NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "La FIGC ha introdotto dal 2015 una serie di parametri oggettivi, al fine di monitorare la salute economica dei club e garantire l'equilibrio finanziario, specialmente durante le sessioni di calciomercato. Il più noto è l’indicatore di liquidità, un parametro finanziario che misura lo stato di salute dei club professionistici ed è utilizzato, come recitano le Norme Organizzative Interne Federali, "per determinare l'eventuale carenza finanziaria. Si calcola mediante il rapporto fra le attività correnti (crediti a breve, cassa, disponibilità liquide) e le passività correnti (debiti a breve scadenza, stipendi, tasse da pagare, etc.). Negli anni il valore di questo rapporto è cresciuto, aumentando di anno in anno la soglia di riferimento:
Stagione 2022/2023: 0,5.
Stagione 2023/2024: 0,6.
Stagione 2024/2025: 0,7.
Stagione 2025/2026: 0,8.
Se il valore è uguale o superiore a 0.8, significa che il club ha risorse sufficienti per far fronte ai debiti a breve termine. Se è inferiore a quell'indice, il club non è in grado di coprire i propri impegni economici immediati. Ciò determina una sorta di blocco sul mercato perché chi non riesce a raggiungere l'indice minimo non può registrare nuovi contratti, perché considerato senza la liquidità sufficiente e quindi a rischio di aggravare la propria situazione finanziaria. A partire dalla stagione 2025/2026 la FIGC ha previsto più controlli COVISOC (da 2 a 4 all’anno) e un percorso di sostenibilità economica fino al 2030. Tra le principali novità per la Serie A è stato introdotto, in sostituzione di quello di liquidità, un nuovo indicatore, basato sul costo del lavoro complessivo. Inoltre i club che ricorreranno a strumenti di ristrutturazione del debito andranno incontro al blocco del mercato. Gli obblighi su stipendi e versamenti fiscali saranno verificati ogni due mesi.
Il nuovo indicatore è stato introdotto in linea con il modello di riferimento UEFA, presente già in altre federazioni come la Premier League, che prevede tre parametri fondamentali: la solvibilità, con controlli regolari sulle posizioni debitorie scadute; la stabilità, con limiti di perdita netta fissati a 5 milioni (e un tetto massimo aggregato di 60 milioni), oltre a un miglioramento del patrimonio netto del 10%; e infine il controllo dei costi, con il rapporto tra spese per il personale e ricavi fissato al 70% per la stagione 2025/26.
La vera novità è rappresentata dal sostituire l’indicatore di liquidità, parametro puramente finanziario (Crediti/Debiti), con il Squad cost rule, indicatore puramente economico (Costi/Ricavi)
Lo Squad cost rule è il rapporto tra ricavi e spese della prima squadra. Comprende il rapporto tra ricavi, derivanti da diritti TV, attività commerciale e plusvalenze considerate sulla media triennale, ed i costi derivanti da ingaggi della prima squadra e dello staff tecnico, dall’ammortamento dei cartellini dei calciatori e delle commissioni agli agenti.
Per il Napoli ha un’incidenza significativa nel calcolo dell’indicatore l’importo degli ammortamenti (costo solo figurativo) in quanto da anni la società ha optato per l’ammortamento anticipato, che consente di accantonare un importo maggiore nei primi due anni.
Infatti se si confrontano i dati con le principali società, si rileva che il Napoli ha il maggior “costo del personale allargato” pur non essendo quella con gli stipendi maggiori. Infatti:
- Napoli ha un costo totale di 240 mln, di cui ammortamenti 130 mln+ stipendi lordi 110 mln,
- Juventus ha un costo totale di 235 mln, di cui ammortamenti 112 mln + stipendi8 lordi 123,
- Milan ha un costo totale di 197 mln, di cui ammortamenti 93 mln + stipendi lordi 104 mln,
- Inter ha un costo totale di 194 mln, di cui ammortamenti 53 mln + stipendi lordi 141 mln.
E’ importante considerare il periodo di riferimento del calcolo dell’indicatore, ovvero la cadenza trimestrale. Per questa finestra di calciomercato il riferimento è al 30 settembre, quindi per il prosieguo dell’anno si può recuperare con l’adozione dei correttivi previsti dalla normativa, ossia immissione di capitali.
Infine, seppur condividendo l’introduzione dell’indicatore Squad cost rule per misurare le performance economiche delle squadre di calcio per una sostenibilità loro e del sistema, si rileva in questa prima applicazione una sorta di incongruità, non considerando altri parametri finanziari adottati negli ultimi dieci anni. In particolare gli indicatori finanziari rilevano dati oggettivi generati dalla gestione, in questo nuovo indicatore economico incide la scelta della politica degli ammortamenti, che non è facile da modificare da un anno all’altro.
Si evidenzia che se fosse rimasta l’applicazione del precedente indicatore di liquidità il Napoli non avrebbe avuto alcun problema.
Si spera per il futuro una maggiore attenzione nell’individuazione da parte degli organi federali di idonei indicatori di performance, sia patrimoniali che economico-finanziari, che consentano una parità di valutazione/trattamento per tutte le società interessate.
Ad oggi il Napoli che ha il bilancio sano, con un significativo equilibrio patrimoniale-economico-finanziario, si vede penalizzato ad operare sul mercato rispetto ad altre società con deficit economico-finanziari rilevanti".
di Napoli Magazine
02/01/2026 - 14:28
NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "La FIGC ha introdotto dal 2015 una serie di parametri oggettivi, al fine di monitorare la salute economica dei club e garantire l'equilibrio finanziario, specialmente durante le sessioni di calciomercato. Il più noto è l’indicatore di liquidità, un parametro finanziario che misura lo stato di salute dei club professionistici ed è utilizzato, come recitano le Norme Organizzative Interne Federali, "per determinare l'eventuale carenza finanziaria. Si calcola mediante il rapporto fra le attività correnti (crediti a breve, cassa, disponibilità liquide) e le passività correnti (debiti a breve scadenza, stipendi, tasse da pagare, etc.). Negli anni il valore di questo rapporto è cresciuto, aumentando di anno in anno la soglia di riferimento:
Stagione 2022/2023: 0,5.
Stagione 2023/2024: 0,6.
Stagione 2024/2025: 0,7.
Stagione 2025/2026: 0,8.
Se il valore è uguale o superiore a 0.8, significa che il club ha risorse sufficienti per far fronte ai debiti a breve termine. Se è inferiore a quell'indice, il club non è in grado di coprire i propri impegni economici immediati. Ciò determina una sorta di blocco sul mercato perché chi non riesce a raggiungere l'indice minimo non può registrare nuovi contratti, perché considerato senza la liquidità sufficiente e quindi a rischio di aggravare la propria situazione finanziaria. A partire dalla stagione 2025/2026 la FIGC ha previsto più controlli COVISOC (da 2 a 4 all’anno) e un percorso di sostenibilità economica fino al 2030. Tra le principali novità per la Serie A è stato introdotto, in sostituzione di quello di liquidità, un nuovo indicatore, basato sul costo del lavoro complessivo. Inoltre i club che ricorreranno a strumenti di ristrutturazione del debito andranno incontro al blocco del mercato. Gli obblighi su stipendi e versamenti fiscali saranno verificati ogni due mesi.
Il nuovo indicatore è stato introdotto in linea con il modello di riferimento UEFA, presente già in altre federazioni come la Premier League, che prevede tre parametri fondamentali: la solvibilità, con controlli regolari sulle posizioni debitorie scadute; la stabilità, con limiti di perdita netta fissati a 5 milioni (e un tetto massimo aggregato di 60 milioni), oltre a un miglioramento del patrimonio netto del 10%; e infine il controllo dei costi, con il rapporto tra spese per il personale e ricavi fissato al 70% per la stagione 2025/26.
La vera novità è rappresentata dal sostituire l’indicatore di liquidità, parametro puramente finanziario (Crediti/Debiti), con il Squad cost rule, indicatore puramente economico (Costi/Ricavi)
Lo Squad cost rule è il rapporto tra ricavi e spese della prima squadra. Comprende il rapporto tra ricavi, derivanti da diritti TV, attività commerciale e plusvalenze considerate sulla media triennale, ed i costi derivanti da ingaggi della prima squadra e dello staff tecnico, dall’ammortamento dei cartellini dei calciatori e delle commissioni agli agenti.
Per il Napoli ha un’incidenza significativa nel calcolo dell’indicatore l’importo degli ammortamenti (costo solo figurativo) in quanto da anni la società ha optato per l’ammortamento anticipato, che consente di accantonare un importo maggiore nei primi due anni.
Infatti se si confrontano i dati con le principali società, si rileva che il Napoli ha il maggior “costo del personale allargato” pur non essendo quella con gli stipendi maggiori. Infatti:
- Napoli ha un costo totale di 240 mln, di cui ammortamenti 130 mln+ stipendi lordi 110 mln,
- Juventus ha un costo totale di 235 mln, di cui ammortamenti 112 mln + stipendi8 lordi 123,
- Milan ha un costo totale di 197 mln, di cui ammortamenti 93 mln + stipendi lordi 104 mln,
- Inter ha un costo totale di 194 mln, di cui ammortamenti 53 mln + stipendi lordi 141 mln.
E’ importante considerare il periodo di riferimento del calcolo dell’indicatore, ovvero la cadenza trimestrale. Per questa finestra di calciomercato il riferimento è al 30 settembre, quindi per il prosieguo dell’anno si può recuperare con l’adozione dei correttivi previsti dalla normativa, ossia immissione di capitali.
Infine, seppur condividendo l’introduzione dell’indicatore Squad cost rule per misurare le performance economiche delle squadre di calcio per una sostenibilità loro e del sistema, si rileva in questa prima applicazione una sorta di incongruità, non considerando altri parametri finanziari adottati negli ultimi dieci anni. In particolare gli indicatori finanziari rilevano dati oggettivi generati dalla gestione, in questo nuovo indicatore economico incide la scelta della politica degli ammortamenti, che non è facile da modificare da un anno all’altro.
Si evidenzia che se fosse rimasta l’applicazione del precedente indicatore di liquidità il Napoli non avrebbe avuto alcun problema.
Si spera per il futuro una maggiore attenzione nell’individuazione da parte degli organi federali di idonei indicatori di performance, sia patrimoniali che economico-finanziari, che consentano una parità di valutazione/trattamento per tutte le società interessate.
Ad oggi il Napoli che ha il bilancio sano, con un significativo equilibrio patrimoniale-economico-finanziario, si vede penalizzato ad operare sul mercato rispetto ad altre società con deficit economico-finanziari rilevanti".