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L'ANGOLO
GATTUSO - L'ex compagno di squadra Amoruso: "Quando ero infortunato mi ospitò a casa sua, fossi nel Napoli continuerei con lui, ai progetti serve tempo"
24.03.2021 13:01 di Napoli Magazine

NAPOLI - A Radio Marte nel corso della trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Lorenzo Amoruso, ex calciatore ed ex compagno di squadra di Gennaro Gattuso: "Gattuso? Lui è stato uno dei primi a utilizzare l'escamotage burocratico che c'era all'epoca. Ha avuto un gran coraggio ad andare ai Rangers ma non ha buttato le mani nel vuoto. All'epoca il presidente spendeva tantissimo e c'erano anche giocatori importanti. Il primo anno che arrivai ho subito un'operazione che poi mi ha tenuto fuori 10 mesi. Ne ho dovute fare 3, mi impedirono di fare le scale. Gattuso aveva la casa a due scale, il secondo piano fu adibito a camera da letto. Ho vissuto per 40 giorni in quella casa e Rino è una persona a modo, ha ricevuto dai genitori l'educazione giusta. Il Napoli è in alto da tantissimi alti, ovviamente i tifosi vorrebbero lo Scudetto ma tante squadre vorrebbero stare al posto del Napoli. Quello che non va sottovalutato è il fatto che Gattuso è migliorato tantissimo come allenatore. Il Pisa e il Milan non giocavano così. E non sono solo i giocatori, perché loro trasportano in campo ciò che trasmette l'allenatore. Fossi il presidente del Napoli prima di mandarlo via (perché ho questa sensazione) aspetterei. Lui guarda molto al gruppo, lo mette davanti a tutto. Quanti allenatori ci sono in questo mondo che possono venire a Napoli e prendere lo Scudetto? Occorrono tanti soldi. I progetti non possono chiudersi dopo un anno o due anni, non è possibile. Il Napoli deve fare il passo in avanti ma è il più difficile di tutti, non si può fare nel giro di un anno. Chiaramente si cerca di migliorare nel corso degli anni e poi si va avanti. Se il presidente è convinto che ogni anno oppure ogni due anni un allenatore non va più bene resterà sempre a quei livelli. Bisogna capire dove arrivano le competenze reali calcistiche. La Scozia per me e per Rino è stata un trampolino di lancio. Una bellissima esperienza".

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