"Partite come questa da un lato mi danno fiducia di poter competere anche coi migliori e creare qualche problema. Dall'altro lato è frustrante constatare i miei alti e bassi, cosa che nei precedenti 20 anni di carriera normalmente non accadeva. Devo accettare quello che sono adesso e sapere che la cosa più importante per me al momento è il recupero tra un incontro e l'altro. Per questo forse dovrò evitare di allenarmi nei 'day off' e concentrarmi sul riposo, per ritrovare energie". Così Novak Djokovic che si è qualificato per gli ottavi di finale degli US Open, quarta e ultima prova del Grande Slam, battendo il britannico Cameron Norrie. C'è stato anche un mezzo spavento per un dolore alla schiena: "Sul 5-3 e 30-30 del primo set - spiega l'ex numero 1 del mondo - ho avvertito questo problema dopo un movimento strano e ho dovuto chiamare il fisio. Non volevo che Cameron pensasse l'avessi fatto di proposito, per spezzare il ritmo a lui, dunque gliel'ho detto a fine partita. Vedremo a freddo come sarà la situazione, ma dopo il trattamento mi sono sentito decisamente meglio". Nole ha 38 anni e non sembra voler mettere in calendario uno stop alla sua carriera. Qualcosa che viene dalla sua natura: "La mia è proprio una passione: non è tanto questione di evitare problemi fisici, ma di stare bene e in salute a lungo. Non credo ci sia molto di più da fare rispetto a quanto sto facendo adesso, ma nonostante questo il mio corpo mi manda dei segnali di fatica. Devo ascoltarli ma cerco anche di andare oltre, fino a che posso. Mi piace ancora tanto competere - chiude il serbo - e sento che è rimasto ancora tanto tennis dentro di me, così come tante motivazioni per diverse ragioni. Voglio capire se avrò ancora una chance in uno Slam o in un grande torneo, godendomi l'amore e il supporto che mi circonda e che sento ogni giorno".
di Napoli Magazine
30/08/2025 - 14:55
"Partite come questa da un lato mi danno fiducia di poter competere anche coi migliori e creare qualche problema. Dall'altro lato è frustrante constatare i miei alti e bassi, cosa che nei precedenti 20 anni di carriera normalmente non accadeva. Devo accettare quello che sono adesso e sapere che la cosa più importante per me al momento è il recupero tra un incontro e l'altro. Per questo forse dovrò evitare di allenarmi nei 'day off' e concentrarmi sul riposo, per ritrovare energie". Così Novak Djokovic che si è qualificato per gli ottavi di finale degli US Open, quarta e ultima prova del Grande Slam, battendo il britannico Cameron Norrie. C'è stato anche un mezzo spavento per un dolore alla schiena: "Sul 5-3 e 30-30 del primo set - spiega l'ex numero 1 del mondo - ho avvertito questo problema dopo un movimento strano e ho dovuto chiamare il fisio. Non volevo che Cameron pensasse l'avessi fatto di proposito, per spezzare il ritmo a lui, dunque gliel'ho detto a fine partita. Vedremo a freddo come sarà la situazione, ma dopo il trattamento mi sono sentito decisamente meglio". Nole ha 38 anni e non sembra voler mettere in calendario uno stop alla sua carriera. Qualcosa che viene dalla sua natura: "La mia è proprio una passione: non è tanto questione di evitare problemi fisici, ma di stare bene e in salute a lungo. Non credo ci sia molto di più da fare rispetto a quanto sto facendo adesso, ma nonostante questo il mio corpo mi manda dei segnali di fatica. Devo ascoltarli ma cerco anche di andare oltre, fino a che posso. Mi piace ancora tanto competere - chiude il serbo - e sento che è rimasto ancora tanto tennis dentro di me, così come tante motivazioni per diverse ragioni. Voglio capire se avrò ancora una chance in uno Slam o in un grande torneo, godendomi l'amore e il supporto che mi circonda e che sento ogni giorno".