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LUTTO - Tiro a volo, è morto Ennio Mattarelli: il campione olimpico aveva 98 anni
23.08.2026 16:37 di Napoli Magazine
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Il 'signore dei piattelli' non c'è più. Con la scomparsa di Ennio Mattarelli, l'Italia perde il decano dei suoi campioni olimpici, vincitore dell'oro a Tokyo 1964 nella fossa olimpica e figura indimenticabile nel mondo del tiro a volo. Bolognese, Mattarelli aveva compiuto 98 anni poche settimane fa e da poco più di un anno, dalla morte del campione di canottaggio Giuseppe Moioli, era il più anziano italiano vivente ad aver trionfato ai Giochi olimpici.

Ma oltre al titolo a cinque cerchi, il bolognese aveva ottenuto anche due trionfi mondiali individuali a Oslo (1961) e San Sebastian (1969), dove vinse anche l'oro a squadre dopo quello nella sua città natale nel 1967. Nel suo palmares anche l'argento a squadre sempre a Bologna nel 1971 e il bronzo individuale a Melbourne due anni più tardi, mentre nel 1998 venne nominato commissario tecnico della nazionale di tiro, carica che mantenne fino al 1992.

Nel frattempo, Mattarelli aveva fondato l'azienda che porta il suo nome, che produce attrezzature per il lancio di piattelli progettate per lo skeet e il tiro olimpico. Un ritorno - di successo - alle origini, visto che da ragazzo, quando lavorava alla Società Elettrica di Bologna, ebbe modo di avvicinarsi al mondo del tiro proprio aggiustando macchine lanciapiattelli. Dal cacciavite al fucile, il passo fu breve per lui e gli fece capire che aveva la stoffa del tiratore. Pur in anni difficili, Mattarelli si mise in evidenza e nel 1961, a 33 anni, vinse il primo titolo mondiale, prima dell'exploit olimpico di Tokyo, quando nella prova finale non sbagliò nessuno dei 50 colpi, stabilendo un record con 198 punti su 200.

Lasciato l'agonismo, mentre si occupava come ct di fare crescere i talenti azzurri, il campione olimpico fondò a Bologna l'azienda che produce una gamma di attrezzature per il lancio di piattelli per il tiro al piattello olimpico, lo skeet, il tiro multidirezionale e il doublematt, mantenendo così stretto il legame con il suo sport. Il Coni nel 2015 gli assegnò la massima onorificenza, il Collare d'Oro al merito sportivo, e oggi il presidente del Comitato, Luciano Buonfiglio, si è unito al cordoglio generale per esprimere la sua vicinanza alla famiglia, "nel ricordo di un campione che ha scritto la storia grazie al suo talento e alle sue qualità umane".    

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LUTTO - Tiro a volo, è morto Ennio Mattarelli: il campione olimpico aveva 98 anni

di Napoli Magazine

23/08/2026 - 16:37

Il 'signore dei piattelli' non c'è più. Con la scomparsa di Ennio Mattarelli, l'Italia perde il decano dei suoi campioni olimpici, vincitore dell'oro a Tokyo 1964 nella fossa olimpica e figura indimenticabile nel mondo del tiro a volo. Bolognese, Mattarelli aveva compiuto 98 anni poche settimane fa e da poco più di un anno, dalla morte del campione di canottaggio Giuseppe Moioli, era il più anziano italiano vivente ad aver trionfato ai Giochi olimpici.

Ma oltre al titolo a cinque cerchi, il bolognese aveva ottenuto anche due trionfi mondiali individuali a Oslo (1961) e San Sebastian (1969), dove vinse anche l'oro a squadre dopo quello nella sua città natale nel 1967. Nel suo palmares anche l'argento a squadre sempre a Bologna nel 1971 e il bronzo individuale a Melbourne due anni più tardi, mentre nel 1998 venne nominato commissario tecnico della nazionale di tiro, carica che mantenne fino al 1992.

Nel frattempo, Mattarelli aveva fondato l'azienda che porta il suo nome, che produce attrezzature per il lancio di piattelli progettate per lo skeet e il tiro olimpico. Un ritorno - di successo - alle origini, visto che da ragazzo, quando lavorava alla Società Elettrica di Bologna, ebbe modo di avvicinarsi al mondo del tiro proprio aggiustando macchine lanciapiattelli. Dal cacciavite al fucile, il passo fu breve per lui e gli fece capire che aveva la stoffa del tiratore. Pur in anni difficili, Mattarelli si mise in evidenza e nel 1961, a 33 anni, vinse il primo titolo mondiale, prima dell'exploit olimpico di Tokyo, quando nella prova finale non sbagliò nessuno dei 50 colpi, stabilendo un record con 198 punti su 200.

Lasciato l'agonismo, mentre si occupava come ct di fare crescere i talenti azzurri, il campione olimpico fondò a Bologna l'azienda che produce una gamma di attrezzature per il lancio di piattelli per il tiro al piattello olimpico, lo skeet, il tiro multidirezionale e il doublematt, mantenendo così stretto il legame con il suo sport. Il Coni nel 2015 gli assegnò la massima onorificenza, il Collare d'Oro al merito sportivo, e oggi il presidente del Comitato, Luciano Buonfiglio, si è unito al cordoglio generale per esprimere la sua vicinanza alla famiglia, "nel ricordo di un campione che ha scritto la storia grazie al suo talento e alle sue qualità umane".