Si chiudono tra emozioni, abbracci e sorrisi i XXXVII Giochi Nazionali Invernali Special Olympics Italia a Ovindoli, quattro giorni di sport e inclusione che hanno visto protagonisti 500 atleti con e senza disabilità intellettive impegnati nelle discipline di sci di fondo, sci alpino, corsa con le racchette da neve e snowboard.
Ad eccezione dello snowboard, disputato solo in modalità tradizionale, le altre discipline hanno previsto anche le gare unificate, in cui atleti con disabilità intellettive e atleti partner senza disabilità hanno gareggiato insieme, incarnando pienamente lo spirito di Special Olympics: lo sport come strumento di incontro, crescita e inclusione.
Ma nel giorno conclusivo dei Giochi, accanto agli atleti, i veri protagonisti sono stati anche i genitori e le famiglie, presenti a bordo pista con bandiere, applausi e occhi lucidi. Per loro vedere i propri figli gareggiare non è soltanto un momento sportivo: è una rivincita sulle difficoltà, sui pregiudizi e sulle barriere che spesso hanno accompagnato il loro percorso.
Tra queste storie c’è quella dei genitori di Salvatore Palazzolo, atleta dello sci alpino, che raccontano con lucidità il cammino affrontato accanto al figlio e la determinazione con cui hanno sempre cercato di offrirgli tutte le opportunità possibili.
Per loro la diversità non deve mai essere considerata una condizione di inferiorità, ma una ricchezza. Da qui nasce anche il loro appello alle altre famiglie:
«Non arrendetevi alle diagnosi mediche, non affrontatele con passività o rassegnazione. Metteteci del vostro, rimboccatevi le maniche: i ragazzi con disabilità intellettive possono trovare il loro posto nel mondo».
Parole che racchiudono lo spirito di molti genitori presenti a Ovindoli, che in Special Olympics vedono concretizzarsi anni di impegno, sacrifici e speranze.
Lo racconta con emozione anche Raffaella Cosentino, mamma di Dora Cioffi, atleta delle racchette da neve:
«Ha fatto tante piccole conquiste. Ripenso a quando si scendeva in piazza per giocare e gli altri genitori tiravano via i bambini. Questo dentro ti dava un dolore enorme. Attraverso Special Olympics ho trovato riscatto».
Ogni medaglia, ogni corsa nella neve, ogni passo verso il traguardo diventa così la conferma che i sogni dei propri figli possono diventare realtà. La gioia negli occhi degli atleti è lo specchio della soddisfazione dei genitori, che vedono finalmente riconosciuto il valore dei loro figli e il lungo cammino compiuto insieme.
La Festa di chiusura in Piazza San Rocco
Ieri sera Ovindoli ha salutato i Giochi con la festa di chiusura in Piazza San Rocco, un momento di musica e condivisione che ha riunito atleti, tecnici, volontari, famiglie e istituzioni.
Nel corso della serata sono arrivati i ringraziamenti delle autorità presenti.
Il Fondatore e Vicepresidente di Special Olympics Italia Alessandro Palazzotti ha sottolineato il valore di questo evento per il territorio:
«Cari Sindaci, Assessori e Onorevoli, questo è un primo passo importante per rendere l’Abruzzo e tutto il territorio più inclusivo. Nessuno è come noi nella lotta all’inclusione. Dateci il tempo di tornare a casa per ricaricare le batterie, per poi programmare i prossimi anni insieme al Coni, al Cip e alle Istituzioni. Lo sport è inclusione, amicizia, coesione, e noi siamo qui. Grazie Abruzzo, grazie a tutti!»
A portare la voce degli atleti è stata Demetra Emanuele, atleta Special Olympics Italia:
«Sono orgogliosa e fiera di essere qui. Questi Giochi sono stati un’opportunità per sensibilizzare il tema della disabilità in tutto il territorio. Come atleta leader vorrei dire una cosa: disabile a chi? Grazie a tutti».
Il sindaco di Ovindoli Angelo Ciminelli ha espresso la gratitudine della comunità ospitante:
«Grazie a Special Olympics Italia per aver creduto nei primi Giochi Nazionali nel Centro Italia. Un ringraziamento ai volontari, alle forze dell’ordine, alla Regione Abruzzo, al Coni e a tutte le istituzioni che hanno reso possibile questo grande evento».
Parole di soddisfazione anche dal sindaco di Rocca di Cambio Gennaro Di Stefano, che ha ricordato la collaborazione tra i territori, e da Antonello Passacantando, presidente CONI Abruzzo:
«Grazie per l’energia, il sorriso e la vitalità di questi giorni indimenticabili. Mi sento parte della famiglia di Special Olympics».
Per Paride Vitale, Presidente Special Olympics Italia Team Abruzzo:
«Sono i miei primi Giochi Nazionali e il calore che ho sentito è travolgente. Sono felice che si siano tenuti in Abruzzo, una terra forte, gentile e accogliente».
A nome della Regione Abruzzo è intervenuto l’Assessore Mario Quaglieri:
«Vi avevo promesso una regione aperta e accogliente. Spero che sia stato così. Grazie per questa magnifica esperienza».
Il senatore Guido Liris ha infine sottolineato il valore simbolico dei sorrisi degli atleti:
«In un momento delicato a livello internazionale, i sorrisi di oggi ci aiutano a credere e sostenere le istituzioni».
L’arrivederci ai prossimi appuntamenti
Con la consegna della bandiera ad Alessandro Palazzotti, si è chiuso ufficialmente il sipario sui XXXVII Giochi Nazionali Invernali.
Questi Giochi ora cedono simbolicamente la pista alle Paralimpiadi, la cui Cerimonia di Apertura è prevista oggi a Verona, in un ideale passaggio di testimone che racconta la grande stagione dello sport inclusivo in Italia.
In questo anno olimpico, avviato proprio dodici mesi fa con i Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025, Special Olympics ha avuto un ruolo cruciale nel percorso verso Milano-Cortina 2026, collocandosi anche poi simbolicamente tra le Olimpiadi e le Paralimpiadi e contribuendo ad ampliare il messaggio universale dello sport come strumento di partecipazione, dignità e opportunità per tutti.
L’appuntamento è ora per i Giochi Nazionali Estivi Special Olympics Italia, in programma a Lignano Sabbiadoro dal 19 al 24 maggio, dove lo spirito di inclusione e amicizia continuerà a crescere – ancora una volta – insieme agli atleti e alle loro famiglie.