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IN VETRINA
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, si può fare!"
15.09.2021 18:07 di Napoli Magazine

NAPOLI - Tre turni soltanto, d'accordo, tutto è ancora in ballo. Ma senza dubbio si può affermare che il primo campionato con il calendario asimmetrico promette succose novità. E' in atto una piccola rivoluzione, basta leggere la classifica per trovare l'asimmetria più eloquente: la Juve cannibale di qualche anno fa, laggiù in fondo, un misero punto nel carniere. Ricacciata in soffitta da un Napoli spumeggiante e padrone del gioco. Una vittoria che sa anche di buona sorte - non guasta mai - considerato l'errore sesquipedale - roba da psicologo - di Kean. E però, lì in agguato c'era Koulibaly, sempre più possente, sempre più lucido, sempre più leader. Una conclusione, la sua, semplicissima ma beneaugurante, vale quel gol sontuoso di testa allo Stadium di tre anni fa e che avvicinò gli azzurri allo scudetto che venne poi dimenticato in albergo. Era il Napoli del comandante Sarri. Ora a guidarlo c'è un semplice sergente di ferro che aspira a diventare capitano, l'uomo di Certaldo che spesso guarda a terra e non ha bisogno di urlare qualcosa ai suoi, perché già sa che stanno facendo quanto da lui richiesto negli allenamenti che preparano, simulano, la partita che verrà. Infonde sicurezza e tranquillità al gruppo, doti che aiutano a superare i momenti di difficoltà che càpitano in ogni match. E poi, la sapienza nei cambi che spesso non sono frutto di un uomo per un altro, bensì un uomo che possa dettare una variante tattica. Credo che anche una Juve con qualche titolare in più non avrebbe fatto meglio al cospetto di un avversario sempre padrone del campo, facitore continuo di gioco, proteso alla ricerca del risultato pieno. Non l'avevo mai visto giocare Anguissa: sì è rivelato un mediano con i fiocchi, una pedina che sarà fondamentale nella linea mediana azzurra. Un acquisto doc che va a completare una rosa di tutto rispetto. Spalletti ha a disposizione due "undici", entrambi di livello eccelso. E in fin dei conti mi sembrano a volte pretestuose ed eccessive le critiche rivolte a Mario Rui che è pur sempre un nazionale portoghese. Lassù: Napoli, Milan e Roma. S'è sganciata l'Inter campione - stavolta l'effetto CoLa c'è stato solo a metà - affrontata a viso aperto da una bella Sampdoria con l'ex Candreva in grande spolvero. Notevole impressione ha suscitato il Milan: per tenuta atletica, gioco fluido e ritrovate stelle: Leao e Ibra. Più un Tonali un po' Gattuso ed un po' Pirlo (quando giocavano, eh). Domenica prossima, questo Milan potrebbe gettare nella disperazione più totale la Vecchia Signora: una classica da non perdere. Roma città ha visto svanire la Lazio (Sarri surclassato da Pioli) e stava per perdere in vetta anche la Roma, tornata in auge in extremis grazie alle virtù del callipigio Mourinho in una contesa che avrebbe meritato di perdere. Gran bel giocatore quel Boga che era stato nel mirino del Napoli. Auguri alla banda Spalletti per l'esordio in coppa a Leicester. Si può fare.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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