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Auto: Wsj, Ferrari brand unico tra pista e strada
11.04.2026 16:05 di Napoli Magazine
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Il Mondiale di Formula 1 è fermo ma a Maranello si lavora per colmare il più possibile il gap con le Mercedes in vista della ripresa del campionato, a inizio maggio col Gp di Miami. Le gare Oltreoceano sono da sempre importanti per la Ferrari, che ha proprio negli Usa il più importante mercato per le proprie vetture, così un successo o una bella prestazione accendono ancora di più l'entusiasmo degli appassionati del Cavallino. E il Wall Street Journal ha appena diffuso una puntata del podcast di Ben Gilbert e David Rosenthal 'Acquired' dedicata al successo del brand italiano, sempre in crescita nel fatturato e nei risultati economici, ben più brillanti di quelli della gestione sportiva, alla rincorsa da quasi due decenni di un titolo mondiale in Formula 1 anche se rinfrancato dai successi nell'Endurance. Secondo gli autori del podcast, il modello di business della Ferrari si basa su una scelta solo apparentemente semplice: produrre auto veloci, e non troppe. Molti ci hanno provato o ci provano, ma solo il Cavallino può vantare di aver venduto dalla sua fondazione solo 330.000 auto ma di avere 400 milioni di fan in tutto il mondo. Ripercorrendo la storia del Cavallino, la genesi di questa strategia risultata vincente viene attribuita da Gilbert e Rosenthal alla scelta di Gianni Agnelli di affidare la presidenza Ferrari a Luca Cordero di Montezemolo. Era il 1991, l'azienda era in difficoltà e aveva bisogno di un'idea, esplicabile così: vendere qualcosa di meno tangibile ma più prezioso di un'auto, per quanto potente e costosa, e cioè la realizzazione dei sogni d'infanzia di ogni appassionato. Seguendo questa strategia controintuitiva, sottolinenogli autori del podcast, Montezemolo gettò le basi di un nuovo tipo di azienza, "come se il lusso di Hermès si fosse fuso con la passione creata dal Manchester United". Nel 1997, la società tornò redditizia, pur producendo meno auto. e da allora, conclude l'articolo, anche se altre squadre corse possono superare le Rosse in pista e altri proprietari possono sfidare le Ferrari su strada, nessun concorrente è stato in grado di superare il brand del Cavallino.

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di Napoli Magazine

11/04/2026 - 16:05

Il Mondiale di Formula 1 è fermo ma a Maranello si lavora per colmare il più possibile il gap con le Mercedes in vista della ripresa del campionato, a inizio maggio col Gp di Miami. Le gare Oltreoceano sono da sempre importanti per la Ferrari, che ha proprio negli Usa il più importante mercato per le proprie vetture, così un successo o una bella prestazione accendono ancora di più l'entusiasmo degli appassionati del Cavallino. E il Wall Street Journal ha appena diffuso una puntata del podcast di Ben Gilbert e David Rosenthal 'Acquired' dedicata al successo del brand italiano, sempre in crescita nel fatturato e nei risultati economici, ben più brillanti di quelli della gestione sportiva, alla rincorsa da quasi due decenni di un titolo mondiale in Formula 1 anche se rinfrancato dai successi nell'Endurance. Secondo gli autori del podcast, il modello di business della Ferrari si basa su una scelta solo apparentemente semplice: produrre auto veloci, e non troppe. Molti ci hanno provato o ci provano, ma solo il Cavallino può vantare di aver venduto dalla sua fondazione solo 330.000 auto ma di avere 400 milioni di fan in tutto il mondo. Ripercorrendo la storia del Cavallino, la genesi di questa strategia risultata vincente viene attribuita da Gilbert e Rosenthal alla scelta di Gianni Agnelli di affidare la presidenza Ferrari a Luca Cordero di Montezemolo. Era il 1991, l'azienda era in difficoltà e aveva bisogno di un'idea, esplicabile così: vendere qualcosa di meno tangibile ma più prezioso di un'auto, per quanto potente e costosa, e cioè la realizzazione dei sogni d'infanzia di ogni appassionato. Seguendo questa strategia controintuitiva, sottolinenogli autori del podcast, Montezemolo gettò le basi di un nuovo tipo di azienza, "come se il lusso di Hermès si fosse fuso con la passione creata dal Manchester United". Nel 1997, la società tornò redditizia, pur producendo meno auto. e da allora, conclude l'articolo, anche se altre squadre corse possono superare le Rosse in pista e altri proprietari possono sfidare le Ferrari su strada, nessun concorrente è stato in grado di superare il brand del Cavallino.