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IN VETRINA
SHOW TIME - Gino Rivieccio su "NM": "In verità si erano dimenticati il pigiama e lo spazzolino"
07.11.2019 14:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Dunque proviamo a ricapitolare. Alla fine della partita col Salisburgo un gruppo di ragazzotti capitanati da Jack lo squartatore (pochi minuti prima con le sue pallonate da fuori area aveva squartato sette cartelloni pubblicitari e un paio di occhiali Ray-Ban a un fotografo), si è rivolto verso Eduardo dicendogli: “Dincell’ ‘a papà, nuje ce ne jamme a casa“. Eduardo visto l’improvviso gelo calato nello spogliatoio continuava a chiedere “Carlè  fa freddo? Fa freddo?“. E Carletto rispondeva: “Sì, Eduà fa freddo... fa freddo! Fa freddo!!! Il freddo non l’ho inventato io... l’ha inventato il padreterno con la decisione di mandarci tutti a Castel Volturno fino a domenica“. A quel punto mentre un funzionario ricordava che anche Carletto, dissociandosi pubblicamente dalla decisione di andare in ritiro, aveva contribuito a rendere i rivoltosi più focosi, la temperatura scendeva al di sotto dello zero. Intanto i tre bassotti insieme a Blek Macigno e Capitan Miki si avviavano alle rispettive “utilitarie” parcheggiate nel ventre del San Paolo con le quali sarebbero rientrati nelle loro dimore popolari a raccontare ai figli ancora svegli che non sarebbe stato giusto stare lontano da loro per altri quattro giorni. Forse qualcuno avrà pensato: “Mica noi siamo operai dell’Ilva che possiamo andare in cassa integrazione…“. Forse qualcun altro aggiungeva: “E non siamo nemmeno quelli della Whirpool che per farsi rispettare devono bloccare le autostrade e le stazioni. A noi ci devono rispettare perché siamo delle star“. Uno che gioca male anche in difesa urlava: “Io non ci voglio stare a Castel Volturno. Oltretutto io ‘a schifo ‘a mozzarella, io voglio ‘a carne, io voglio tornare da  mia moglie che me dà ‘a carne”. Tutto questo  accadeva mentre negli studi televisivi di Sky si chiedeva il rispetto dei patti contrattuali disattesi per la mancata presenza alla conferenza stampa. Nel calvario dello spogliatoio, il povero figliolo trovatosi in croce si rivolgeva al padre urlando: “Padre mio, padre mio perché mi hai abbandonato?“. Intanto il cielo si oscurava ancora di più e le tenebre della notte rievocavano altri fantasmi, quelli che si spera si riesca a scacciare da questa settimana unica nella storia del Napoli, dove si sbaglia sotto porta e dietro le quinte, dove si fa a gara per rovinare una stagione, dove ci si esercita a ridicolizzare l’immagine di una società con 93 anni di storia. Inaccettabile! E allora lasciatemi pensare che l’altra sera una pattuglia di sbrindellati si è rifiutata di andare in ritiro perché senza pigiama, mutandine pulite e spazzolino per i denti. Se farsa deve essere meglio questa che sicuramente fa ridere di più.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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