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TONI AZZURRI - Iavarone su "NM": "Tra parole e aspettative"
29.04.2019 16:30 di Napoli Magazine

NAPOLI - Se una partita come questa, con la sua assenza di significati e contenuti, aveva qualcosa da dire, probabilmente é riuscita a spiegare che il Napoli é ormai una formazione di reduci. Niente di grave: avranno vinto ben poco, tuttavia se la sono goduta, ma adesso resta poco. Poche energie, poca ossatura tattica e anche poca voglia. E nonostante tutto, molti di questi ragazzi sono in grado di cavare dal loro dormiveglia numeri come i due gol inflitti a un rassegnato Frosinone. Non c’è altro in questa partita se non il gesto irrispettoso di una parte dei tifosi verso Callejon (gli hanno tirato indietro la maglia lanciata al pubblico) e i cori contro tutti: squadra, allenatore e l’immancabile ADL. Ma cos’è oggi, a campionato virtualmente concluso, questo Napoli, sospeso tra un passato che era incoraggiante ed un presente sfavorevole? Alla fine il Napoli ha lo sguardo un po’ così, come a un colloquio di lavoro quando non sai come ti é andata. Bene, ma non benissimo? Male, ma non malissimo? Beh, innanzitutto ha ragione a essere soddisfatto del secondo posto e della qualificazione Champions. Non ne ha, invece, per avere, solo per poche settimane, guardato negli occhi senza abbassarli i pluri-campioni della Juve. Ancor meno per avere sprecato le occasioni per chiudere i match risolutivi nell’ideale inseguimento alla Juve. E poi ha sciupato l’occasione Coppa Italia, contro un Milan, oggi sempre più imbarazzante. E ancora: ha segnato, suo malgrado, un solco profondo tra primo e secondo posto. E infine: ha messo insieme 14 punti in meno rispetto a un anno fa. Insomma, non é stata la stagione immaginata e promessa. Mi va di citare a questo punto un tweet del collega Gianluca Monti. Con 280 caratteri ha spiegato attese e manchevolezze del Napoli: “Noi giornalisti (non tutti) abbiamo sbagliato ad accostare in estate certi nomi al Napoli, poi il Napoli ha sbagliato la comunicazione: Ancelotti ha parlato di "squadra competitiva per lo scudetto", De La ha detto: "È il nostro CR7". Troppe parole enfatiche generano aspettative”. E forse proprio questo ha dimenticato di ricordare Ancelotti, quando ha spiegato le proprie ragioni alla vigilia del match di Frosinone. Forse perché in un bicchiere mezzo pieno si annega meglio.

 

 
 
Toni Iavarone
 
 
Napoli Magazine
 
 
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