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VERISSIMO - Siani: "Napoli terzo mondo? Una grande falsità, Napoli è meravigliosa ed ha una grande umanità, Maradona? Ci ha reso felici, ci ha insegnato la vittoria"
29.11.2021 09:16 di Napoli Magazine

NAPOLI - L'attore e regista partenopeo Alessandro Siani è stato ospite della trasmissione "Verissimo" su Canale 5 ed ha affermato nel corso dell'intervista da lui rilasciata: "Le Figaro ha detto che Napoli è il terzo mondo? Secondo me è una delle pagine più brutte del giornalismo internazionale, una grande falsità, una cosa inquietante, terribile e che comunque non ha nessun senso, perchè Napoli è una città strepitosa, unica, che purtroppo soffre delle piccole invidie. I francesi sono un poco invidiosi. Quelli che sono invidiosi, poi per scaramanzia tu cerchi sempre di allontanarli e quindi io più che Figaro, visto che sono degli sfigati, li chiamerò Sfigaro e non voglio nemmeno più dire il loro nome per scaramanzia da questo momento in poi. Napoli è una città meravigliosa, è una città che è in continuo movimento, soprattutto in questo momento complicato, Napoli riesce sempre a trovare delle piccole soluzioni - ha affermato Siani come evidenziato da "Napoli Magazine" - . Ci sono i Quartieri Spagnoli dove io ci sono cresciuto, sono quartieri meravigliosi in cui ogni casa, soprattutto in questo momento storico, è diventata un piccolo centro commerciale. Arrivi sui Quartieri Spagnoli e ci sta un'abitazione che magari vende le caramelle, un'altra che fa le pizze fritte e il primo centro commerciale è stato creato proprio a Napoli, perchè c'è tutto lì e c'è soprattutto quella cosa che va a mancare delle volte ed è la grande umanità. Purtroppo siamo sempre pieni di aridità, di persone che non vogliono dare, che non vogliono arricchirti: Napoli mantiene ancora questa grande capacità di essere solidale e di grande tolleranza, quindi evviva Napoli! Maradona? Diego ci ha resi felici. E' una delle cose più incredibili, ha insegnato a noi napoletani la vittoria, un popolo che ha sempre avuto difficoltà, ha sempre subito tanto anche inspiegabilmente, senza un motivo. Maradona è stato disarmante. E' arrivato lì ed ha portato una parola che è immensa: la vittoria. Ha cambiato il dna di un popolo ed ha avuto la capacità di restare unico e vicino alla gente perchè la forza di Maradona è stata questa. Con Diego organizzammo uno spettacolo al teatro San Carlo. Era praticamente Maradona che raccontava la sua vita e quello che mi ricordo è che prima di entrare in scena, 5 minuti prima, andai a salutarlo nel suo camerino, entrai e Diego aveva gli occhi spaventati, aveva paura di affrontare il pubblico e disse: 'Ale, ma ce la faccio?' e io lì vidi una fragilità, una fragilità perchè non voleva deludere la gente: un uomo che non voleva deludere la gente e alla fine è riuscito nel suo intento. Maradona se ne è andato in un periodo in cui gli stadi erano chiusi e i tifosi non riempivano le Curve, quasi come se Diego pensasse: 'Ma se non ci stanno loro, io che ce stong a fà?'. Oggi è giusto festeggiarlo di nuovo negli stadi. Evviva Diego Armando Maradona".

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