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L'ANGOLO
ATALANTA - Gasperini: "Una partita così importante come quella contro il Napoli è l’ideale per non pensare al Real Madrid"
20.02.2021 13:40 di Napoli Magazine

BERGAMO - Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Napoli: "Una partita così importante come quella contro Napoli è l’ideale per non pensare al Real Madrid. Ci siamo dovuti riabituare ad avere una settimana senza partite. È stata una buona settimana di lavoro. Ora torniamo a giocare quattro partite di fila una dietro l'altra, ritorniamo nell'agonismo del campionato. Come affrontare il Napoli? Cerchiamo sempre di mandare in campo la miglior formazione, al netto di acciacchi e fatiche. Sarà così anche domani, poi penseremo al Real. Stiamo tutti bene, l'unico problema è Maehle. Ha preso una contusione sulla gamba, non so se riusciremo a recuperarlo per domani. Hateboer non ci sarà.Mi aspetto un buon Napoli come sempre. È una squadra forte con qualità e valori. Il fatto che abbiamo giocato due partite molto recenti ti dà qualcosa in più, sono state due buone partite. Domani sarà una terza gara, ma si ripartirà da capo. Noi abbiamo la voglia di far bene in campionato, la classifica è molto corta. Non sarà una partita decisiva, ce ne saranno altre quindici. Iniziano ad essere partite importanti. La partita di Cagliari è stata indicativa. Infortuni? A turno sta riguardando tutte le squadre, anche il Napoli ha avuto sfortuna in un certo momento. Poi vedremo domani visto che stanno recuperando parecchi elementi. Quando hai giocatori forti fuori qualcosa ti manca. Il Napoli arriva da una sconfitta? Noi arrivavamo da una sosta di nazionali, siamo stati due settimane fermi. Parecchi sono arrivati il venerdì, giocando il sabato. Adesso è una situazione diversa. Sono situazioni diverse, chi ha un carico di partite in più fa fatica. Staffetta Muriel-Zapata? Ho un po' di idee. Vi suggerirei di controllare le statistiche di Muriel, ne ha fatte 29. Lui partecipa sempre, a parte il minutaggio. È un giocatore che viene impiegato sempre, forse dopo Zapata è il più impiegato. Abbiamo sempre detto che vogliamo restare in corsa in tutto il più a lungo possibile. Siamo concentrati sul campionato. Intanto abbiamo sistemato la coppa Italia, era un obiettivo che abbiamo dichiarato. Ci ha costretto a giocare quattro settimane consecutive. Non vuol dire che questa sia stata una causa di qualche defezione, abbiamo sempre detto che vogliamo essere in corsa per tutto, con le nostre forze. A volte sento che ci si aspetta di più, ma il cammino dell'Atalanta è superiore rispetto agli altri anni. Sono soddisfatto così. Sembra che l'Atalanta stia facendo meno. La svolta non avviene in una domenica, ma con una striscia di risultati. Nel caso specifico abbiamo la testa sul Napoli. Poi se vinciamo bene, ma non è che se perdiamo non abbiamo la testa giusta. In quel momento, se dovevo scegliere, la priorità era la partita con il Napoli. Poi venivamo dalla decima partita in trenta giorni, adesso arriviamo da una settimana normale. Siamo in una situazione diversa rispetto alla sfida col Torino. Hateboer? So che i tempi sono lunghi, il giocatore ha il piede bloccato per una decina di giorni. Non credo possa recuperare prima di aprile. La Champions è una competizione difficilissima, si sono visti anche i risultati. C'è grande equilibrio, le partite sono più giocate rispetto al campionato. Lo sappiamo, poi incontreremo la più titolata al mondo. Chi gioca in quelle squadre è un giocatore di altissimo livello. Toloi arruolabile per l'Italia? È una cosa meritata, nel suo modo di essere è un leader. È un leader un po' più silenzioso, ma ha effetto sui compagni. Per noi sarebbe un successo, ma il fatto di aver preso la cittadinanza è un bene anche per la sua carriera. Analogie rispetto a un anno fa? È cambiato il mondo, l'analogia esiste perché lo scorso anno abbiamo affrontato Roma e Valencia. Ora Napoli e Real Madrid. Però stiamo a caricarci noi, a giocare in un ambiente diverso. Abbiamo giocato il mercoledì col Valencia, ma anche il sabato con la Roma c'era un gran momento di entusiasmo. Molti hanno indicato quella partita come gara che ha fatto esplodere il contagio, nessuno immaginava tutto ciò. Gara col Cagliari? Era un bel po' che non facevamo gol nei minuti finali. Abbiamo cercato fino alla fine di segnare, è un bel segnale. La squadra ha un po' di garra in più come dicono i sudamericani. Al di là della fortuna Muriel ha fatto una grande azione. La costruzione dal basso? Non è una moda, molte squadre hanno cambiato il loro modo di pressare alto. Se riesci ad uscire con un disimpegno ti crei lo spazio, il rovescio della medaglia è che diventa rischioso se perdi palla. Ognuno fa i suoi conti. Bisogna farlo bene, se riesci a uscire ottieni dei vantaggi. C'è una ricerca, che non è una moda ma un'esigenza. Ultimamente si vedono squadre che attaccano alto, proprio per questo motivo. Devi sapere fare un po' tutto. Devi saper giocare anche sulla palla lunga. Bellugi? Non l'ho conosciuto come giocatore, ho seguito la sua vicissitudine e il suo coraggio da vero atleta. Forse una volta, ma non ho ricordi particolari da avversari".

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