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MISTER Z - Napoli, obiettivi chiari per una squadra sempre più ambiziosa
27.09.2022 23:48 di Napoli Magazine

NAPOLI - Partiamo da un presupposto: il Napoli ha una rosa ampia e competitiva che può sostenere, probabilmente meglio di tutte le altre squadre del campionato italiano, uno stress psicofisico non indifferente. E allora non deve far paura il tour de force che attende gli azzurri i quali, a partire da sabato prossimo, saranno chiamati a giocare ben 12 partite, in meno di un mese e mezzo. Poi arriverà la sosta di quasi due mesi, durante la quale si disputeranno i Campionati del Mondo in Qatar, che pure vedranno protagonisti alcuni giocatori di Spalletti. E quando riprenderà il campionato (il 4 gennaio del prossimo anno) si dovrà ricominciare daccapo, avendo aggiornato e rifinito ‘su misura’ la preparazione atletica che servirà per arrivare fino in fondo alla stagione. Gli incidenti capitati prima a Demme e poi a Osimhen e a Politano hanno dimostrato - e stanno ancora dimostrando - che le possibilità che si offrono a Spalletti di utilizzare giocatori che non si possono certamente definire riserve ma, semmai, semi titolari, consentono di non abbassare in maniera letale il tasso tecnico-tattico della squadra, a dispetto degli infortuni e delle ineludibili necessità di turnover. L’abbondanza di materiale umano sposta allora i termini del problema: per il Napoli il pericolo maggiore non viene dall’uso eccessivo dei muscoli dei suoi calciatori, quanto piuttosto dalla necessità di adeguarsi a una condizione psicologica, quella del battistrada, che può essere un grosso pericolo dal quale è indispensabile guardarsi con molta attenzione. Tra le 12 gare che la squadra dovrà affrontare fino a metà novembre ce ne sono alcune oggettivamente difficili e delicate (i primi due appuntamenti di Champions ad Amsterdam e al Maradona con l’Ajax, in particolare) e anche gli appuntamenti di campionato del 23 ottobre a Roma con i giallorossi e del 5 novembre a Bergamo con l’Atalanta. Ce ne sono però diverse altre che sulla carta possono sembrare meno impegnative e nascondono invece insidie da tenere bene in evidenza. Non dimentichiamo il pareggio interno con il Lecce e la vittoria raggiunta in extremis in casa con lo Spezia. Il Napoli negli ultimi anni ha sempre sofferto con le avversarie meno qualificate, soprattutto se affrontate in casa. La squadra, quando deve scardinare un catenaccio o se si trova di fronte un gruppo molto aggressivo che pratica asfissianti marcature a uomo sia in difesa che a centrocampo (come il Torino di Juric…), perde la bussola, non riesce ad essere fino in fondo presente a se stessa e trova difficoltà a indovinare la strada della porta. Insomma servono da un lato un turnover ragionato e senza eccessi e dall’altro la massima concentrazione per puntare ai due traguardi che sono a portata di mano e che possono essere raggiunti prima della sosta: il mantenimento della prima posizione in classifica in campionato e la qualificazione (possibilmente da primi) agli ottavi di finale di Champions. Obiettivi chiari per una squadra ambiziosa. Quel che è certo è che a Spalletti in questo mese e mezzo non mancherà il lavoro.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine 

 

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