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G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Napoli, parlano i numeri"
12.11.2022 07:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - “Il Napoli è forte e vincerà”, mostrano gli artigli Spalletti e gli azzurri per contrastare e controbattere le diffuse teorie sul futuro prossimo della squadra del cuore: sperano, sparano e strombazzano punti di vista sulla qualità e sulla tenuta di Di Lorenzo e compagni storcendo la bocca addetti ai lavori e opinionisti di parte: “Il Napoli non può vincere tutte le partite”, una smorfia amara e dai contenuti aspri e distruttivi disegnata sul viso di Allegri che in realtà profetizza un patatrak del team del timoniere toscano alla ripartenza di questa prima parte della stagione: è comunque una sorta di maledizione da neutralizzare esorcizzando i piani che stanno preparando in anticipo per spodestare gli azzurri in viaggia dall’inizio con un’andatura terrificante. Occhio ai tirapiedi, dunque, giacchè se ne sentono di tutti i colori a carico della squadra che guida con distacco la classifica. Ed è anche logica come da prassi ricorrere e adottare gli antidoti suggeriti dalla scaramanzia napoletana. Ma ciò che occorre maggiormente è la capacità della squadra di Spalletti di proseguire sulla strada nella marcia spedita che il Napoli ha assunto dall’inizio di questa stagione. I numeri parlano per tutto e per tutti e sono tali da lasciare a bocca aperta amici e nemici nella considerazione dei risultati ottenuti nel gioco e nelle classifiche a punti e di rendimento. In sede napoletana sarebbe tra l’altro opportuno evitare paragoni e accostamenti tra il Napoli di oggi e tra i Napoli anche di qualche recente passato: la squadra di Spalletti non è la decantata squadra dell’ex comandante Sarri che ha fatto tante cose belle ma che non ha vinto nulla, tra l’altro al di là della qualità di gioco e delle strategie tecnico-tattiche del complesso attuale che gioca un altro calcio, addirittura più spettacolare e più redditizio. Già, si vive un’altra atmosfera adesso a Napoli, malgrado i tentativi operati dall’esterno per alterare i fantastici equilibri dell’ambiente squadra, del club e della tifoseria: è terreno minato il calciomercato che nel giro massiccio delle voci investe calciatori del calibro di Osimhen e di Kvaratkhelia a cui si stanno già interessando società di spessore internazionale, quali il Real Madrid, il Bayern, il Liverpool e il Manchester United. Ma la pattuglia azzurra per la verità non dà cenni di cedimento e di sfaldamento. Sembra un blocco di granito tutelato e riguardato da Luciano Spalletti che con i suoi principi ha contagiato la squadra: Lucianone e gli azzurri vogliono passare alla storia scrivendo un’altra pagina gloriosa dopo il Napoli di Maradona. Su questa strada disseminata da trappole anche al di fuori del fattore prettamente agonistico, Osimhen e soci devono farsi largo a spallate. Oggi come oggi è il caso di fare attenzione – almeno sul terreno di gioco – all’Udinese di Sottil di cui Spalletti ne ha detto e riferito un gran bene: da prendere con le molle. Ma il Filosofo ha detto pure che il boato del “Maradona” è una “sorsata” di energia per fare la differenza tra il Napoli e i friulani. Anche per tenere a distanza la baraonda che si è creata alle spalle degli azzurri.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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di Napoli Magazine

12/11/2022 - 07:00

NAPOLI - “Il Napoli è forte e vincerà”, mostrano gli artigli Spalletti e gli azzurri per contrastare e controbattere le diffuse teorie sul futuro prossimo della squadra del cuore: sperano, sparano e strombazzano punti di vista sulla qualità e sulla tenuta di Di Lorenzo e compagni storcendo la bocca addetti ai lavori e opinionisti di parte: “Il Napoli non può vincere tutte le partite”, una smorfia amara e dai contenuti aspri e distruttivi disegnata sul viso di Allegri che in realtà profetizza un patatrak del team del timoniere toscano alla ripartenza di questa prima parte della stagione: è comunque una sorta di maledizione da neutralizzare esorcizzando i piani che stanno preparando in anticipo per spodestare gli azzurri in viaggia dall’inizio con un’andatura terrificante. Occhio ai tirapiedi, dunque, giacchè se ne sentono di tutti i colori a carico della squadra che guida con distacco la classifica. Ed è anche logica come da prassi ricorrere e adottare gli antidoti suggeriti dalla scaramanzia napoletana. Ma ciò che occorre maggiormente è la capacità della squadra di Spalletti di proseguire sulla strada nella marcia spedita che il Napoli ha assunto dall’inizio di questa stagione. I numeri parlano per tutto e per tutti e sono tali da lasciare a bocca aperta amici e nemici nella considerazione dei risultati ottenuti nel gioco e nelle classifiche a punti e di rendimento. In sede napoletana sarebbe tra l’altro opportuno evitare paragoni e accostamenti tra il Napoli di oggi e tra i Napoli anche di qualche recente passato: la squadra di Spalletti non è la decantata squadra dell’ex comandante Sarri che ha fatto tante cose belle ma che non ha vinto nulla, tra l’altro al di là della qualità di gioco e delle strategie tecnico-tattiche del complesso attuale che gioca un altro calcio, addirittura più spettacolare e più redditizio. Già, si vive un’altra atmosfera adesso a Napoli, malgrado i tentativi operati dall’esterno per alterare i fantastici equilibri dell’ambiente squadra, del club e della tifoseria: è terreno minato il calciomercato che nel giro massiccio delle voci investe calciatori del calibro di Osimhen e di Kvaratkhelia a cui si stanno già interessando società di spessore internazionale, quali il Real Madrid, il Bayern, il Liverpool e il Manchester United. Ma la pattuglia azzurra per la verità non dà cenni di cedimento e di sfaldamento. Sembra un blocco di granito tutelato e riguardato da Luciano Spalletti che con i suoi principi ha contagiato la squadra: Lucianone e gli azzurri vogliono passare alla storia scrivendo un’altra pagina gloriosa dopo il Napoli di Maradona. Su questa strada disseminata da trappole anche al di fuori del fattore prettamente agonistico, Osimhen e soci devono farsi largo a spallate. Oggi come oggi è il caso di fare attenzione – almeno sul terreno di gioco – all’Udinese di Sottil di cui Spalletti ne ha detto e riferito un gran bene: da prendere con le molle. Ma il Filosofo ha detto pure che il boato del “Maradona” è una “sorsata” di energia per fare la differenza tra il Napoli e i friulani. Anche per tenere a distanza la baraonda che si è creata alle spalle degli azzurri.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

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