata che non si è giocato. Il Napoli l’avrebbe strapazzata eccome la Madama che invece adesso sbarca al “Maradona” convinta di portarsi via i tre punti, senza faticare nemmeno troppo. Difatti quella che una volta era la “partitissima” della stagione per gli azzurri e per la sua Torcida, adesso è diversa in tutti i suoi denominatori: quella di stasera non è ad armi pari, Napoli-Juve ha perso i suoi abituali connotati e si presenta con i difetti e le emergenze di casa azzurra che tutti conosciamo. Per dirla alla Gattuso, annusando l’aria che si respira nell’ambiente napoletano, non c’è quel clima da battaglia avvincente che in altre circostanze ha rinforzato l’anima e il cuore della squadra, superando ostacoli e problematiche. Adesso no, adesso ci sono i Dayak, i tagliatori di testa del Borneo travestiti d’azzurro che hanno preso di mira il “capoccione” di Gattuso, contribuendo fortemente alla destabilizzazione di un ambiente inquinato già da per sé, mentre il club tace anziché schierarsi in prima linea per tutelare i suoi stessi interessi: purtroppo in giro si continua a parlare solo di Benitez, di Italiano, di De Zerbi, di Juric e di Mazzarri, senza soluzioni di continuità. E Madama cosa fa?, la Juve si compiace e ringrazia. Ma si può?

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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