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MISTER Z
MR Z - Non è il tempo delle scuse
22.12.2020 17:02 di Napoli Magazine

NAPOLI - E’ inutile accampare scuse. Non ci nascondiamo dietro alle assenze perché finiremmo solo per farci ancora più male. Guardiamo in faccia la realtà. Il Napoli che ha perso contro un avversario modesto che è riuscito a fare solo due tiri in porta e a segnare solo due gol in una partita che avrebbe dovuto dominare e chiudere con una goleada, ha dimostrato di essere una squadra smarrita, piena di difetti strutturali che sarebbe sbagliato far finta di non vedere. Cominciamo dalla tenuta mentale dei giocatori. Si trascinano da sempre un difetto caratteriale che Gattuso con i suoi interventi e le sue sfuriate non è riuscito a correggere e nemmeno a intaccare. Il Napoli non ha forza di carattere, gioca sempre con uno stato d’animo monocorde che non muta asseconda del momento e delle condizioni. Che la squadra stia vincendo largamente o che sia sotto nel punteggio e abbia bisogno di rimontare, l’approccio è sempre lo stesso: tenero, svagato, lento, uniforme. Non c’è mai rabbia, mai visti gli azzurri azzannare gli avversari, correre con ardore, avere il sangue agli occhi. Passo cadenzato, tic e toc, tu la passi a me, io la ripasso a te… Ed è sempre così, a prescindere dall’ avversario che si ha di fronte. Se Gattuso non riuscirà a eliminare questo difetto caratteriale il cammino sarà complicatissimo. Veniamo ai problemi tecnico-tattici e ai singoli. Il gol di Immobile nasce da un’azione sulla sinistra di Marusic che è stato lasciato libero di fare ciò che voleva. Di Lorenzo si trascina un problema gravissimo che è necessario affrontare subito: si accentra sistematicamente, affiancando il centrale di destra, e lascia sguarnita la fascia, permettendo l’inserimento profondo dell’avversario. La domanda che ci si pone è questa: lo fa per adeguarsi a una disposizione dell’allenatore o perché ha una naturale tendenza e incorreggibile propensione naturale ad accentrarsi quando l’avversario attacca? In ognuno dei due casi chi deve intervenire è Gattuso, o correggendo se stesso, oppure obbligando Di Lorenzo a rimanere il più esterno possibile per evitare i guai che stanno accadendo su quel lato con preoccupante continuità. Mario Rui ha regalato un altro gol, il secondo della Lazio. Non è la prima volta che accade e probabilmente non sarà l’ultima. E inoltre sbaglia troppi passaggi, anche elementari.  La questione è seria e non può essere più sottovalutata. Ruiz è troppo lento, forse perché in uno stato di forma precario e non riesce né a fare da filtro davanti alla difesa, né a dare l’avvio con i tempi giusti all’azione di ripartenza della sua squadra. Bisogna prenderne atto. Bakayoko, a sua volta, non utilizza più le linee verticali ma tende sempre di più a girarsi una o più volte su se stesso, richiamandosi addosso un avversario e rallentando anche lui l’azione. Zielinski non riesce a trovare la posizione giusta in campo. Il doppio ruolo trequartista-terzo di centrocampo non lo vive bene e finisce per risultare poco incisivo in attacco e poco presente in mezzo al terreno di gioco. Negli ultimi tempi, poi, sta esagerando con la ricerca del tunnel all’avversario che può riuscire (è accaduto con Lazzari che si è ‘vendicato’ con un fallo da ammonizione) e può andar male. In quest’ultimo caso fa ripartire l’azione dell’avversaria e costringe se stesso e i compagni a ripiegamenti faticosissimi. Ultima considerazione sui singoli: Petagna è bravo nel far salire la squadra ma non è un finalizzatore. Le sue conclusioni sono troppo accademiche, hanno come scopo esclusivamente centrare lo specchio della porta, ma è in difficoltà se deve mirare un angolo per rendere più complicato l’intervento del portiere. Ciliegina sulla torta: gli azzurri sono mentalmente strutturati per passare il pallone dietro. Lo fanno quando serve e soprattutto quando non serve. Forse sono i retaggi delle disposizioni di gioco impartite da Sarri, anche se diversi protagonisti nel frattempo sono cambiati. Gattuso deve trovare un correttivo. E’ necessario puntare la porta in maniera più veloce e immediata. Soprattutto quando gli spazi sono chiusi, attaccanti e centrocampisti devono muoversi può velocemente e tutti assieme, altrimenti non se ne esce e il gioco stucchevole e inutile del retropassaggio continuerà ad agevolare il compito degli avversari.

 

 

Mario Zaccaria

 

Napoli Magazine

 

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