Si è svolto oggi a Napoli il Forum delle Autonomie, l’appuntamento con cui ASMEL celebra trent’anni di attività associativa rilanciando, insieme a 4886 Enti Locali soci, una riflessione sul futuro dei Comuni tra autonomia, semplificazione burocratica e tutela dei territori. «Trent’anni fa la Rete ASMEL è nata con l’idea che i Comuni non fossero una periferia amministrativa, ma il cuore operativo della Repubblica» ha dichiarato Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. «Nel tempo quella intuizione è diventata una rete nazionale che difende autonomia, sussidiarietà e capacità decisionale dei territori contro l’approccio centralista e dirigista degli apparati romani».
La battaglia dei Comuni montani: fare rete contro Governo e ANCI
Tra i temi centrali del Forum, la mobilitazione contro il nuovo Elenco dei Comuni montani approvato a febbraio scorso dal Governo con il placet di Anci. Ben 641 Comuni si sono visti esclusi dalle provvidenze ed agevolazioni previste. Una scelta che, per ASMEL, mostra i limiti di un’impostazione calata dall’alto, fondata su parametri tecnici che non restituiscono la complessità sociale, economica e amministrativa dei territori.
ASMEL si è da subito fatta portavoce nelle sedi istituzionali dei Comuni esclusi e sostenuto gratuitamente i ricorsi presentati dinanzi al TAR Lazio contro il provvedimento, chiedendone la sospensione per evitare che gli enti coinvolti perdano strumenti essenziali per garantire manutenzione del territorio e continuità amministrativa.
«Non riuscendo ad applicare la spending review a Roma, lo Stato prova a mettere mano alle aree più disagiate, che avrebbero bisogno di provvidenze e non di tagli. dichiara Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. La legge di riforma dei Comuni montani è basata su parametri come pendenza e altimetria e l’Indice di Fragilità dell’Istat, che misura l’esposizione dei territori ai rischi naturali e antropici e alle criticità demo-sociali ed economico-produttive. Il governo, però, si è limitato ad applicare solo i primi due, escludendo Comuni disagiati e includendo Comuni che non hanno nulla di montano, come Ercolano, adagiato sul mare ma il cui territorio giunge fino alla vetta del Vesuvio. Per questo ASMEL non arretra: continua ad affiancare gratuitamente i Comuni, sia sul piano istituzionale sia su quello giudiziario, per difendere territori che non possono essere penalizzati da criteri incapaci di leggere la realtà dei Comuni».
Naddeo (ARAN): «I Comuni devono diventare proattivi nel reclutamento»
Il confronto sul reclutamento pubblico, durante il Forum, ha confermato il valore della cooperazione tra Enti Locali promossa da ASMEL. Antonio Naddeo, Presidente ARAN, in video diretta al Forum, ha richiamato la necessità di rendere i Comuni protagonisti attivi delle politiche di assunzione, soprattutto in vista del ricambio generazionale che porterà circa un milione di dipendenti pubblici al pensionamento entro il 2033-2034.
«I Comuni devono uscire dalla logica passiva di chi aspetta i candidati al bando di concorso e diventare proattivi» ha commentato Naddeo. In questa prospettiva, è stato evidenziato come Elenco Idonei ASMEL sia una procedura valida con già 1.700 assunzioni all’attivo, capace di mettere al centro i Comuni attraverso strumenti aggregati di reclutamento che consentono di ridurre i tempi, condividere competenze e superare l’isolamento amministrativo.
Naddeo ha anche sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e mondo accademico come leva per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione.
«L’innovazione professionale non nasce nell’isolamento, ma nel dialogo» ha dichiarato. «I Comuni non devono reinventare la ruota, ma imparare a fare rete, condividere esperienze e costruire comunità di pratica. In questa prospettiva un’associazione come ASMEL è molto importante».
Una visione che ha accompagnato l’intera giornata del Forum e il percorso costruito dalla Rete ASMEL in trent’anni di attività: tradurre la cooperazione tra Enti Locali in strumenti concreti per accompagnare i Comuni nelle trasformazioni organizzative e amministrative del Paese.
«In trent’anni ASMEL ha dimostrato che i Comuni, quando fanno rete, non sono l’anello debole del sistema istituzionale, ma la sua forza più concreta» ha concluso Giovanni Caggiano, Presidente ASMEL. «Da questa consapevolezza continua il lavoro della Rete: dare voce ai territori e costruire strumenti capaci di rendere effettiva l’autonomia locale».
di Napoli Magazine
29/05/2026 - 12:30
Si è svolto oggi a Napoli il Forum delle Autonomie, l’appuntamento con cui ASMEL celebra trent’anni di attività associativa rilanciando, insieme a 4886 Enti Locali soci, una riflessione sul futuro dei Comuni tra autonomia, semplificazione burocratica e tutela dei territori. «Trent’anni fa la Rete ASMEL è nata con l’idea che i Comuni non fossero una periferia amministrativa, ma il cuore operativo della Repubblica» ha dichiarato Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. «Nel tempo quella intuizione è diventata una rete nazionale che difende autonomia, sussidiarietà e capacità decisionale dei territori contro l’approccio centralista e dirigista degli apparati romani».
La battaglia dei Comuni montani: fare rete contro Governo e ANCI
Tra i temi centrali del Forum, la mobilitazione contro il nuovo Elenco dei Comuni montani approvato a febbraio scorso dal Governo con il placet di Anci. Ben 641 Comuni si sono visti esclusi dalle provvidenze ed agevolazioni previste. Una scelta che, per ASMEL, mostra i limiti di un’impostazione calata dall’alto, fondata su parametri tecnici che non restituiscono la complessità sociale, economica e amministrativa dei territori.
ASMEL si è da subito fatta portavoce nelle sedi istituzionali dei Comuni esclusi e sostenuto gratuitamente i ricorsi presentati dinanzi al TAR Lazio contro il provvedimento, chiedendone la sospensione per evitare che gli enti coinvolti perdano strumenti essenziali per garantire manutenzione del territorio e continuità amministrativa.
«Non riuscendo ad applicare la spending review a Roma, lo Stato prova a mettere mano alle aree più disagiate, che avrebbero bisogno di provvidenze e non di tagli. dichiara Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL. La legge di riforma dei Comuni montani è basata su parametri come pendenza e altimetria e l’Indice di Fragilità dell’Istat, che misura l’esposizione dei territori ai rischi naturali e antropici e alle criticità demo-sociali ed economico-produttive. Il governo, però, si è limitato ad applicare solo i primi due, escludendo Comuni disagiati e includendo Comuni che non hanno nulla di montano, come Ercolano, adagiato sul mare ma il cui territorio giunge fino alla vetta del Vesuvio. Per questo ASMEL non arretra: continua ad affiancare gratuitamente i Comuni, sia sul piano istituzionale sia su quello giudiziario, per difendere territori che non possono essere penalizzati da criteri incapaci di leggere la realtà dei Comuni».
Naddeo (ARAN): «I Comuni devono diventare proattivi nel reclutamento»
Il confronto sul reclutamento pubblico, durante il Forum, ha confermato il valore della cooperazione tra Enti Locali promossa da ASMEL. Antonio Naddeo, Presidente ARAN, in video diretta al Forum, ha richiamato la necessità di rendere i Comuni protagonisti attivi delle politiche di assunzione, soprattutto in vista del ricambio generazionale che porterà circa un milione di dipendenti pubblici al pensionamento entro il 2033-2034.
«I Comuni devono uscire dalla logica passiva di chi aspetta i candidati al bando di concorso e diventare proattivi» ha commentato Naddeo. In questa prospettiva, è stato evidenziato come Elenco Idonei ASMEL sia una procedura valida con già 1.700 assunzioni all’attivo, capace di mettere al centro i Comuni attraverso strumenti aggregati di reclutamento che consentono di ridurre i tempi, condividere competenze e superare l’isolamento amministrativo.
Naddeo ha anche sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni e mondo accademico come leva per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione.
«L’innovazione professionale non nasce nell’isolamento, ma nel dialogo» ha dichiarato. «I Comuni non devono reinventare la ruota, ma imparare a fare rete, condividere esperienze e costruire comunità di pratica. In questa prospettiva un’associazione come ASMEL è molto importante».
Una visione che ha accompagnato l’intera giornata del Forum e il percorso costruito dalla Rete ASMEL in trent’anni di attività: tradurre la cooperazione tra Enti Locali in strumenti concreti per accompagnare i Comuni nelle trasformazioni organizzative e amministrative del Paese.
«In trent’anni ASMEL ha dimostrato che i Comuni, quando fanno rete, non sono l’anello debole del sistema istituzionale, ma la sua forza più concreta» ha concluso Giovanni Caggiano, Presidente ASMEL. «Da questa consapevolezza continua il lavoro della Rete: dare voce ai territori e costruire strumenti capaci di rendere effettiva l’autonomia locale».