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PRESS CONFERENCE - Napoli, Aurelio De Laurentiis: "Futuro? Calma, occhio al bilancio", Conte: "Ambiente poco unito, sono stati due anni bellissimi"
24.05.2026 21:09 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte hanno parlato in Press Conference dopo la vittoria del Napoli contro l'Udinese. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine".

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli: "Conte un mese fa mi ha detto se ci potevamo vedere e incontrarci. La nostra amicizia e' iniziata alle Maldive una quindicina di anni fa. Poi ci siamo sentiti per un nutrizionista. Gli ho detto: il Napoli non puo' essere il PSG, il Real Madrid, il Bayern Monaco e le 5 squadre inglesi. Noi dobbiamo rispettare certi budget. Non possiamo andare oltre. Poi ci si mette anche il ministro dello Sport, poi ci si mette anche Giorgetti. E' possibile che il governo italiano e' cosi' miope da disattendere 28 milioni di persone? Senza gli infortuni avremmo vinto il campionato. Napoli è casa di Conte. La Nazionale? Sara' un problema di Malagò. Conte puo' venire ai Mondiali a vedere le partite. Futuro? Calma, ci si puo' ripensare. Quando Conte dira' che il dado e' tratto. Il problema non e' tanto cosa fara' il Napoli, ma come va rifondato il calcio italiano. L'ho detto a Malago'. Non e' un problema da nulla. Potrebbe anche accadere che la Lega Calcio decida di uscire dalla Federazione, come in Inghilterra. Lotito controllava anni fa anche i voti della B, ma perche' dobbiamo fare un campionato a destra e uno a sinistra della classifica. Si invento' il paracadute. Guardate il campionato inglese, i livelli delle squadre sono alti. Il governo inglese ha investito un miliardo e mezzo di sterline. Gli americani c'erano pure nel 2017 con un'offerta di 900 milioni di dollari. Poi c'e' stato il covid. E nel 2021 gli arabi offrirono 3 miliardi e mezzo per prendere pure la Filmauro. E poi io che facevo? Il problema e' di capire se un successore puo' gestire un'impresa. Ho combattuto col sindaco sempre, che e' juventino, che rivuole lo stadio il giorno dopo pulito il giorno dopo la gara. Ho detto a Fico di non dare i soldi al Comune per ristrutturare lo stadio altrimenti non investo piu' un euro nel Napoli. Il Kuwait e' interessato ad investire in un nuovo stadio. A Napoli si pensa sempre a tirare a campare. Devo vedere pure cosa accadra' con le altre squadre. A mischiare le carte siamo parecchi. Non sempre uno la fa da padrone. Dobbiamo vedere una quadrilateralità".

Antonio Conte, allenatore del Napoli: "Dopo Bologna, quello che ho avvertito e denunciato a livello giornalistico c'erano delle cose che non tornavano. Io non intendo mai fare campionati anonimi. Ero pronto anche a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non era entrato in sintonia col gruppo. Ci siamo parlati molto chiari. Ci sono momenti in cui bisogna essere giusti e veri. Ho detto che dovevamo remare col vento contro. Un mese fa ho chiamto il presidente e non ho voluto sapere niente. Ho percepito che il mio percorso stava per terminare. Non era un ridimensionamento. Su Napoli non sono riuscito a compattarvi. Se non si porta compattezza nell'ambiente non si riesce a combattare contro gli altri. Napoli non ha bisogno di avere dei falliti che scrivono per ottenere likes. Napoli ha bisogno di avere gente seria e non di chi e' negativo e nocivo. Ho fallito da questo punto di vista. Ho alzato le mani, ci ho messo la faccia su tutto. Quando le cose non possono essere cambiate, resta il prestigio di aver allenato Napoli. Ho potuto conoscere la citta' sotto tutti gli aspetti. Ancelotti non ha vinto. Bisogna fare comunque i complimenti all'Inter. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri, l'Inter ha meritato con e senza infortuni. Sono stati due anni fantastici. Mi auguro che questo possa dare la spinta ai falliti per redimersi. Se non si e' compatti, non si va da nessuna parte. Io ho trovato un gruppo traumatizzato dal punto di vista psicologico. Ringrazio il presidente, è stata un'esperienza stupenda. Il presidente mi ha detto pure che se ci ripensavo sarebbe stato a mia disposizione. La Nazionale? Si parla di chiacchiere. Mi ricordo benissimo cosa dissi sulla Nazionale: se fossi presidente della Figc ci metterei tra i vari candidati anche Conte. Si è fatto anche il nome di Guardiola per la Nazionale. Al momento non c'e' niente, non so se ci sara' in futuro. Ci sono i fondi per prendere Guardiola? Non so cosa accadra' in futuro. Posso stare a riposarmi e vado da ADL a Los Angeles. L'Arsenal ha investito piu' di tutte le inglesi in questi due anni. Accettando di venire a Napoli, pensavo di poter godere a livello di risultato. Mi sono reso conto che la mia persona sposta ambizioni, parametri e aspettative. Sono arrivato dopo un decimo posto e mi hanno detto che dovevo vincere lo scudetto. Quest'anno dovevamo vincere la Champions. Ho dovuto girare la manovella a duemila. Mi ha tolto tante energie. Sono contento di quello che abbiamo fatto. Abbiamo fatto qualcosa di storico come ai tempi di Maradona. E' il miglior augurio che posso fare ai tifosi. Il giorno piu' bello? Quando abbiamo vinto lo scudetto e quando abbiamo festeggiato con i nostri tifosi. Nella mia carriera ho vinto qualcosa, ma non e' mai stata festeggiata come a Napoli. Napoli ha bisogno di compattezza dell'ambiente, di gente che vuole bene a Napoli veramente. Il momento piu' brutto? Bologna non e' stato un bel momento. Vedere che dopo un anno puo' andare tutto in frantumi non e' stato bello. C'erano due strade da prendere: o fare lo scemo, far finta di niente o sollevare il problema. Abbiamo vinto una Supercoppa, siamo arrivati secondi. Non me l'aspettavo cosi' complessa quest'annata".

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NAPOLI - Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte hanno parlato in Press Conference dopo la vittoria del Napoli contro l'Udinese. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine".

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli: "Conte un mese fa mi ha detto se ci potevamo vedere e incontrarci. La nostra amicizia e' iniziata alle Maldive una quindicina di anni fa. Poi ci siamo sentiti per un nutrizionista. Gli ho detto: il Napoli non puo' essere il PSG, il Real Madrid, il Bayern Monaco e le 5 squadre inglesi. Noi dobbiamo rispettare certi budget. Non possiamo andare oltre. Poi ci si mette anche il ministro dello Sport, poi ci si mette anche Giorgetti. E' possibile che il governo italiano e' cosi' miope da disattendere 28 milioni di persone? Senza gli infortuni avremmo vinto il campionato. Napoli è casa di Conte. La Nazionale? Sara' un problema di Malagò. Conte puo' venire ai Mondiali a vedere le partite. Futuro? Calma, ci si puo' ripensare. Quando Conte dira' che il dado e' tratto. Il problema non e' tanto cosa fara' il Napoli, ma come va rifondato il calcio italiano. L'ho detto a Malago'. Non e' un problema da nulla. Potrebbe anche accadere che la Lega Calcio decida di uscire dalla Federazione, come in Inghilterra. Lotito controllava anni fa anche i voti della B, ma perche' dobbiamo fare un campionato a destra e uno a sinistra della classifica. Si invento' il paracadute. Guardate il campionato inglese, i livelli delle squadre sono alti. Il governo inglese ha investito un miliardo e mezzo di sterline. Gli americani c'erano pure nel 2017 con un'offerta di 900 milioni di dollari. Poi c'e' stato il covid. E nel 2021 gli arabi offrirono 3 miliardi e mezzo per prendere pure la Filmauro. E poi io che facevo? Il problema e' di capire se un successore puo' gestire un'impresa. Ho combattuto col sindaco sempre, che e' juventino, che rivuole lo stadio il giorno dopo pulito il giorno dopo la gara. Ho detto a Fico di non dare i soldi al Comune per ristrutturare lo stadio altrimenti non investo piu' un euro nel Napoli. Il Kuwait e' interessato ad investire in un nuovo stadio. A Napoli si pensa sempre a tirare a campare. Devo vedere pure cosa accadra' con le altre squadre. A mischiare le carte siamo parecchi. Non sempre uno la fa da padrone. Dobbiamo vedere una quadrilateralità".

Antonio Conte, allenatore del Napoli: "Dopo Bologna, quello che ho avvertito e denunciato a livello giornalistico c'erano delle cose che non tornavano. Io non intendo mai fare campionati anonimi. Ero pronto anche a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non era entrato in sintonia col gruppo. Ci siamo parlati molto chiari. Ci sono momenti in cui bisogna essere giusti e veri. Ho detto che dovevamo remare col vento contro. Un mese fa ho chiamto il presidente e non ho voluto sapere niente. Ho percepito che il mio percorso stava per terminare. Non era un ridimensionamento. Su Napoli non sono riuscito a compattarvi. Se non si porta compattezza nell'ambiente non si riesce a combattare contro gli altri. Napoli non ha bisogno di avere dei falliti che scrivono per ottenere likes. Napoli ha bisogno di avere gente seria e non di chi e' negativo e nocivo. Ho fallito da questo punto di vista. Ho alzato le mani, ci ho messo la faccia su tutto. Quando le cose non possono essere cambiate, resta il prestigio di aver allenato Napoli. Ho potuto conoscere la citta' sotto tutti gli aspetti. Ancelotti non ha vinto. Bisogna fare comunque i complimenti all'Inter. Bisogna riconoscere la vittoria degli altri, l'Inter ha meritato con e senza infortuni. Sono stati due anni fantastici. Mi auguro che questo possa dare la spinta ai falliti per redimersi. Se non si e' compatti, non si va da nessuna parte. Io ho trovato un gruppo traumatizzato dal punto di vista psicologico. Ringrazio il presidente, è stata un'esperienza stupenda. Il presidente mi ha detto pure che se ci ripensavo sarebbe stato a mia disposizione. La Nazionale? Si parla di chiacchiere. Mi ricordo benissimo cosa dissi sulla Nazionale: se fossi presidente della Figc ci metterei tra i vari candidati anche Conte. Si è fatto anche il nome di Guardiola per la Nazionale. Al momento non c'e' niente, non so se ci sara' in futuro. Ci sono i fondi per prendere Guardiola? Non so cosa accadra' in futuro. Posso stare a riposarmi e vado da ADL a Los Angeles. L'Arsenal ha investito piu' di tutte le inglesi in questi due anni. Accettando di venire a Napoli, pensavo di poter godere a livello di risultato. Mi sono reso conto che la mia persona sposta ambizioni, parametri e aspettative. Sono arrivato dopo un decimo posto e mi hanno detto che dovevo vincere lo scudetto. Quest'anno dovevamo vincere la Champions. Ho dovuto girare la manovella a duemila. Mi ha tolto tante energie. Sono contento di quello che abbiamo fatto. Abbiamo fatto qualcosa di storico come ai tempi di Maradona. E' il miglior augurio che posso fare ai tifosi. Il giorno piu' bello? Quando abbiamo vinto lo scudetto e quando abbiamo festeggiato con i nostri tifosi. Nella mia carriera ho vinto qualcosa, ma non e' mai stata festeggiata come a Napoli. Napoli ha bisogno di compattezza dell'ambiente, di gente che vuole bene a Napoli veramente. Il momento piu' brutto? Bologna non e' stato un bel momento. Vedere che dopo un anno puo' andare tutto in frantumi non e' stato bello. C'erano due strade da prendere: o fare lo scemo, far finta di niente o sollevare il problema. Abbiamo vinto una Supercoppa, siamo arrivati secondi. Non me l'aspettavo cosi' complessa quest'annata".