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IN TOUR CON "NM" - Tennis, Nuria Brancaccio: "Vi racconto il mio primo trofeo! Grazie Spagna, ma parto da Torre del Greco per provare a vincere ancora"
17.03.2021 14:05 di Napoli Magazine

NAPOLI - Molto napoletana, un po' spagnola. Nuria Brancaccio, tennista professionista classe 2000, nasce e vive a Torre del Greco ma ha trascorso cinque anni presso l'Accademia Ferrer in terra iberica, mettendo radici a Valencia. Una formazione completa tra il circolo in Italia e la borsa di studio all'estero che le hanno permesso di imporsi presto sulla scena mondiale. Proprio a inizio marzo 2021, infatti, è giunto il suo primo trofeo in carriera all'ITF di Antalya, in Turchia, dove Nuria ha disputato tre finali piazzandosi due volte sul podio come seconda e vincendo il trofeo in una. Per la rubrica "In Tour con Napoli Magazine" la giovane tennista, che condivide professione e passione con il fratello Raul, si racconta così.

 

- L’esperienza recente ad Antalya ti ha permesso di conquistare il tuo primo titolo, raccontaci le tue emozioni...

 

“É stata un’esperienza bellissima, perché era da molto che non viaggiavo con il mio allenatore e con mio fratello, quindi è stato molto bello. Ho raggiunto tre finali ed è stata la prima volta in carriera in cui ci sono riuscita. Ho disputato tre tornei arrivando a due finali e raggiungendo una vittoria, per cui sono emozioni che ancora non realizzo. Non è facile disputare tre finali di fila. Sono contenta soprattutto per la vittoria del torneo, che ho condiviso con mio fratello in mancanza del mio allenatore. Ho affrontato giocatrici di alto ranking e sono felice che tutto ciò sia accaduto a inizio anno perché mi darà fiducia per il prosieguo".

 

- Cosa pensi ti abbia portato al successo? Cosa noti di diverso o di più maturo nel tuo stile di gioco? 

 

“Durante il lockdown dello scorso anno ho lavorato molto con il mio team sull’aspetto mentale. Nello stile di gioco riesco a variare molto e riesco anche ad adattarmi sempre all’avversario, invece sotto il punto di vista mentale non ho mai avuto molta fiducia in me stessa. Ho avuto difficoltà a credere in me, ci sono riuscita soltanto grazie alla mia famiglia e ai miei allenatori, quindi ho lavorato su questo punto. Mi sento migliorata e cresciuta, e ciò mi sta aiutando a compiere passi in avanti abbastanza importanti. Ho ottenuto vittorie che, prima del lockdown, non ero riuscita a raggiungere. Sono contenta e spero di continuare a crescere sotto tanti aspetti ancora".

 

- Che progetti hai in mente adesso che stai scalando anche il ranking?

 

“L’obiettivo col mio allenatore, da inizio anno, era giocare più partite possibili, per fortuna ci sono riuscita in questi sei tornei e ho scalato circa 250 posizioni. Spero di giocare ancora qualche 15.000 e arrivare fino in fondo, e poi, perché no?, qualche qualificazione dei 60.000 e sperare di esserne all’altezza”. 

 

- Quali sono le differenze tra l’Italia e la Spagna nella preparazione e dove vedi il tuo futuro in tal senso?

 

“La differenza è molta. Ho avuto la fortuna di allenarmi cinque anni in Spagna grazie a una borsa di studio presso l’Accademia Ferrer e devo dire che è stata un’esperienza molto importante. Sono andata via da casa in un’età cruciale per la crescita di una tennista, a 13 anni, e ho lavorato molto intensamente. Si lavorava tanto con il cesto e sulla resistenza. Qui in Italia, invece, si fanno più palleggi, ci si concentra maggiormente sugli aspetti tattici. C’è molta varietà e mi sono trovata bene in entrambi i Paesi. Per il futuro ancora non so, ma mi trovo molto bene qui. Mi sento fortunata perché sono cresciuta nel circolo di Torre del Greco, dove mi alleno adesso e dove ho sempre vissuto. Tornare dopo sei anni con i miei vecchi allenatori è stato importante per me. Per ora mi trovo bene e spero di proseguire con loro il più possibile”.

 

- Com’è condividere la passione e la professione con tuo fratello Raul?

 

“Poche persone hanno un fratello che fa il tuo stesso mestiere e gioca a livello professionistico. Mi sento molto fortunata, ci aiutiamo a vicenda ma ci sono sempre litigi perché nessuno vuole che l’altro perda (sorride, ndr). Ci correggiamo e ci aiutiamo in ogni momento, siamo sempre presenti l’uno per l’altra. Sappiamo come venirci incontro, è una fortuna essere fratelli e condividere il mestiere. Alcune settimane viaggiamo insieme e ne approfittiamo per condividere del tempo”.

 

- Oltre a praticarlo, segui anche i tornei delle tue connazionali: quale collega ti sta impressionando maggiormente? È facile sviluppare un vincolo d’amicizia quando si compete comunque insieme? 

 

“Non seguo molto gli altri, ho sempre pensato a me stessa ma mi auguro sempre il meglio per le mie connazionali. Desidero sempre che vincano e arrivino il più in alto possibile. Sono molto socievole e cerco sempre di fare amicizia, siccome viaggiamo spesso da soli, quindi crearsi delle compagnie è importante. Però è chiaro che c’è sempre competitività, in campo si è rivali. Cerco di socializzare con tutte per creare bei rapporti fuori dal campo”.

 

- A chi t’ispiri per il futuro? 

 

“Sembrerà strano ma non ho mai avuto una fonte d’ispirazione. Mi sono sempre concentrata sui miei obiettivi e su cosa lavorare per crescere, preferisco concentrarmi su me stessa e sulla mia strada”.

 

Napoli Magazine

 

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