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SHOW TIME - Rivieccio su "NM": "La metropolitana arriva in ritardo? E’ colpa di Insigne! C’è traffico a Salvator Rosa? E’ colpa di Insigne!"
23.01.2021 20:01 di Napoli Magazine

NAPOLI - Uno degli sport preferiti della Napoli pallonara, è criticare Lorenzo Insigne. La metropolitana arriva in ritardo? E’ colpa di Insigne! C’è traffico a Salvator Rosa? E’ colpa di Insigne! L’ascensore del palazzo è ferma al sesto piano? La colpa è del padre di Insigne! Un vizio antico quello di screditare il conterraneo diventato ricco e popolare e che ha avuto gli antesignani in Juliano, Montefusco, Taglialatela, Coppola, Celestini fino al povero Gaetano Musella, talento incompreso “uscito dal campo” troppo presto. Lorenzo non fa eccezione. Dopo il rigore sbagliato l’altra sera nella Supercoppa Italiana, il partito dei colpevolisti si è rifatto vivo quasi non aspettasse altro. Il rigore si sa è al 30 per cento fortuna e nell’altro 70 freddezza e capacità di ingannare il portiere. Di certo non è da un penalty che si può giudicare un giocatore di smisurata vocazione che con 99 gol all’attivo in maglia azzurra, ha superato persino Josè Altafini. Per alcuni però il campione di Frattamaggiore non deve sbagliare mai, forse perché proprio di Frattamaggiore o forse perché cresciuto in una famiglia modesta che non doveva “con 4 calci al pallone“ diventare milionario in così poco tempo. Per altri un campione si vede anche dagli undici metri. Ho conosciuto realizzatori implacabili dal dischetto ma scarsissimi in ogni zolla del campo. Anche tra i miei coetanei dell’epoca, quando le partite al termine dell’orario scolastico si svolgevano su uno spiazzo polveroso di una tangenziale in costruzione, più precisamente in quello antistante l’attuale casello dei Camaldoli, c’era Pinuccio che avevamo soprannominato Kalashnikov, un po’ perché proveniente da Kalata Capodichino e un po’ perché dal dischetto era infallibile, anche se avesse avuto di fronte Dino Zoff. La porta dell’epoca era lunga quanto l’attuale casello del Telepass, ma nonostante le dimensioni contenute, Pinuccio riusciva a spiazzare il difensore avversario: palla a destra e portiere dal lato dove oggi c’è la gettoniera per la riscossione automatica. Solo una volta il pallone, colpito male per la pendenza ancora palese all’altezza dell’uscita Camaldoli, prese una strana traiettoria tanto da finire nella macelleria di via Simone Martini. Tuttavia Pinuccio era scarso in ogni settore del rettangolo di gioco. Lo potevi mettere a centrocampo, in difesa o come ala persa, il suo rendimento non superava mai la temperatura attuale di Bolzano: -3. Persino l’immenso Diego riuscì a sbagliare dei rigori ( memorabile quello a Tolosa che ci costò un’eliminazione). Eppure anche in quell’occasione ci fu chi disse: “Ma stu Diego ch’e tira a ‘ffa si nun ‘e ‘ssape tirà?! “. Oggi la vittima è Insigne che in 90 minuti copre tutti i vuoti, perfeziona la manovra, detta il passaggio, realizza gol impensabili, ma ha la “colpa” di sbagliare i rigori contro la Juve e di essere campano. E allora a questa gente prevenuta, dico: quando gioca Insigne cambiate canale, guardate un’altra partita. L’offerta televisiva è ricca: c’è la Roma, la Sampdoria, il Torino, il Crotone, Diletta Leotta con Balzaretti e semmai vi dovesse piacere un rigorista eccellente delle serie minori, scrivete alla SSC Napoli o in alternativa a Cristiano Giuntoli: le vostre segnalazioni verranno cestinate nel posto che meritano.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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