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NEWS - CLEANAP, arriva la prima mappatura civica dei rifugi climatici di Napoli
04.07.2026 10:37 di Napoli Magazine
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Da ieri la rete dei rifugi climatici entra ufficialmente tra gli strumenti del Comune di Napoli dedicati all'adattamento ai cambiamenti climatici. Sul portale istituzionale è stata pubblicata la prima rete dei rifugi climatici potenziali della città, sviluppata a partire dalla proposta presentata da Cleanap e poi costruita in collaborazione con l'associazione, l'Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Amministrazione comunale.

Per Cleanap questo rappresenta un risultato importante. Non solo perché una proposta nata dal basso viene riconosciuta e adottata dalle istituzioni, ma perché dimostra come la collaborazione tra cittadinanza organizzata, ricerca e pubblica amministrazione possa accelerare le politiche di adattamento climatico.

La storia di questo progetto inizia un anno fa

Nell'estate 2025, di fronte all'assenza di una mappatura ufficiale dei rifugi climatici, Cleanap decide di non aspettare. Attraverso l'elaborazione degli open data comunali e un'attività di ricerca sul territorio coordinata dal socio volontario Nicola De Innocentis, ingegnere e GIS Specialist, nasce una mappa indipendente che censisce 38 luoghi pubblicamente accessibili – indoor e outdoor – in grado di offrire un minimo di mitigazione durante le ondate di calore. L'obiettivo non era sostituirsi all'amministrazione, ma spingere per accelerare un percorso già previsto dal Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), che individua proprio nei rifugi climatici una delle misure di adattamento urbano.

L'iniziativa arriva anche in Consiglio Comunale, dove viene presentata dal consigliere Luigi Carbone come una buona pratica civica da valorizzare e assumere come riferimento per il lavoro dell'amministrazione.

In pochi mesi la mappa viene raccontata da numerose testate locali e nazionali, tra cui LifeGate, Il Post, Repubblica Napoli, Fanpage, Il Mattino, NapoliToday, Io Donna, Radio Kiss Kiss, Materia Rinnovabile e L'Italia che Cambia, contribuendo a portare il tema del caldo urbano al centro del dibattito pubblico.

Parallelamente, Cleanap avvia un confronto con ENEA, che riconosce il valore dell'iniziativa e coinvolge l'associazione in attività dedicate ai rifugi climatici e alla citizen science. Attraverso il progetto Girls4Climate dell’associazione nell’ambito dell’iniziativa Global District di Weworld, è oggi in corso un percorso di aggiornamento della mappa con dati microclimatici e attività partecipative sul territorio portata avanti da giovani donne.

Negli ultimi mesi si apre, infine, un dialogo diretto con il Comune di Napoli. Gli incontri con l'Assessore al Verde e poi, quello decisivo, con l'Assessore alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro portano alla costruzione di un percorso condiviso che coinvolge amministrazione, Università Federico II e Cleanap nella definizione della prima rete cittadina dei rifugi climatici potenziali.

La mappa è oggi uno strumento aperto, che usa la tecnologia per abilitare una trasformazione concreta. Attraverso il form disponibile sulla piattaforma, è possibile segnalare nuovi luoghi, verificare quelli esistenti, raccontare la propria esperienza e contribuire al miglioramento della stessa. Anche il Comune invita la cittadinanza a partecipare all'aggiornamento della rete, rendendola uno strumento dinamico e in continua evoluzione.

«Una mappa, da sola, non rende una città più resiliente - afferma Emiliana Mellone, presidente dell’associazione - è volontà comune iniziare un percorso condiviso che deve tradursi in trasformazione. Individuare potenziali rifugi climatici è soltanto il primo passo».

La sfida ora è trasformare questi dati in interventi concreti: maggiore cura del verde urbano, manutenzione e valorizzazione delle fontanelle, riconoscibilità dei rifugi climatici attraverso una segnaletica dedicata, integrazione nei servizi cittadini e, dove necessario, realizzazione di nuovi dispositivi di adattamento. Le esperienze europee più avanzate, come quella di Barcellona, dimostrano che i rifugi climatici non sono semplicemente luoghi da mappare, ma infrastrutture urbane da progettare e potenziare. Ombreggiamenti, schermature solari, sistemi evaporativi, nuove alberature e interventi nei punti più esposti al caldo possono fare la differenza nella qualità della vita delle persone.

«Per noi questa è una vittoria importante sul piano dell'advocacy civica» - commenta Cleanap - «Un progetto nato dal basso è riuscito a entrare nell'agenda pubblica e a contribuire alla costruzione di una politica cittadina. Il nostro obiettivo non è mai stato solo realizzare una mappa. Era aprire una strada. Oggi quella strada esiste e continueremo a lavorare con le istituzioni, università, associazioni, cittadine e cittadini per percorrerla insieme, più rapidamente per far fronte ad un’urgenza comune.»

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NEWS - CLEANAP, arriva la prima mappatura civica dei rifugi climatici di Napoli

di Napoli Magazine

04/07/2026 - 10:37

Da ieri la rete dei rifugi climatici entra ufficialmente tra gli strumenti del Comune di Napoli dedicati all'adattamento ai cambiamenti climatici. Sul portale istituzionale è stata pubblicata la prima rete dei rifugi climatici potenziali della città, sviluppata a partire dalla proposta presentata da Cleanap e poi costruita in collaborazione con l'associazione, l'Università degli Studi di Napoli Federico II e l'Amministrazione comunale.

Per Cleanap questo rappresenta un risultato importante. Non solo perché una proposta nata dal basso viene riconosciuta e adottata dalle istituzioni, ma perché dimostra come la collaborazione tra cittadinanza organizzata, ricerca e pubblica amministrazione possa accelerare le politiche di adattamento climatico.

La storia di questo progetto inizia un anno fa

Nell'estate 2025, di fronte all'assenza di una mappatura ufficiale dei rifugi climatici, Cleanap decide di non aspettare. Attraverso l'elaborazione degli open data comunali e un'attività di ricerca sul territorio coordinata dal socio volontario Nicola De Innocentis, ingegnere e GIS Specialist, nasce una mappa indipendente che censisce 38 luoghi pubblicamente accessibili – indoor e outdoor – in grado di offrire un minimo di mitigazione durante le ondate di calore. L'obiettivo non era sostituirsi all'amministrazione, ma spingere per accelerare un percorso già previsto dal Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), che individua proprio nei rifugi climatici una delle misure di adattamento urbano.

L'iniziativa arriva anche in Consiglio Comunale, dove viene presentata dal consigliere Luigi Carbone come una buona pratica civica da valorizzare e assumere come riferimento per il lavoro dell'amministrazione.

In pochi mesi la mappa viene raccontata da numerose testate locali e nazionali, tra cui LifeGate, Il Post, Repubblica Napoli, Fanpage, Il Mattino, NapoliToday, Io Donna, Radio Kiss Kiss, Materia Rinnovabile e L'Italia che Cambia, contribuendo a portare il tema del caldo urbano al centro del dibattito pubblico.

Parallelamente, Cleanap avvia un confronto con ENEA, che riconosce il valore dell'iniziativa e coinvolge l'associazione in attività dedicate ai rifugi climatici e alla citizen science. Attraverso il progetto Girls4Climate dell’associazione nell’ambito dell’iniziativa Global District di Weworld, è oggi in corso un percorso di aggiornamento della mappa con dati microclimatici e attività partecipative sul territorio portata avanti da giovani donne.

Negli ultimi mesi si apre, infine, un dialogo diretto con il Comune di Napoli. Gli incontri con l'Assessore al Verde e poi, quello decisivo, con l'Assessore alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro portano alla costruzione di un percorso condiviso che coinvolge amministrazione, Università Federico II e Cleanap nella definizione della prima rete cittadina dei rifugi climatici potenziali.

La mappa è oggi uno strumento aperto, che usa la tecnologia per abilitare una trasformazione concreta. Attraverso il form disponibile sulla piattaforma, è possibile segnalare nuovi luoghi, verificare quelli esistenti, raccontare la propria esperienza e contribuire al miglioramento della stessa. Anche il Comune invita la cittadinanza a partecipare all'aggiornamento della rete, rendendola uno strumento dinamico e in continua evoluzione.

«Una mappa, da sola, non rende una città più resiliente - afferma Emiliana Mellone, presidente dell’associazione - è volontà comune iniziare un percorso condiviso che deve tradursi in trasformazione. Individuare potenziali rifugi climatici è soltanto il primo passo».

La sfida ora è trasformare questi dati in interventi concreti: maggiore cura del verde urbano, manutenzione e valorizzazione delle fontanelle, riconoscibilità dei rifugi climatici attraverso una segnaletica dedicata, integrazione nei servizi cittadini e, dove necessario, realizzazione di nuovi dispositivi di adattamento. Le esperienze europee più avanzate, come quella di Barcellona, dimostrano che i rifugi climatici non sono semplicemente luoghi da mappare, ma infrastrutture urbane da progettare e potenziare. Ombreggiamenti, schermature solari, sistemi evaporativi, nuove alberature e interventi nei punti più esposti al caldo possono fare la differenza nella qualità della vita delle persone.

«Per noi questa è una vittoria importante sul piano dell'advocacy civica» - commenta Cleanap - «Un progetto nato dal basso è riuscito a entrare nell'agenda pubblica e a contribuire alla costruzione di una politica cittadina. Il nostro obiettivo non è mai stato solo realizzare una mappa. Era aprire una strada. Oggi quella strada esiste e continueremo a lavorare con le istituzioni, università, associazioni, cittadine e cittadini per percorrerla insieme, più rapidamente per far fronte ad un’urgenza comune.»