Il biatheta con l'orecchino sogna la gloria olimpica nel mito di Marco Pantani. Il francese Emilien Jacquelin ad Anterselva aspetta il via delle sue gare, indossando il piccolo monile originale del Pirata: cresciuto guardando le imprese del ciclista italiano, il 30enne biathleta va orgoglioso del suo portafortuna. "La sua famiglia me lo ha prestato affinché io possa gareggiare qui in Italia portandolo con me", ha raccontato Jacquelin in un post su Instagram, che mostra il pluricampione del mondo mentre indossa il gioiello. Il francese è classe 1995. Quando nacque a Grenoble, Pantani indossava la maglia della Carrera Jeans e si stava faticosamente rialzando - per la prima volta - dopo uno scontro con un'automobile durante un allenamento. Quando l'italiano morì, il francese aveva solo 9 anni. Come capita però con le leggende del rock, come Jim Morrison, il carisma non muore mai. Questo vale anche per il 'Pirata'. "Marco è l'idolo che mi ha spinto a fare sport", ha dichiarato il francese. Nei primi anni 2000 due fratelli maggiori gareggiavano già a livello internazionale tra le are giovanili. All'inizio Emilien non era intenzionato a seguire le loro orme, la forza di attrazione del ciclismo in quegli anni era maggiore, proprio per le imprese epiche di Pantani. "Il suo slancio. Il suo carattere. Le sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour del 1998", sottolinea il francese. Da bambino - racconta ancora - aveva ricevuto dal padre una videocassetta del Tour de France del 1998. "Da allora non ho mai smesso di ammirare il Pirata", sottolinea. Per un certo periodo durante la sua adolescenza si allenava in bici e parallelamente con gli sci stretti. Secondo gli esperti, il suo punto di forza ancora oggi deriva dalle fondamenta, quelle costruite in sella alla bici. Gli risultano utili anche le tattiche di gara, apprese durante le gare di ciclismo, quando si tratta di far faticare gli avversari e uscire allo scoperto solo all'ultimo. Ora vuole scrivere un nuovo capitolo della sua carriera proprio ad Anterselva e questo capitolo porterà anche la firma del 'Pirata'. Jacquelin si dice fortunato a "far rivivere la fiamma di Pantani per alcune gare. È il mio modo di rendergli omaggio".
di Napoli Magazine
06/02/2026 - 13:29
Il biatheta con l'orecchino sogna la gloria olimpica nel mito di Marco Pantani. Il francese Emilien Jacquelin ad Anterselva aspetta il via delle sue gare, indossando il piccolo monile originale del Pirata: cresciuto guardando le imprese del ciclista italiano, il 30enne biathleta va orgoglioso del suo portafortuna. "La sua famiglia me lo ha prestato affinché io possa gareggiare qui in Italia portandolo con me", ha raccontato Jacquelin in un post su Instagram, che mostra il pluricampione del mondo mentre indossa il gioiello. Il francese è classe 1995. Quando nacque a Grenoble, Pantani indossava la maglia della Carrera Jeans e si stava faticosamente rialzando - per la prima volta - dopo uno scontro con un'automobile durante un allenamento. Quando l'italiano morì, il francese aveva solo 9 anni. Come capita però con le leggende del rock, come Jim Morrison, il carisma non muore mai. Questo vale anche per il 'Pirata'. "Marco è l'idolo che mi ha spinto a fare sport", ha dichiarato il francese. Nei primi anni 2000 due fratelli maggiori gareggiavano già a livello internazionale tra le are giovanili. All'inizio Emilien non era intenzionato a seguire le loro orme, la forza di attrazione del ciclismo in quegli anni era maggiore, proprio per le imprese epiche di Pantani. "Il suo slancio. Il suo carattere. Le sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour del 1998", sottolinea il francese. Da bambino - racconta ancora - aveva ricevuto dal padre una videocassetta del Tour de France del 1998. "Da allora non ho mai smesso di ammirare il Pirata", sottolinea. Per un certo periodo durante la sua adolescenza si allenava in bici e parallelamente con gli sci stretti. Secondo gli esperti, il suo punto di forza ancora oggi deriva dalle fondamenta, quelle costruite in sella alla bici. Gli risultano utili anche le tattiche di gara, apprese durante le gare di ciclismo, quando si tratta di far faticare gli avversari e uscire allo scoperto solo all'ultimo. Ora vuole scrivere un nuovo capitolo della sua carriera proprio ad Anterselva e questo capitolo porterà anche la firma del 'Pirata'. Jacquelin si dice fortunato a "far rivivere la fiamma di Pantani per alcune gare. È il mio modo di rendergli omaggio".