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ZANARDI - Monti: "Lui ed io stesse storie, Alex è stato il mio angelo"
03.05.2026 16:22 di Napoli Magazine
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Due destini che si uniscono. Quelli di Tiziano Monti, atleta classe '88 nel giro della nazionale paraciclistica e con già pluricampione italiano, e di Alex Zanardi; entrambi costretti a subire l'amputazione degli arti inferiori a seguito di un incidente stradale, entrambi uniti dall'amore per lo sport. E' lo stesso Monti, oggi atleta che fa parte della società sportiva Obiettivo 3 - proprio quella nata da un'idea di Zanardi, per avvicinare allo sport persone con disabilità - a raccontare una storia che sembra disegnata dal destino.

"La prima volta ci siamo incontrati al centro protesi di Budrio, dove ero per la riabilitazione. Io andavo a gonfiare le ruote della carrozzina e quando si è aperto l'ascensore ci siamo scontrati. Lui ha sorriso e abbiamo scambiato due parole. La sera stessa ho fatto la mia candidatura al progetto Obiettivo 3, un mese dopo ho ricevuto la mia prima bicicletta", dice Monti al telefono con l'ANSA.

Uno "scontro" che lo stesso Monti non esita a definire come quello "della svolta. Magari senza di lui non avrei mai iniziato a fare attività sportiva; a volte il destino ti fa trovare nel posto giusto al momento giusto. Per me Zanardi è stato un mentore, facevamo lo stesso sport e, nonostante il suo incidente del 2020, quando siamo riusciti a stare insieme mi ha dato una grande motivazione - prosegue Monti -. Quell'incontro mi ha fatto capire che non era stato un caso, mi ha spinto a trovare quella scintilla per andare avanti. Lo sport spesso è una metafora della vita; si può bucare una gomma, ma si ripara e si riparte", le sue parole.

Quell'incontro ha cambiato la vita di Monti, che ricorda Zanardi come "un simbolo di umiltà, questa è la cosa che impressionato di più di lui". Citando un aneddoto che risale a luglio 2019 e che rappresenta bene il campione scomparso: "Eravamo in Friuli, alle 14.30 e faceva caldissimo. Sulla pista di atletica, sdraiato a terra, c'era lui che, con le mani sporche di grasso, aiutava i ragazzi. Sono rimasto stupito per la sua abnegazione, la sua voglia di aiutare il prossimo".

Parole e gesti che Monti, ancora oggi, ricorda nitidamente, avendoli fatti propri: "Quello che mi ha aiutato dopo il mio incidente è stata una sua frase che disse in occasione del primo incidente, ossia di concentrarsi sulla parte che era rimasta e non su quella che non c'era più. Un mantra che mi accompagna ancora oggi", ricorda. Perché certe storie sembrano essere scritte dal destino.    

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ZANARDI - Monti: "Lui ed io stesse storie, Alex è stato il mio angelo"

di Napoli Magazine

03/05/2026 - 16:22

Due destini che si uniscono. Quelli di Tiziano Monti, atleta classe '88 nel giro della nazionale paraciclistica e con già pluricampione italiano, e di Alex Zanardi; entrambi costretti a subire l'amputazione degli arti inferiori a seguito di un incidente stradale, entrambi uniti dall'amore per lo sport. E' lo stesso Monti, oggi atleta che fa parte della società sportiva Obiettivo 3 - proprio quella nata da un'idea di Zanardi, per avvicinare allo sport persone con disabilità - a raccontare una storia che sembra disegnata dal destino.

"La prima volta ci siamo incontrati al centro protesi di Budrio, dove ero per la riabilitazione. Io andavo a gonfiare le ruote della carrozzina e quando si è aperto l'ascensore ci siamo scontrati. Lui ha sorriso e abbiamo scambiato due parole. La sera stessa ho fatto la mia candidatura al progetto Obiettivo 3, un mese dopo ho ricevuto la mia prima bicicletta", dice Monti al telefono con l'ANSA.

Uno "scontro" che lo stesso Monti non esita a definire come quello "della svolta. Magari senza di lui non avrei mai iniziato a fare attività sportiva; a volte il destino ti fa trovare nel posto giusto al momento giusto. Per me Zanardi è stato un mentore, facevamo lo stesso sport e, nonostante il suo incidente del 2020, quando siamo riusciti a stare insieme mi ha dato una grande motivazione - prosegue Monti -. Quell'incontro mi ha fatto capire che non era stato un caso, mi ha spinto a trovare quella scintilla per andare avanti. Lo sport spesso è una metafora della vita; si può bucare una gomma, ma si ripara e si riparte", le sue parole.

Quell'incontro ha cambiato la vita di Monti, che ricorda Zanardi come "un simbolo di umiltà, questa è la cosa che impressionato di più di lui". Citando un aneddoto che risale a luglio 2019 e che rappresenta bene il campione scomparso: "Eravamo in Friuli, alle 14.30 e faceva caldissimo. Sulla pista di atletica, sdraiato a terra, c'era lui che, con le mani sporche di grasso, aiutava i ragazzi. Sono rimasto stupito per la sua abnegazione, la sua voglia di aiutare il prossimo".

Parole e gesti che Monti, ancora oggi, ricorda nitidamente, avendoli fatti propri: "Quello che mi ha aiutato dopo il mio incidente è stata una sua frase che disse in occasione del primo incidente, ossia di concentrarsi sulla parte che era rimasta e non su quella che non c'era più. Un mantra che mi accompagna ancora oggi", ricorda. Perché certe storie sembrano essere scritte dal destino.