Gli azzurri, per l'occasione in tenuta 'rosso Garibaldi', affrontano domenica 22 febbraio l'impegno probabilmente più duro del Sei Nazioni 2026, il match in casa della Francia capoclassifica. Una squadra rullo compressore che ha già travolto l'Irlanda e il Galles in un mix di forza e qualità che non sarà facile contrastare anche per un'Italia che ha fatto bella mostra di sè a Roma con la Scozia e anche a Dublino. Il c.t. francese, Fabien Galthié, si è speso in elogi per la Nazionale, a suo dire proiettata verso una futura vittoria nel Sei Nazioni e comunque a giocare alla pari con le top 10 mondiali, ma il coach degli azzurri, Gonzalo Quesada, pur apprezzando, dichiara che l'Italia "non deve pensare a dove finire nel torneo, perchè la classifica la lasciamo alla Francia, all'Inghilterra o all'Irlanda. Noi dobbiamo guardare alla prestazione, a ciò che va migliorato, alle parole 'competere', 'coerenza'". La logica di lavoro portata avanti fin dall'arrivo sulla panchina dall'argentino sta dando frutti e domani sarà messa alla prova dalla squadra che schiera il miglior giocatore al mondo, Antoine Dupont, e che Galthiè ha deciso di schierare con la formazione migliore possibile. Due anni fa nello stesso stadio di Lille, che domani avrà il tetto chiuso per contrastare un meteo che si prevede inclemente, l'Italia pareggiò 13-13, con un palo che impedì a Garbisi di fare il colpaccio all'ultimo secondo, ma l'anno scorso all'Olimpico subì invece un umiliante 73-24. L'obiettivo, ovviamente, è cancellare il ricordo più recente e possibilmente rivivere l'occasione del 2024. "Rispetto a quella partita abbiamo fatto passi in avanti - ha sottolineato capitan Michele Lamaro -. L'obiettivo è chiaro: cercare di migliorarci gara dopo gara. Credo che stiamo andando in questa direzione in questi due anni, con alcuni momenti di down. Affronteremo la partita nel modo giusto, consapevoli di quello che possiamo fare contro una squadra fortissima - ha detto ancora l'azzurro -. Contrattacco e turnover sono forse tra le loro caratteristiche principali. In questa partita non possiamo permetterci di fare troppi errori". A dare una mano, ora che la sua è guarita, sarà anche Ange Capuozzo, schierato estremo al posto di Pani che pure aveva ben figurato con l'Irlanda. Il 15 azzurro si troverà di fronte un bel po' di compagni del Tolosa, Dupont in testa, che faranno di tutto per dare a lui e agli azzurri un dispiacere, vincendo ancora una volta il Trofeo Garibaldi. Lo stesso mediano di mischia francese usa comunque a sua volta parole al miele per l'Italia: "E' una squadra che continua a migliorare, che continua a sorprendere - dice Dupont -. E credo che dovremmo smettere di usare la parola sorprendente, perché ha giocato ottime partite, non sempre vincendo, con molta intensità e rendendo le partite difficili a ogni squadra che affronta". La lettura di Quesada del match di domani è semplice. La Francia è una squadra senza punti deboli e bisogna evitare che prenda sicurezza fin dalle prime battute. "Se dopo dieci o 15 minuti creano le occasioni che creano di solito e riescono a staccarsi, a segnare, come nelle prime due partite del torneo, sarà difficile fermarli", puntualizza il coach argentino che invita gli azzurri "a portare in campo quello che siamo ma anche ad andare oltre a quanto fatto vedere contro Scozia e Irlanda". Questo, appunto, significa crescere.
di Napoli Magazine
22/02/2026 - 00:09
Gli azzurri, per l'occasione in tenuta 'rosso Garibaldi', affrontano domenica 22 febbraio l'impegno probabilmente più duro del Sei Nazioni 2026, il match in casa della Francia capoclassifica. Una squadra rullo compressore che ha già travolto l'Irlanda e il Galles in un mix di forza e qualità che non sarà facile contrastare anche per un'Italia che ha fatto bella mostra di sè a Roma con la Scozia e anche a Dublino. Il c.t. francese, Fabien Galthié, si è speso in elogi per la Nazionale, a suo dire proiettata verso una futura vittoria nel Sei Nazioni e comunque a giocare alla pari con le top 10 mondiali, ma il coach degli azzurri, Gonzalo Quesada, pur apprezzando, dichiara che l'Italia "non deve pensare a dove finire nel torneo, perchè la classifica la lasciamo alla Francia, all'Inghilterra o all'Irlanda. Noi dobbiamo guardare alla prestazione, a ciò che va migliorato, alle parole 'competere', 'coerenza'". La logica di lavoro portata avanti fin dall'arrivo sulla panchina dall'argentino sta dando frutti e domani sarà messa alla prova dalla squadra che schiera il miglior giocatore al mondo, Antoine Dupont, e che Galthiè ha deciso di schierare con la formazione migliore possibile. Due anni fa nello stesso stadio di Lille, che domani avrà il tetto chiuso per contrastare un meteo che si prevede inclemente, l'Italia pareggiò 13-13, con un palo che impedì a Garbisi di fare il colpaccio all'ultimo secondo, ma l'anno scorso all'Olimpico subì invece un umiliante 73-24. L'obiettivo, ovviamente, è cancellare il ricordo più recente e possibilmente rivivere l'occasione del 2024. "Rispetto a quella partita abbiamo fatto passi in avanti - ha sottolineato capitan Michele Lamaro -. L'obiettivo è chiaro: cercare di migliorarci gara dopo gara. Credo che stiamo andando in questa direzione in questi due anni, con alcuni momenti di down. Affronteremo la partita nel modo giusto, consapevoli di quello che possiamo fare contro una squadra fortissima - ha detto ancora l'azzurro -. Contrattacco e turnover sono forse tra le loro caratteristiche principali. In questa partita non possiamo permetterci di fare troppi errori". A dare una mano, ora che la sua è guarita, sarà anche Ange Capuozzo, schierato estremo al posto di Pani che pure aveva ben figurato con l'Irlanda. Il 15 azzurro si troverà di fronte un bel po' di compagni del Tolosa, Dupont in testa, che faranno di tutto per dare a lui e agli azzurri un dispiacere, vincendo ancora una volta il Trofeo Garibaldi. Lo stesso mediano di mischia francese usa comunque a sua volta parole al miele per l'Italia: "E' una squadra che continua a migliorare, che continua a sorprendere - dice Dupont -. E credo che dovremmo smettere di usare la parola sorprendente, perché ha giocato ottime partite, non sempre vincendo, con molta intensità e rendendo le partite difficili a ogni squadra che affronta". La lettura di Quesada del match di domani è semplice. La Francia è una squadra senza punti deboli e bisogna evitare che prenda sicurezza fin dalle prime battute. "Se dopo dieci o 15 minuti creano le occasioni che creano di solito e riescono a staccarsi, a segnare, come nelle prime due partite del torneo, sarà difficile fermarli", puntualizza il coach argentino che invita gli azzurri "a portare in campo quello che siamo ma anche ad andare oltre a quanto fatto vedere contro Scozia e Irlanda". Questo, appunto, significa crescere.