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TORINO - Nicola: "Il Napoli è l'avversario più tosto da affrontare, è un piacere essere paragonato a Gattuso, Sirigu? Valuteremo insieme"
25.04.2021 16:34 di Napoli Magazine

TORINO - Davide Nicola, allenatore del Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Se il Napoli è l'avversario più tosto da affrontare in questo momento? Decisamente sì, in questo momento è una squadra che sta bene, anche se poi ogni partita è una storia a sè. Se mi permettete di usare una metafora, sicuramente domani bisognerà scendere da cavallo e andare alla baionetta, questo è poco ma sicuro. E anche se il 25 aprile che è una data molto sentita all'interno della mia famiglia, non c'entra assolutamente nulla con il calcio, l'insegnamento che ho ricevuto sempre è quello che attraverso l'impegno e le azioni si può influenzare il futuro ed è quello che sto cercando di trasmettere ai ragazzi ed è quello su cui cerchiamo di lavorare quotidianamente. Somiglianza con Gattuso? Se così fosse non sarei affatto dispiaciuto, perchè ho grande stima di Rino. Mi piace, ha simpatia, è un ottimo allenatore sicuramente. Credo che la grinta e la voglia di non mollare mai sono due cose che potrebbero effettivamente accomunarci. Come affrontare il Napoli? Ormai il calcio è una partita dentro la stessa partita, cambia di quarto d'ora in quarto d'ora, tra il primo e il secondo tempo. E' chiaro che certe squadre non vanno solo attaccate ma vanno anche contenute, ma questo fa parte delle due fasi di gioco, quindi contro qualsiasi bisogna essere molto abili a sviluppare il proprio gioco ma anche a rispettare gli altri perchè fanno altrettanto e quindi l'equilibrio di gestire le due fasi diventa determinante e in questa partita più che mai. Non si può pensare solo a contenere o a dimostrare certe caratteristiche. Ci vuole palleggio, corsa, inserimento, riposizionamento. Torino-Napoli sicuramente è un grande classico da questo punto di vista, quindi anche se gli obiettivi sono differenti, io mi aspetto e vorrei una partita in cui si risponda colpo su colpo. Abbiamo avuto nelle ultime partite l'occasione di poter andare in vantaggio per primi, ma i ragazzi stanno dimostrando carattere ed il fatto che gli eventi non devono determinare l'umore di una squadra. Entriamo in campo con la voglia di creare gioco, di combattere fino alla fine, di esprimere noi stessi e quindi ci può stare che uno magari inizialmente possa anche prendere gol. Il gol non si sa quando arriva, nè da una parte nè dall'altra. Creare i presupposti, crederci sempre, diventa determinante per media ed è soprattutto quello che noi cerchiamo di controllare. Voglio che i miei giocatori dimostrino idee e coraggio per sostenere i duelli individuali e anche perchè nel momento in cui si decide di andare a pressare l'avversario, inevitabilmente si rimane uno contro uno. Non ci interessa neanche l'altezza di campo, ci interessa dimostrare coraggio e credere in quello che facciamo. E' chiaro che poi nell'aspetto pratico delle cose bisogna cercare sempre di migliorare e trovare quei micromiglioramenti che ti permettano di dimostrare il giusto equilibrio, perchè non è detto che accettare l'uno contro uno significa poi dover prendere delle ripartenze. Continuiamo a migliorare, continuiamo a lavorare su questo, però io voglio una squadra coraggiosa e questo per me è importante. Alle volte i centimetri possono penalizzarti e altre volte magari premiarti. Ritorno al fatto fondamentale che per noi è importante produrre, crediamo ciecamente che produrre occasioni da gol sia forse il dato più importante per poter in qualche modo avere più possibilità di sfruttare e quindi segnare e se ne crei poche diventa difficile. La quantità è importante crearla perchè ti permette di avere chance consecutive, poi ovviamente la lucidità, la qualità dell'ultimo passaggio, della scelta è un processo migliorativo sul quale stiamo cercando di migliorare. I modi per fare gol sono tutti delle risorse, si fa gol su azione dinamica, su calcio piazzato, di ripartenza, su uno-due. Da questo punto di vista le palle inattive hanno una loro valenza, noi ci dedichiamo tempo e attenzione e se si parla di punizione diretta, i quattro anni precedenti non mi interessano, mi interessano i tre mesi qui e i ragazzi stanno dimostrando di essere competitivi sui calci piazzati. Per le punizioni dirette, il famoso gol all'angolino all'incrocio dei pali, ci stiamo allenando, arrivaremo anche a quello. se c'è una gerarchia sui calci di punizione? Ci sono giocatori che hanno qualità per poterli battere con più qualità e su questi solitamente cade la scelta, ne abbiamo due o tre, più che gerarchia ci sono tre o quattro giocatori che hanno abilità per poter arrivare a questo tipo di gol. Come sta Sirigu? Con Salvatore basta uno sguardo. Le gerarchie del ruolo del portiere sono chiare, oggi c'è un altro allenamento, dipenderà dal confronto finale, da quello che lui percepisce, ci scambieremo le impressioni e poi decideremo. A che quota ci si può considerare tranquilli in chiave salvezza? Non ho mai fatto questi calcoli perchè non saprei proprio da dove iniziare e perchè non la vedo una cosa molto utile. Quello che mi interessa sono i punti in palio nella partita che dovremo affrontare domani e quello davvero mi interessa molto". 

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