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L'INIZIATIVA - A Mestre la nuova avventura della Bebe Vio Academy: "Bello tornare a casa"
13.10.2026 18:54 di Napoli Magazine
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Non c'è due senza tre: dopo Milano nel 2021 e Roma nel 2024, la campionessa paralimpica Bebe Vio ha inaugurato la sede veneziana della "Bebe Vio Academy", il progetto pensato in partnership con Nike per favorire l'inclusione e la promozione dello sport per bambini e ragazzi con disabilità. Location è la Polisportiva Terraglio di Mestre (Venezia), da cui Bebe "è partita". "È una gioia enorme per me tornare a casa - ha detto Bebe alla presentazione -. Qui sono stata seguita durante la fisioterapia, era il 2013, e ho iniziato i primi allenamenti, quindi ci tenevo veramente molto a portare l'esperienza dell'Academy vicino a casa". L'atleta moglianese, due volte medaglia d'oro nel fioretto individuale ai Giochi di Rio De Janeiro e Tokyo, ha ricordato il valore dell'inclusione: "Diamo la possibilità a tutti i ragazzi, con disabilità fisica e non, dai 6 ai 18 anni di fare sport gratuitamente insieme. Dopo il primo anno l'obiettivo è inserirli nelle società sportive 'tradizionali' perché quando ho iniziato io, diciotto anni fa, ero l'unica atleta con disabilità in palestra". Sette gli sport a disposizione dell'Academy: scherma, tennis e basket in carrozzina, calcio integrato, sitting volley, karate e nuoto. I problemi sono diffusi ma in miglioramento: "Vedevo bambini che non potevano fare sport per mancanza di infrastrutture o perché non c'erano carrozzine - ricorda Bebe - quando invece il nostro scopo è mettere i bambini in campo, dare a tutti le stesse opportunità". "È un sogno che si realizza - ha detto il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Veneto e di Fisiosport Davide Giorgi -. C'è ancora molta strada da fare sia all'interno delle società sportive che delle scuole. Con Bebe è partito un progetto nel 2014 che ha portato all'unione dell'attività riabilitativa con l'attività sportiva. È stata la nostra prima testimonial che ha affermato quanto lo sport possa essere utile nei processi riabilitativi, cosa che adesso stiamo facendo insieme all'università e coinvolgendo le Ulss locali".

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L'INIZIATIVA - A Mestre la nuova avventura della Bebe Vio Academy: "Bello tornare a casa"

di Napoli Magazine

13/10/2026 - 18:54

Non c'è due senza tre: dopo Milano nel 2021 e Roma nel 2024, la campionessa paralimpica Bebe Vio ha inaugurato la sede veneziana della "Bebe Vio Academy", il progetto pensato in partnership con Nike per favorire l'inclusione e la promozione dello sport per bambini e ragazzi con disabilità. Location è la Polisportiva Terraglio di Mestre (Venezia), da cui Bebe "è partita". "È una gioia enorme per me tornare a casa - ha detto Bebe alla presentazione -. Qui sono stata seguita durante la fisioterapia, era il 2013, e ho iniziato i primi allenamenti, quindi ci tenevo veramente molto a portare l'esperienza dell'Academy vicino a casa". L'atleta moglianese, due volte medaglia d'oro nel fioretto individuale ai Giochi di Rio De Janeiro e Tokyo, ha ricordato il valore dell'inclusione: "Diamo la possibilità a tutti i ragazzi, con disabilità fisica e non, dai 6 ai 18 anni di fare sport gratuitamente insieme. Dopo il primo anno l'obiettivo è inserirli nelle società sportive 'tradizionali' perché quando ho iniziato io, diciotto anni fa, ero l'unica atleta con disabilità in palestra". Sette gli sport a disposizione dell'Academy: scherma, tennis e basket in carrozzina, calcio integrato, sitting volley, karate e nuoto. I problemi sono diffusi ma in miglioramento: "Vedevo bambini che non potevano fare sport per mancanza di infrastrutture o perché non c'erano carrozzine - ricorda Bebe - quando invece il nostro scopo è mettere i bambini in campo, dare a tutti le stesse opportunità". "È un sogno che si realizza - ha detto il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Veneto e di Fisiosport Davide Giorgi -. C'è ancora molta strada da fare sia all'interno delle società sportive che delle scuole. Con Bebe è partito un progetto nel 2014 che ha portato all'unione dell'attività riabilitativa con l'attività sportiva. È stata la nostra prima testimonial che ha affermato quanto lo sport possa essere utile nei processi riabilitativi, cosa che adesso stiamo facendo insieme all'università e coinvolgendo le Ulss locali".