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L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Petrazzuolo: "Napoli, stop alle attenuanti, 7 sconfitte sono troppe, ora scetammece!"
07.02.2021 23:45 di Napoli Magazine

NAPOLI - Gli alibi e le attenuanti stanno a zero, sette sconfitte in campionato sono troppe. Il Napoli, tra le prime 9 in classifica, è l'unica che ha perso così tanto contro avversari certamente alla portata: al di la' dei ko contro Milan, Inter e Lazio, i 12 punti persi contro Sassuolo, Spezia, Verona e Genoa sono onestamente impossibili da digerire, considerate le occasioni costrutite con quel minimo di impegno profuso e mal sfruttate. Tutte le formazioni giocano ogni tre giorni e tutti (chi più e chi meno) hanno avuto problemi e difficoltà (ahinoi) legate al Covid. La dimostrazione la si è avuta a Genova, dove nonostante le due gravissime disattenzioni difensive, del quadrilatero Maksimovic-Manolas-Demme-Zielinski che non ha funzionato, comunque si sono registrati due pali (Petagna e Insigne), 1 gol (Politano) ed almeno 3 occasioni pericolose (Lozano, Demme, Elmas). Nei momenti di difficoltà la squadra dovrebbe rifugiarsi in automatismi collaudati ed in un credo tattico ben definito, tale da permetterle di portare a casa in ogni caso il risultato. Purtroppo al Napoli manca un'idea ben definita, spesso (principalmente quando deve tentare di ribaltare una stuazione) si affida al guizzo di Lozano, che è encomiabile in quanto ad impegno, o alla giocata del singolo (come quella che ha portato Politano al gol). In difesa, non si riesce ad avere linearita', anche negli anticipi semplici, si concede troppo agli avversari (serve un Albiol da affiancare a Koulibaly), il centrocampo e' troppo fragile e poco assortito, con Zielinski spesso chiamato a sacrificarsi in un ruolo non suo. E in attacco, con Insigne a mezzo servizio, Petagna troppo rifinitore e poco bombardiere (nonostante la traversa colpita), ci si sta affidando completamente al Chucky (a proposito, perche' richiamarlo all'infinito durante la gara se e' l'unico che non delude mai?). Di Lorenzo è encomiabile, sta tirando avanti da mesi. A Mario Rui, i cui limiti sono noti, non gli si puo' chiedere il traversone o il tiro alla Roberto Carlos: va detto che tutto sommato un rigore, per atterramento di Scamacca nel finale, se l'era pure guadagnato, ma in quanto al rendimento non vi nascondo che ho sofferto per lui quando ad un certo punto (con Insigne ancora in panchina) si insisteva sul suo lato per sviluppare l'azione offensiva. Alla vigilia della semifinale di ritorno di Coppa Italia a Bergamo contro l'Atalanta, cui seguira' la sfida di campionato al Maradona contro la Juventus, orfani di Mertens, gradirei vedere maggiore sfrontatezza. Se bisogna perdere lo si faccia almeno combattendo, ma non quando è troppo tardi! Magari anche con Osimhen in campo (senza piu' dosarlo), perchè il momento clou della stagione si avvicina e sarebbe un delitto restare col cerino in mano, impauriti e bagnati, dopo aver preso un gavettone in piena testa, pur avendo tutte le caratteristiche necessarie per far esplodere la propria creatività e superiorità tecnica. Il Napoli sulla carta può fare fuochi d'artificio ma, se continua con questa paura insita negli autogol realizzati in tutte le sette sconfitte collezionate, rischia solo di avvelenare l'esistenza dei propri supporters. Onestamente diventa difficile giustificare certe prestazioni. La questione è semplice: o si guida la barca con equilibrio, o la Champions sfugge all'orizzonte. Nell'anno in cui, con un pizzico di attenzione in piu', si sarebbe potuto vincere lo scudetto diventerebbe una delusione enorme. Speriamo proprio di no, ma scetammece do suonn'!

 

 
 
Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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