"I Mondiali a Roma sarebbero stati una grandissima occasione per lo sport italiano e per l'atletica in particolare. L'avremmo messo in sicurezza per 20 o 30 anni, lo faremo lo stesso. Non sono contento perché io sono certo che non solo il budget era il più alto ma anche che il nostro progetto fosse il migliore". Così Stefano Mei, presidente della Fidal, a margine della cerimonia di consegna del 'Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo', in merito alla mancata assegnazione dei Mondiali a Roma del 2029 e 2031. "Se poi vediamo che vince Nairobi, con tutto rispetto credo che le valutazioni siano state fatte non tenendo conto dell'oggettività, però dobbiamo accettarlo. Vedremo come fare per il futuro, ci ingegneremo perché credo che già il fatto di avere incassato il sostegno del governo, un sostegno così impattante, dà l'esatta dimensione di ciò che è diventata l'atletica in Italia in questi ultimi anni. Si può discutere sulla qualità del presidente ma non sui numeri dell'atletica", ha aggiunto. "Dell'atletica oggi non possiamo che parlarne bene, traina lo sport italiano. E' la base di tutti gli sport e se va bene in un Paese, generalmente tutto lo sport va bene e questo è forse il momento migliore dello sport italiano. Abbiamo tanti campioni giovani e tanti altri ancora più giovani che cercano di scalzarli. E' un circolo virtuoso partito da Tokyo; nel nostro Paese manca una cultura sportiva, dobbiamo partire dal risultato per avere poi ragazzi al campo", ha concluso.
di Napoli Magazine
14/10/2026 - 16:33
"I Mondiali a Roma sarebbero stati una grandissima occasione per lo sport italiano e per l'atletica in particolare. L'avremmo messo in sicurezza per 20 o 30 anni, lo faremo lo stesso. Non sono contento perché io sono certo che non solo il budget era il più alto ma anche che il nostro progetto fosse il migliore". Così Stefano Mei, presidente della Fidal, a margine della cerimonia di consegna del 'Premio Internazionale Eccellenza Euro-Mediterraneo', in merito alla mancata assegnazione dei Mondiali a Roma del 2029 e 2031. "Se poi vediamo che vince Nairobi, con tutto rispetto credo che le valutazioni siano state fatte non tenendo conto dell'oggettività, però dobbiamo accettarlo. Vedremo come fare per il futuro, ci ingegneremo perché credo che già il fatto di avere incassato il sostegno del governo, un sostegno così impattante, dà l'esatta dimensione di ciò che è diventata l'atletica in Italia in questi ultimi anni. Si può discutere sulla qualità del presidente ma non sui numeri dell'atletica", ha aggiunto. "Dell'atletica oggi non possiamo che parlarne bene, traina lo sport italiano. E' la base di tutti gli sport e se va bene in un Paese, generalmente tutto lo sport va bene e questo è forse il momento migliore dello sport italiano. Abbiamo tanti campioni giovani e tanti altri ancora più giovani che cercano di scalzarli. E' un circolo virtuoso partito da Tokyo; nel nostro Paese manca una cultura sportiva, dobbiamo partire dal risultato per avere poi ragazzi al campo", ha concluso.