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FOCUS NM - F1: dal ritiro di Vettel al secondo posto di Leclerc, si chiude la stagione che ha visto la Ferrari tornare ad essere competitiva
20.11.2022 20:15 di Napoli Magazine

Il Campionato Mondiale di Formula 1 è giunto alla sua ultima bandiera scacchi, sventolata nel cielo di Abu Dhabi, alla conclusione del Gran Premio di Yas Marina che ha messo la parola “fine” su un’annata molto significativa per il “Circus”. L’ultima gara dell’anno ha confermato ciò che abbiamo visto nel corso di tutta la stagione con Max Verstappen, su Red Bull, dominante dall’inizio alla fine e capace di collezionare ben 15 vittorie totali su 22 corse disputate. Charles Leclerc, su Ferrari, guadagna il secondo gradino del podio che gli vale anche il marchio di “vice campione del Mondo”. Il Monegasco, infatti, ha concluso la gara davanti a Sergio Perez, terzo su Red Bull, e si è assicurato il secondo posto nella classifica piloti, che diventa anche il miglior risultato in carriera per il ferrarista. I 58 giri di Yas Marina ci hanno mostrato anche “l’ultimo ballo” di Sebastian Vettel che ha tagliato il traguardo, per l’ultima volta in carriera, con un magro 10° posto, ma con un bagaglio di ricordi ed emozioni impareggiabile per un pilota che ha chiuso un capitolo importante della sua vita dopo 4 titoli Mondiali vinti, 299 gare disputate e la consapevolezza di aver lasciato un’impronta indelebile, sia dal punto di vista umano, sia nel mondo del Motorsport. L’ultima gara, come spesso accade, è anche il momento in cui si tirano le somme e si traggono i giudizi sulla stagione disputata. La Ferrari arrivava all’ultimo appuntamento mondiale dopo una settimana turbolenta scatenata dalla notizia, poi smentita dalla Rossa, dell’imminente licenziamento di Mattia Binotto a favore dell’attuale team principal dell’Alfa Romeo, Frederic Vasseur. Abbiamo evidenziato più e più volte gli errori che hanno caratterizzato la stagione della “Rossa di Maranello” e si è spesso puntato il dito su qualsivoglia elemento: dalle strategie spesso sbagliate, ai pit stop lenti, passando anche per gli errori tecnici dei piloti e le difficoltà nel lottare ad armi pari con la Red Bull. Eppure, a stagione ormai terminata, la Ferrari può guardare al futuro con ottimismo e consapevole di aver concluso una stagione che ha riacceso i cuori di tutti i tifosi del Cavallino Rampante. Nel 2020 la Ferrari era totalmente fuori dalle lotte per le posizioni nobili e, nonostante il miglioramento evidente del 2021, il conto delle vittorie stagionali era rimasto fermo a 0 con soli 4 podi conquistati e il terzo posto nella classifica costruttori, conquistato punto a punto nella lotta con la McLaren. Il 2022 è, senza ombra di dubbio, l’anno della rinascita rossa e di un gruppo che si è ritrovato a sfiorare, anche solo per poco, il pensiero del titolo iridato per la prima volta dopo anni. La Ferrari è tornata a vincere dei Gran Premi; per 20 volte un pilota rosso ha calpestato un gradino del podio e, se la speranza era quella di rivedere una Ferrari competitiva in pista, allora la missione è compiuta. A Binotto e al suo team si deve l’oggettivo miglioramento dei numeri statistici della Scuderia e questo bisogna darne atto ai componenti del muretto rosso. A Maranello è stato svolto un lavoro egregio nella costruzione di una vettura che a inizio anno sembrava, citando Leclerc, una “bestia”, ma che poi è stata, a detta dello stesso Binotto, tralasciata nello sviluppo per iniziare a ragionare sul 2023. Leclerc conquista un secondo posto nella classifica Mondiale che attesta il suo talento ancora in divenire. La bravura di Charles è indiscutibile ma anche lui, così come tutta la scuderia, non ha avuto il carattere e la freddezza giusta per impensierire Verstappen. E Sainz? Carlos ha avuto problemi ad adattarsi alla nuova vettura, ma alla lunga è riuscito a comprendere la macchina, collezionando punti e festeggiando la sua prima vittoria in Formula 1. Lo spagnolo ha carattere e capacità di giudizio, cose in cui Leclerc deve migliorare, e sarà un fattore importante anche per la prossima stagione. Oltre gli errori strategici, è mancata chiarezza in Ferrari e il prossimo anno bisognerà mettere subito in chiaro i ruoli in Scuderia e a chi affidare il ruolo di primo pilota. Nel giorno in cui si è chiuso il capitolo di una leggenda, nonché ex ferrarista, come Sebastian Vettel e nella gara in cui (momentaneamente) si chiude l’esperienza in Formula 1 di Daniel Ricciardo (prossimo ad essere terza guida Red Bull), Nicholas Latifi e Mick Schumacher (che potrebbe diventare terzo pilota della Mercedes), si aprono nuove e molteplici storie: Alonso guiderà per Aston Martin, lasciando il posto nell’Alpine a Pierre Gasly, la Formula 1 abbraccerà due nuovi “rookie” come Nick De Vries (in Alpha Tauri) e l’interessantissimo Oscar Piastri (su McLaren). La Red Bull partirà, sicuramente, come grande favorita con Mercedes che è chiamata a tornare ai vertici. Tra tutte queste storie, ci sarà quella della Ferrari che non potrà più nascondersi e dovrà costruire quell’ultimo tassello che manca che tornare a festeggiare un titolo che manca da Maranello dal 2008.

 

 

 

Emanuele Petrarca

 

Napoli Magazine

 

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