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MISTER Z - Napoli, si può pronunciare quella parolina magica o è presto?
14.03.2023 12:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - A 12 giornate dalla fine del campionato il Napoli, grazie alla vittoria sull’Atalanta, ha nuovamente aumentato a 18 punti il suo vantaggio sulla seconda in classifica che è ancora l’Inter. L’entusiasmo dei tifosi cresce di giorno in giorno e in molti casi sta già strabordando fino a mettere in scena fenomeni che sanno tanto di festeggiamenti (troppo?) anticipati. Non c’è ormai quartiere della città in cui non si assista per le strade allo sventolio delle bandiere. I palazzi sono tappezzati da festoni, le facce dei calciatori e di Spalletti risaltano per ogni dove, il colore azzurro predomina dappertutto. Il numero di coloro i quali – per realismo o per scaramanzia – sono fermi sulla posizione di non voler neppure pronunciare quella parolina magica che tutti sognano da 33 anni si riduce sempre di più, anche se resistono sacche di appassionati tetragoni, che non fanno sconti su questo delicato argomento. E allora è arrivato il momento di porci anche noi il problema: si può pronunciare quella benedetta parola o è meglio far finta di niente e attendere che questo frutto tanto dolce e succoso si maturi ancor di più, prima di coglierlo dalla pianta? Facciamoci aiutare dall’esame del calendario. Mancano 12 partite alla fine che aggiudicano al massimo 36 punti a chi dovesse sempre vincere da ora fino alla fine del torneo. Significa che il Napoli – avendone 18 di vantaggio - può permettersi di procurarsi esattamente la metà dei punti che deve invece totalizzare l’Inter per raggiungere gli azzurri. Perché la squadra di Simone Inzaghi agguanti quella di Spalletti c’è bisogno, ad esempio, che la prima vinca sempre fino alla fine del torneo e che la seconda perda sei partite. E’ realistico tutto ciò? Guardiamola da un’altra angolazione: al Napoli basta vincere sei partite delle 12 complessive che rimangono da giocare per festeggiare (a patto di battere l’Inter in casa anche con un solo gol di scarto). Allora guardiamo il calendario. Il Napoli deve giocare fino al 4 giugno sei partite in casa (Milan, Verona, Salernitana, Fiorentina, Inter e Sampdoria) e sei fuori (Torino, Lecce, Juventus, Udinese, Monza e Bologna). Oggettivamente c’è da essere fiduciosi. Più guardo queste tabelle e più mi vado convincendo che, tutto sommato, quelli che espongono bandiere e striscioni nonostante che il campionato si concluda soltanto fra due mesi e mezzo, non sono poi così tanto avventati. Più passano i giorni, più vedo giocare questa meravigliosa squadra e sempre di più, anche a me, viene la voglia di pronunciare quella parolina magica e, perché no, gridarla addirittura a squarciagola. In fondo sono solo tre sillabe: SCU-DET-TO. Ecco qua, mi è scappata e ora mi sento più libero e più felice.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine 

 

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