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GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Squadra completa, un organico di levatura, insomma: 'o Napule è"
25.06.2020 17:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Era una prova importante, quella di Verona, ed è stata superata in scioltezza. Il rischio di sentirsi appagati per la conquista della coppa Italia (càpita, e però m'ero dimenticato della capacità del Ringhio di stare sempre sul pezzo), la difficoltà di incontrare una squadra tosta e vera come quella guidata da Juiric che, se vogliamo è l'autentica rivelazione-novità del campionato. E niente, prova insidiosa in casa di Giulietta che, pare, abbia perfino applaudito dimentica di quel lontano giorno in cui a Napoli misero in discussione la sua onestà. Ero curioso di vedere come sarebbe stata imbrigliata la tosta verve di Amrabat, centrocampista che mi piace tanto. Limitato ed imbrigliato nel suo solito incedere e nella creatività. Per una volta, ho pensato che Amrabat avrebbe avuto bisogno del sostegno di Cicì e Cocò e magari gli azzurri li avrebbero sistemati tutti e tre sul comò. In terra scaligera s'è avuta la riprova che il Napoli sia ricco di qualità, di forza nei garretti, di imprevedibilità. La grande capacità di Ringhio mi pare che sia quella di far salire tutti i componenti della rosa sulla giostra. Li sceglie a seconda dello stato di forma, li cura, non dimentica alcuno. E così accade che tutti si sentano parte integrante del progetto. E tutti aspettano il loro momento con pazienza e quando sono chiamati a salire sulla giostra, si divertono e divertono. Buon ultimo Lozano Messico e nuvole che, devo dire la verità, m'ero perfino dimenticato che stesse ancora in rosa. Ed eccolo entrare e segnare di testa mettendo il risultato in cassaforte. La prima rete l'aveva siglata Milik che Gennarino ha lanciato nella mischia, titolare, preferendolo addirittura a Mertens detto Ciro, il belga di tutti i gol, specie quelli impossibili. Ed il ritorno di Maksimovic a livelli di assoluta eccellenza, ne vogliamo parlare? Oscurato il ricordo di un centrale vi valore europeo qual è Manolas il greco. Insieme con il Koulibaly di sempre, cioè un gigante, il centralone serbo costituisce una diga pressoché insuperabile, come ha dovuto constatare perfino CR7. Ma c'è un giocatore che più di tutti mi sta meravigliando. Oddio, si tratta pur sempre di un campione, ma è del tutto cambiato sotto la guida di Gennarino. Mi riferisco a Lorenzo Insigne che sta giocando come si fa soltanto in paradiso: ha aggiunto concretezza alla sua nota classe, garretti solidi e capacità fisica di giocare sino all'ultimo istante con lucidità e spirito di sacrificio. Non so, forse è una mia impressione ma da un po' a questa parte mi pare che abbia acquistato perfino una maggiore velocità di base. E va bene che piccolo è bello e sono un po' di parte! Squadra completa, un organico di levatura. A cominciare dai portieri. Credo che nessuna squadra del campionato abbia due numeri uno che si equivalgono pur nelle loro diversità: gatto Ospina che di piedi gioca meglio di tanti giocatori che non si esibiscono tra i pali e lo statuario Meret che giudico l'erede di Buffon. Continuerà la marcia azzurra in campionato, ne sono certo, e sarà un bel vedere il ritorno di Champions a Barcellona. Insomma: 'o Napule è.

 

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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