Poco
Tanto
Mediamente
Promuovere la cultura dell’accoglienza, sostenere i percorsi educativi e favorire il raggiungimento dell’autonomia. Sono questi alcuni dei temi al centro di “Nuove Rotte – La genitorialità conquistata e la sfida dei minori non accompagnati”, l’incontro organizzato dal Centro Mamma Rita di Monza, coinvolgendo istituzioni, professionisti e realtà impegnate nel sostegno ai minori e alle famiglie in situazioni di fragilità.
L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto sul ruolo delle comunità educative, sull’importanza di una rete di supporto condivisa e sulle opportunità offerte dalla collaborazione tra soggetti diversi, uniti dalla volontà di rispondere concretamente ai bisogni del territorio.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Egidio Riva, Assessore al Welfare del Comune di Monza, e Federico Romani, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, accompagnati dai videomessaggi di Monsignor Marino Mosconi, Arciprete e Parroco del Duomo di Monza, e Monsignor Walter Magni, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata per l’Arcidiocesi di Milano.
Il programma è quindi entrato nel vivo con l’intervento della Dr.ssa Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha approfondito il ruolo dell’istituzione giudiziaria nella rete di tutela dei minori. Sorella Dr.ssa Patrizia Pirioni ha successivamente raccontato la storia e la missione del Centro Mamma Rita, realtà gestita dalle Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria, la cui attività di accoglienza ha avuto inizio nel 1908.
Spazio anche al tema del passaggio dalla protezione all’autonomia, al centro del confronto “Comunità in movimento: dalla protezione all’autonomia”, che ha coinvolto la Dr.ssa Sara Friso, coordinatrice del Centro Educativo Diurno, la Dr.ssa Stefania Mastroieni, coordinatrice della Comunità Mamma-Bambino, il Dr. Andrea Saccon, coordinatore della Comunità per minori stranieri non accompagnati, e il Dr. Marino Catella, Presidente COF – Centro Orientamento Famiglia. Un percorso nel quale l’accompagnamento educativo, le relazioni e l’acquisizione progressiva di competenze rappresentano strumenti fondamentali per favorire la crescita personale e l’inserimento nella società.
Il programma ha inoltre approfondito il valore dell’impegno lavorativo nell’ambito dei percorsi di recupero, con il contributo di Roberto Cagliero, Amministratore Consigliere Delegato di San Patrignano, che ha portato l’esperienza della comunità nel promuovere il lavoro come strumento di responsabilizzazione, crescita e reinserimento.
A chiudere gli interventi è stato il confronto sul valore di una collaborazione condivisa culturalmente, con la partecipazione di Alessandra Marzari, Presidente di Vero Volley, e Stefano e Alessandro Sudati, Proprietari e co-CEO di CONTECO Check.
La presenza del Consorzio tra i partner dell’iniziativa, insieme a CONTECO Check, testimonia il valore di una sinergia che supera i confini dell’attività sportiva e mette in relazione esperienze e competenze differenti, con l’obiettivo di contribuire al benessere della comunità.
Attraverso iniziative come “Nuove Rotte”, il Centro Mamma Rita rinnova il proprio impegno nell’accoglienza e nell’accompagnamento educativo di bambini, ragazzi e nuclei familiari, valorizzando il contributo delle istituzioni e della rete territoriale. Un’occasione per condividere esperienze e rafforzare legami, ribadendo il valore della collaborazione nella costruzione di nuove opportunità di crescita e autonomia.
LE DICHIARAZIONI
Egidio Riva, Assessore al Welfare del Comune di Monza: "La genitorialità è un processo complesso, una sfida che riguarda tutti, in particolare i minori stranieri non accompagnati. Le nostre comunità offrono servizi importanti, ma permangono disuguaglianze che possono essere colmate soltanto attraverso un impegno condiviso. È necessario lavorare insieme per crescere come società e garantire a tutti le stesse opportunità".
Federico Romani, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia: "È importante trasmettere valori solidi, soprattutto nel contesto attuale. Dobbiamo garantire a ogni ragazzo punti di riferimento affidabili, a maggior ragione quando si tratta di minori stranieri non accompagnati, che hanno bisogno di essere ascoltati, sostenuti e accompagnati nel proprio percorso di crescita. Dobbiamo aiutarli a raggiungere l'autonomia e a trovare il proprio posto nella società, perché i giovani rappresentano il futuro della nostra comunità".
Dr.ssa Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano: "Il nostro Tribunale ha una competenza molto ampia: siamo 17 giudici togati, compresa la Presidente, e 72 giudici onorari, chiamati a occuparci di un territorio con circa un milione e mezzo di bambini e ragazzi. Dobbiamo essere consapevoli che il giudice rappresenta soltanto l'ultima istanza, un segmento della rete di tutela dei minori. La protezione comincia molto prima, all'interno della comunità, che deve saper riconoscere i problemi e farsene carico quando possibile, senza attendere necessariamente l'intervento giudiziario. E non termina con una decisione del Tribunale: c'è un dopo, fatto di accompagnamento, reinserimento e costruzione dell'autonomia. Lavoriamo con persone in condizioni di fragilità e, anche quando siamo chiamati a separarle dal loro contesto familiare, il nostro obiettivo rimane sempre la tutela dei ragazzi".
Sorella Dr.ssa Patrizia Pirioni, Centro Mamma Rita: "Le porte di una casa come la nostra si aprono per offrire accoglienza, cura e sostegno. Mi piace il legame tra le parole “porta” e “porto”: quest'ultimo non deve essere inteso come una meta definitiva, ma come un'opportunità, un luogo di incontro e di scambio dal quale poter ripartire. L'accoglienza dei minori stranieri è iniziata nel 1976, appena quattordici anni dopo l'apertura della struttura. Le sorelle raccontavano questa esperienza dicendo: “Non siamo andate in missione, ma la missione è arrivata qui”. Nel 1992 abbiamo iniziato ad accogliere anche mamme con bambini, inizialmente provenienti dalla Bosnia e in fuga dalla guerra: un impegno che prosegue ormai da oltre trent'anni. Per raccontare il senso della nostra missione, ho pensato a due figure: Ulisse ed Enea. Ulisse è l'eroe che affronta un lungo viaggio con lo sguardo rivolto alla propria meta, anche affettiva. Enea, invece, è consapevole di avere una missione: affronta deviazioni, incontra le difficoltà dell'esperienza umana, ma continua il proprio cammino guidato da una direzione precisa. Non un vagare senza meta, ma un viaggio con una rotta. È questo ciò che vogliamo offrire alle persone che accogliamo: non soltanto un porto sicuro, ma l'opportunità di costruire un nuovo percorso di vita. Ringrazio Alessandra Marzari per aver creduto in questo progetto e per averci incoraggiato a intraprendere insieme questo cammino".
Dr.ssa Sara Friso, coordinatrice del Centro Educativo Diurno: "Genitori non si nasce, ma si diventa. Può sembrare un’affermazione scontata, ma non lo è affatto. Si tratta di un percorso articolato, che richiede confronto e accompagnamento. Per questo adottiamo un approccio sistemico, che tenga conto delle relazioni familiari, delle dinamiche tra genitori e figli e dei diversi contesti. Le esigenze cambiano con l’età dei ragazzi e le fasi della loro crescita: è fondamentale aiutare i genitori ad acquisire consapevolezza e strumenti adeguati per affrontarle".
Roberto Cagliero, Amministratore Consigliere Delegato di San Patrignano: "La nostra comunità si occupa di persone che affrontano situazioni di dipendenza anche molto radicate, attraverso percorsi di recupero che durano mediamente dai due anni e mezzo ai tre anni. Purtroppo accogliamo anche minorenni: ci sono ragazzi di appena quattordici anni che hanno già alle spalle due o tre anni di tossicodipendenza. Spesso lo studio e il lavoro hanno perso valore ai loro occhi, in un contesto culturale che talvolta presenta il consumo di sostanze come qualcosa di positivo. Noi cerchiamo di ricostruire questo rapporto attraverso attività concrete: proponiamo lo studio e il lavoro, dalla produzione del pane alla cura degli animali. All'inizio i ragazzi possono essere restii, ma poi imparano ad appassionarsi a quello che fanno e riscoprono il valore di queste esperienze. Siamo al loro fianco perché nessuno è immune da queste situazioni e non dobbiamo considerarle qualcosa di distante da noi. Il nostro sostegno educativo e sociale continuerà a esserci, così come quello di realtà come il Centro Mamma Rita: affrontare queste fragilità richiede un impegno condiviso e una comunità capace di non lasciare indietro nessuno".
Alessandra Marzari, Presidente di Vero Volley: "Penso che l’attività sportiva debba generare un impatto sociale concreto sul territorio. Questo vale per le nostre prime squadre, anche grazie alla visibilità dei nostri atleti, così come per il lavoro che portiamo avanti ogni giorno con bambini, bambine e famiglie attraverso l’attività giovanile. Lo sport è uno straordinario strumento di inclusione e può contribuire a prevenire comportamenti devianti, accompagnando i più giovani nel loro percorso di crescita. Come Consorzio dobbiamo sentirci responsabili del territorio in cui operiamo e mettere a disposizione le nostre risorse per generare un cambiamento positivo. Anche attraverso la visibilità e i canali di comunicazione dello sport possiamo far conoscere realtà come il Centro Mamma Rita e San Patrignano, dando spazio al loro lavoro e contribuendo a sensibilizzare il pubblico. È importante che lo sport svolga anche questa funzione. Vogliamo continuare a sostenere le Minime Oblate nel loro percorso, mettendo a disposizione competenze, impegno, ricerca di fondi e nuove idee. Il Centro Mamma Rita risponde a un bisogno reale del territorio e può rappresentare un presidio importante anche sul fronte della prevenzione, promuovendo una maggiore cultura della genitorialità, un tema ampio, complesso e profondo, che riguarda tutta la comunità. Con la sua esperienza, ad esempio, questo Centro potrebbe avere la straordinaria opportunità di svolgere un lavoro di prevenzione per alcuni aspetti di una buona genitorialità. Perché questa collaborazione sia efficace, servono presenza, disponibilità e capacità di tradurre le intenzioni in azioni concrete. Credo che non ci sia modo migliore di contribuire all’inclusione sociale, soprattutto quando parliamo di minori, che lavorare insieme per offrire loro opportunità di crescita e un futuro migliore".
Alessandro Sudati, Proprietario e co-CEO di CONTECO Check: "Insieme a mio fratello Stefano abbiamo costruito, attraverso la nostra collaborazione con Vero Volley e un accordo che lega l’attività sportiva a un progetto concreto di solidarietà, un’iniziativa per donare un contributo al Centro Mamma Rita. Ma al di là dell’aspetto pratico, noi ci siamo sentiti coinvolti anche a livello personale. Come imprenditori e sponsor, crediamo che sia importante contribuire a costruire intorno a noi qualcosa di positivo. Realtà come il Centro Mamma Rita rappresentano spazi preziosi, capaci di trasmettere ogni giorno messaggi positivi, e per questo provo un grande senso di gratitudine nei confronti di chi porta avanti questo lavoro. Insieme a Stefano siamo coinvolti anche nel sostegno ad alcune scuole, perché crediamo che lo sport e la scuola siano due delle ultime grandi agenzie educative su cui possiamo contare per accompagnare i nostri figli, i ragazzi e, in fondo, anche noi stessi. È fondamentale continuare a investire in questi luoghi e nelle persone che li animano. Il mio desiderio è che esperienze come questa possano suscitare negli altri la curiosità di conoscere queste realtà e la voglia di fare del bene. Perché la solidarietà non deve essere soltanto un contributo concreto, ma anche la capacità di trasmettere un messaggio e di coinvolgere altre persone in un percorso condiviso".
Stefano Sudati, Proprietario e co-CEO di CONTECO Check: "Vogliamo ringraziare il Centro Mamma Rita e tutte le suore per quello che fanno ogni giorno, rispondendo al desiderio di felicità di ogni ragazzo e di ogni persona che entra in questa comunità. Noi possiamo dare il nostro contributo, ma sono loro a trasformarlo in qualcosa di concreto, attraverso il lavoro e la dedizione quotidiani. È a loro che va il nostro grazie. Un ringraziamento va anche a Vero Volley, che rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa diventare uno strumento di solidarietà. Attraverso la collaborazione e la capacità di unire persone e realtà diverse, il Consorzio dimostra che si può fare del bene in modo concreto. Dobbiamo essere capaci di diventare, proprio come nello sport, dei veri e propri “fantasisti della carità”: trovare nuove strade, creare opportunità e trasformare le idee in gesti capaci di fare la differenza".
di Napoli Magazine
29/10/2026 - 18:03
Promuovere la cultura dell’accoglienza, sostenere i percorsi educativi e favorire il raggiungimento dell’autonomia. Sono questi alcuni dei temi al centro di “Nuove Rotte – La genitorialità conquistata e la sfida dei minori non accompagnati”, l’incontro organizzato dal Centro Mamma Rita di Monza, coinvolgendo istituzioni, professionisti e realtà impegnate nel sostegno ai minori e alle famiglie in situazioni di fragilità.
L’appuntamento ha rappresentato un’occasione di confronto sul ruolo delle comunità educative, sull’importanza di una rete di supporto condivisa e sulle opportunità offerte dalla collaborazione tra soggetti diversi, uniti dalla volontà di rispondere concretamente ai bisogni del territorio.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Egidio Riva, Assessore al Welfare del Comune di Monza, e Federico Romani, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, accompagnati dai videomessaggi di Monsignor Marino Mosconi, Arciprete e Parroco del Duomo di Monza, e Monsignor Walter Magni, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata per l’Arcidiocesi di Milano.
Il programma è quindi entrato nel vivo con l’intervento della Dr.ssa Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, che ha approfondito il ruolo dell’istituzione giudiziaria nella rete di tutela dei minori. Sorella Dr.ssa Patrizia Pirioni ha successivamente raccontato la storia e la missione del Centro Mamma Rita, realtà gestita dalle Minime Oblate del Cuore Immacolato di Maria, la cui attività di accoglienza ha avuto inizio nel 1908.
Spazio anche al tema del passaggio dalla protezione all’autonomia, al centro del confronto “Comunità in movimento: dalla protezione all’autonomia”, che ha coinvolto la Dr.ssa Sara Friso, coordinatrice del Centro Educativo Diurno, la Dr.ssa Stefania Mastroieni, coordinatrice della Comunità Mamma-Bambino, il Dr. Andrea Saccon, coordinatore della Comunità per minori stranieri non accompagnati, e il Dr. Marino Catella, Presidente COF – Centro Orientamento Famiglia. Un percorso nel quale l’accompagnamento educativo, le relazioni e l’acquisizione progressiva di competenze rappresentano strumenti fondamentali per favorire la crescita personale e l’inserimento nella società.
Il programma ha inoltre approfondito il valore dell’impegno lavorativo nell’ambito dei percorsi di recupero, con il contributo di Roberto Cagliero, Amministratore Consigliere Delegato di San Patrignano, che ha portato l’esperienza della comunità nel promuovere il lavoro come strumento di responsabilizzazione, crescita e reinserimento.
A chiudere gli interventi è stato il confronto sul valore di una collaborazione condivisa culturalmente, con la partecipazione di Alessandra Marzari, Presidente di Vero Volley, e Stefano e Alessandro Sudati, Proprietari e co-CEO di CONTECO Check.
La presenza del Consorzio tra i partner dell’iniziativa, insieme a CONTECO Check, testimonia il valore di una sinergia che supera i confini dell’attività sportiva e mette in relazione esperienze e competenze differenti, con l’obiettivo di contribuire al benessere della comunità.
Attraverso iniziative come “Nuove Rotte”, il Centro Mamma Rita rinnova il proprio impegno nell’accoglienza e nell’accompagnamento educativo di bambini, ragazzi e nuclei familiari, valorizzando il contributo delle istituzioni e della rete territoriale. Un’occasione per condividere esperienze e rafforzare legami, ribadendo il valore della collaborazione nella costruzione di nuove opportunità di crescita e autonomia.
LE DICHIARAZIONI
Egidio Riva, Assessore al Welfare del Comune di Monza: "La genitorialità è un processo complesso, una sfida che riguarda tutti, in particolare i minori stranieri non accompagnati. Le nostre comunità offrono servizi importanti, ma permangono disuguaglianze che possono essere colmate soltanto attraverso un impegno condiviso. È necessario lavorare insieme per crescere come società e garantire a tutti le stesse opportunità".
Federico Romani, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia: "È importante trasmettere valori solidi, soprattutto nel contesto attuale. Dobbiamo garantire a ogni ragazzo punti di riferimento affidabili, a maggior ragione quando si tratta di minori stranieri non accompagnati, che hanno bisogno di essere ascoltati, sostenuti e accompagnati nel proprio percorso di crescita. Dobbiamo aiutarli a raggiungere l'autonomia e a trovare il proprio posto nella società, perché i giovani rappresentano il futuro della nostra comunità".
Dr.ssa Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano: "Il nostro Tribunale ha una competenza molto ampia: siamo 17 giudici togati, compresa la Presidente, e 72 giudici onorari, chiamati a occuparci di un territorio con circa un milione e mezzo di bambini e ragazzi. Dobbiamo essere consapevoli che il giudice rappresenta soltanto l'ultima istanza, un segmento della rete di tutela dei minori. La protezione comincia molto prima, all'interno della comunità, che deve saper riconoscere i problemi e farsene carico quando possibile, senza attendere necessariamente l'intervento giudiziario. E non termina con una decisione del Tribunale: c'è un dopo, fatto di accompagnamento, reinserimento e costruzione dell'autonomia. Lavoriamo con persone in condizioni di fragilità e, anche quando siamo chiamati a separarle dal loro contesto familiare, il nostro obiettivo rimane sempre la tutela dei ragazzi".
Sorella Dr.ssa Patrizia Pirioni, Centro Mamma Rita: "Le porte di una casa come la nostra si aprono per offrire accoglienza, cura e sostegno. Mi piace il legame tra le parole “porta” e “porto”: quest'ultimo non deve essere inteso come una meta definitiva, ma come un'opportunità, un luogo di incontro e di scambio dal quale poter ripartire. L'accoglienza dei minori stranieri è iniziata nel 1976, appena quattordici anni dopo l'apertura della struttura. Le sorelle raccontavano questa esperienza dicendo: “Non siamo andate in missione, ma la missione è arrivata qui”. Nel 1992 abbiamo iniziato ad accogliere anche mamme con bambini, inizialmente provenienti dalla Bosnia e in fuga dalla guerra: un impegno che prosegue ormai da oltre trent'anni. Per raccontare il senso della nostra missione, ho pensato a due figure: Ulisse ed Enea. Ulisse è l'eroe che affronta un lungo viaggio con lo sguardo rivolto alla propria meta, anche affettiva. Enea, invece, è consapevole di avere una missione: affronta deviazioni, incontra le difficoltà dell'esperienza umana, ma continua il proprio cammino guidato da una direzione precisa. Non un vagare senza meta, ma un viaggio con una rotta. È questo ciò che vogliamo offrire alle persone che accogliamo: non soltanto un porto sicuro, ma l'opportunità di costruire un nuovo percorso di vita. Ringrazio Alessandra Marzari per aver creduto in questo progetto e per averci incoraggiato a intraprendere insieme questo cammino".
Dr.ssa Sara Friso, coordinatrice del Centro Educativo Diurno: "Genitori non si nasce, ma si diventa. Può sembrare un’affermazione scontata, ma non lo è affatto. Si tratta di un percorso articolato, che richiede confronto e accompagnamento. Per questo adottiamo un approccio sistemico, che tenga conto delle relazioni familiari, delle dinamiche tra genitori e figli e dei diversi contesti. Le esigenze cambiano con l’età dei ragazzi e le fasi della loro crescita: è fondamentale aiutare i genitori ad acquisire consapevolezza e strumenti adeguati per affrontarle".
Roberto Cagliero, Amministratore Consigliere Delegato di San Patrignano: "La nostra comunità si occupa di persone che affrontano situazioni di dipendenza anche molto radicate, attraverso percorsi di recupero che durano mediamente dai due anni e mezzo ai tre anni. Purtroppo accogliamo anche minorenni: ci sono ragazzi di appena quattordici anni che hanno già alle spalle due o tre anni di tossicodipendenza. Spesso lo studio e il lavoro hanno perso valore ai loro occhi, in un contesto culturale che talvolta presenta il consumo di sostanze come qualcosa di positivo. Noi cerchiamo di ricostruire questo rapporto attraverso attività concrete: proponiamo lo studio e il lavoro, dalla produzione del pane alla cura degli animali. All'inizio i ragazzi possono essere restii, ma poi imparano ad appassionarsi a quello che fanno e riscoprono il valore di queste esperienze. Siamo al loro fianco perché nessuno è immune da queste situazioni e non dobbiamo considerarle qualcosa di distante da noi. Il nostro sostegno educativo e sociale continuerà a esserci, così come quello di realtà come il Centro Mamma Rita: affrontare queste fragilità richiede un impegno condiviso e una comunità capace di non lasciare indietro nessuno".
Alessandra Marzari, Presidente di Vero Volley: "Penso che l’attività sportiva debba generare un impatto sociale concreto sul territorio. Questo vale per le nostre prime squadre, anche grazie alla visibilità dei nostri atleti, così come per il lavoro che portiamo avanti ogni giorno con bambini, bambine e famiglie attraverso l’attività giovanile. Lo sport è uno straordinario strumento di inclusione e può contribuire a prevenire comportamenti devianti, accompagnando i più giovani nel loro percorso di crescita. Come Consorzio dobbiamo sentirci responsabili del territorio in cui operiamo e mettere a disposizione le nostre risorse per generare un cambiamento positivo. Anche attraverso la visibilità e i canali di comunicazione dello sport possiamo far conoscere realtà come il Centro Mamma Rita e San Patrignano, dando spazio al loro lavoro e contribuendo a sensibilizzare il pubblico. È importante che lo sport svolga anche questa funzione. Vogliamo continuare a sostenere le Minime Oblate nel loro percorso, mettendo a disposizione competenze, impegno, ricerca di fondi e nuove idee. Il Centro Mamma Rita risponde a un bisogno reale del territorio e può rappresentare un presidio importante anche sul fronte della prevenzione, promuovendo una maggiore cultura della genitorialità, un tema ampio, complesso e profondo, che riguarda tutta la comunità. Con la sua esperienza, ad esempio, questo Centro potrebbe avere la straordinaria opportunità di svolgere un lavoro di prevenzione per alcuni aspetti di una buona genitorialità. Perché questa collaborazione sia efficace, servono presenza, disponibilità e capacità di tradurre le intenzioni in azioni concrete. Credo che non ci sia modo migliore di contribuire all’inclusione sociale, soprattutto quando parliamo di minori, che lavorare insieme per offrire loro opportunità di crescita e un futuro migliore".
Alessandro Sudati, Proprietario e co-CEO di CONTECO Check: "Insieme a mio fratello Stefano abbiamo costruito, attraverso la nostra collaborazione con Vero Volley e un accordo che lega l’attività sportiva a un progetto concreto di solidarietà, un’iniziativa per donare un contributo al Centro Mamma Rita. Ma al di là dell’aspetto pratico, noi ci siamo sentiti coinvolti anche a livello personale. Come imprenditori e sponsor, crediamo che sia importante contribuire a costruire intorno a noi qualcosa di positivo. Realtà come il Centro Mamma Rita rappresentano spazi preziosi, capaci di trasmettere ogni giorno messaggi positivi, e per questo provo un grande senso di gratitudine nei confronti di chi porta avanti questo lavoro. Insieme a Stefano siamo coinvolti anche nel sostegno ad alcune scuole, perché crediamo che lo sport e la scuola siano due delle ultime grandi agenzie educative su cui possiamo contare per accompagnare i nostri figli, i ragazzi e, in fondo, anche noi stessi. È fondamentale continuare a investire in questi luoghi e nelle persone che li animano. Il mio desiderio è che esperienze come questa possano suscitare negli altri la curiosità di conoscere queste realtà e la voglia di fare del bene. Perché la solidarietà non deve essere soltanto un contributo concreto, ma anche la capacità di trasmettere un messaggio e di coinvolgere altre persone in un percorso condiviso".
Stefano Sudati, Proprietario e co-CEO di CONTECO Check: "Vogliamo ringraziare il Centro Mamma Rita e tutte le suore per quello che fanno ogni giorno, rispondendo al desiderio di felicità di ogni ragazzo e di ogni persona che entra in questa comunità. Noi possiamo dare il nostro contributo, ma sono loro a trasformarlo in qualcosa di concreto, attraverso il lavoro e la dedizione quotidiani. È a loro che va il nostro grazie. Un ringraziamento va anche a Vero Volley, che rappresenta un esempio virtuoso di come lo sport possa diventare uno strumento di solidarietà. Attraverso la collaborazione e la capacità di unire persone e realtà diverse, il Consorzio dimostra che si può fare del bene in modo concreto. Dobbiamo essere capaci di diventare, proprio come nello sport, dei veri e propri “fantasisti della carità”: trovare nuove strade, creare opportunità e trasformare le idee in gesti capaci di fare la differenza".