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IN VETRINA
TONI AZZURRI - Iavarone su "NM": "Ecco il Napoli prepotente!"
23.09.2019 17:12 di Napoli Magazine

NAPOLI - È uno sconsolante dejà vu. È vero che i tifosi, quando si tratta di certe faccende, hanno la memoria corta. Ma chi di calcio ne sa trarre analisi non dovrebbe soffrire della stessa malattia. In vista di una ennesima, possibile serie vincente del Napoli, mercoledì toccherà al Cagliari, poi domenica al Brescia, si torna a parlare di virtù e difetti dei vari sistemi di gioco a disposizione di Ancelotti con spensierata ignoranza, come se non avessimo alle spalle settimane e mesi di discussioni e di esperimenti. Facciamo il punto su quanto la storia della gestione “Ancelottiana” dovrebbe averci insegnato. Primo: le belle e recenti prestazioni del Napoli prendono spunto anche dalle tante soluzioni offensive che l’allenatore ha al suo arco. Di certo a sufficienza per poter mettere paura ad avversari del calibro del Liverpool e un po’ anche alla Juve (la quasi rimonta 3-4), da qui la prepotente prova contro il Lecce e in generale le cosiddette squadre non di alta classifica. Secondo: nei match più deboli il turn over pur selvaggio (a Lecce otto cambi) hanno sempre la meglio. E proprio a Lecce, il Napoli s’è riscoperto “Pirandelliano” non una sola faccia, ma centomila: “morendo” e “rinascendo” subito dopo, in ogni attimo, sempre nuovo e senza fastidi. Se non quello delle troppe palle perse. E, infatti, a inizio match il vantaggio ha tolto di impaccio il Napoli, che aveva fatto troppa fatica a trovare i giusti equilibri in mezzo al campo, con Fabian Ruiz spostato sulla destra e Insigne spesso avanzato. Ma la presenza di Llorente nel cuore della area avversaria ha permesso agli azzurri di variare gli schemi offensivi con i cross alti, su cui lo spagnolo ha avuto quasi sempre il sopravvento. Insomma, per Llorente tutto bene: prime tre presenze, un assist, 3 gol e un rigore procurato. Tutto bene anche per Ancelotti che ha provato Llorente prima punta e Milik in appoggio. Si può fare. Anche e soprattutto per Milik, così da togliergli il peso e l’impaccio di essere un “killer d’area” per forza.

 

 

Toni Iavarone
 
 
Napoli Magazine
 
 
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